Napoli – Il rione Traiano si è svegliata all’alba dal rombo delle sirene e dal sorvolo costante degli elicotteri dell’Arma. È il copione di una periferia che non conosce tregua, dove i fortini del narcotraffico si ostinano a sopravvivere, rigenerandosi come idre ferite ogni volta che i vecchi padrini tornano a calcare l’asfalto delle case popolari.
Un blitz mastodontico, orchestrato dai Carabinieri del Comando Provinciale sotto la direzione implacabile della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha letteralmente decapitato la galassia criminale del Rione Traiano.
Il bilancio operativo parla chiaro: trentuno provvedimenti restrittivi eseguiti in un sol colpo, trenta indagati spediti direttamente dietro le sbarre e uno confinato agli arresti domiciliari ma anche tanti indagati a piede libero.
Al centro dell’impalcatura accusatoria eretta dai magistrati antimafia c’è una holding del crimine evoluta e ramificata, il cartello facente capo ai clan Puccinelli e Petrone, capace di muovere oceani di denaro attraverso un imponente traffico di sostanze stupefacenti. Non una semplice associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, ma una vera e propria macchina da guerra economica che gestiva centinaia di piazze di vendita al dettaglio, trasformando cortili e scantinati in supermercati della droga a cielo aperto.
Le ombre del sangue: da Mario Palma a Francesco Pio Maimone
Tra le celle aperte all’alba per accogliere i nuovi arrivati, i registri della polizia giudiziaria e le informative dei cronisti di nera annotano nomi pesanti, vecchie conoscenze e volti già tristemente noti alle aule di giustizia e alle pagine di cronaca più buie della città.
Il primo nome che salta agli occhi è quello di Massimo De Solda, trentenne del Rione Traiano. Per lui l’accusa è tra le più gravi e aberranti: omicidio volontario aggravato. De Solda è ritenuto l’autore materiale dell’efferato assassinio di un pensionato, Mario Palma, trucidato il 19 novembre del 2024 nella vicina zona della Loggetta.
Una mattanza consumata con una violenza inaudita e primordiale, culminata in un riscontro autoptico agghiacciante: sul corpo martoriato dell’anziano la medicina legale contò ben 92 lesioni complessive. Un dettaglio che gela il sangue, reso ancora più torbido dal legame di parentela che univa il carnefice alla vittima, essendo De Solda il nipote del pensionato.
Ma nella lista dei trenta in carcere c’è un altro profilo che evoca immediatamente i fantasmi della mala napoletana più spregiudicata: Luigi Nocera, ventitré anni. Un nome che evoca la notte maledetta degli sciami di pioggia e piombo sui Baretti di Mergellina, costati la vita all’innocente Francesco Pio Maimone. Nocera, soprannominato “Danger”, è tristemente celebre alle cronache per essere il giovane che, in quella tragica circostanza, macchiò involontariamente di birra le scarpe Louis Vuitton da mille euro a Francesco Pio Valda, innescando la folle lite finita in tragedia con quel proiettile vagante ad altezza d’uomo forse destinato proprio a lui.
Allora Nocera rimase ai margini penali di quella specifica esecuzione. Poi fu arrestato l’anno dopo insieme con Pasquale Pisa per traffico di droga e oggi, invece, il cerchio si stringe di nuovo per vicende legate alla sua militanza attiva nei circuiti criminali della periferia ovest, essendo stato sorpreso a far da guardiano a una piazza di spaccio protetta all’interno di uno scantinato di via Tertulliano.
La mappa del narcotraffico e i nomi dei destinatari dell’ordinanza
L’inchiesta coordinata dalla Dda e avallata dal Gip del Tribunale di Napoli smantella un sistema tentacolare. Gli inquirenti hanno scandagliato mesi di intercettazioni, riscontri sul campo, sequestri di partite di stupefacenti e appostamenti nei vicoli del Rione Traiano, dimostrando come le consorterie criminali sappiano tessere legami indissolubili tra la gestione delle piazze di spaccio e i canali di approvvigionamento di cocaina, hashish e marijuana.
Un tessuto criminale che resiste alle retate grazie a una fitta rete di manuttenenti, vedette, cassieri e gregari pronti a subentrare nelle gerarchie non appena i capi storici finiscono in manette. Il provvedimento eseguito dai Carabinieri fotografa l’esatto organigramma di questa galassia mafiosa.
Elenco in ordine alfabetico degli arrestati
Attanasio Maurizio (Carcere)
Borsella Pasquale (Carcere)
Caiazza Emanuele (Carcere)
Caruso Salvatore (Carcere)
Chiantone Giuseppe (Arresti domiciliari)
Chiaro Paolo (Carcere)
Cuccurullo Pasquale (Carcere)
Delle Donne Luigi (Carcere)
De Solda Massimo (Carcere)
Deviato Marco (Carcere)
El Shabrawj Mario (Carcere)
Gaiangos Giovanna (Carcere)
Gheorghe Dumitru Nicusor (Carcere)
Iuliano Salvatore (Carcere)
Liguori Ivan (Carcere)
Martino Antonio (Carcere)
Nocera Daniele (Carcere)
Nocera Luigi (Carcere)
Ottiero Salvatore (Carcere)
Palermo Stefano (Carcere)
Pezzuti Raffaele (Carcere)
Pisa Alessandro (Carcere)
Pisa Pasquale (Carcere)
Pistuggia Pietro (Carcere)
Ricci Salvatore (Carcere)
Sica Pasquale (Carcere)
Tarantino Alfredo (Carcere)
Tarantino Antonio (Carcere)
Tranchese Simone (Carcere)
Valenza Marco (Carcere)
Volonnino Ciro (Carcere)



