Roma – Nelle indagini sull’omicidio ‘Diabolik’ sono emerse ”collaborazioni imprenditoriali nella ristorazione” tra la famiglia Senese e quella dei Caroccia.
Il gip Livio Sabatini in particolare cita fra gli altri anche Mauro Caroccia, che sta scontando una condanna definitiva per intestazione fittizia dei beni a favore del clan Senese e indagato per riciclaggio nell’ambito dell’indagine sul ristorante ‘Bisteccheria d’Italia’ di cui l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro (non indagato) ha detenuto e poi ceduto quote azionarie.
In una conversazione del marzo 2017 in particolare Vincenzo Senese, figlio del boss Michele, ”riferiva a Daniele Caroccia, fratello di Mauro, la propria disponibilità ad avviare un comune rapporto societario, precisando che nell’investimento non avrebbe dovuto inserirsi Fabrizio Piscitelli, definito ‘Lazialotto’ perché, in caso contrario, non avrebbe partecipato all’iniziativa imprenditoriale.
In un intercettazione del 18 marzo 2017 Vincenzo Senese, figlio di Michele, offre a Daniele Caroccia la propria “disponibilità” ma afferma “che nell’investimento non avrebbe dovuto inserirsi Piscitelli”, si legge.
Il criminale romano viene definito “Lazialotto”: “Eh, no… quello.. quell’altro… Lazialotto.. eh..fammi capire a me perché se no lasciamo stare…”. Ostilità di fronte alle quali Caroccia lo rassicura” che ‘Diabolik’ è stato “coinvolto al solo scopo di individuare un locale idoneo a ospitare la nuova attività”.
“Forse non hai capito… allora quello la ci volevo andare a parlare, perché lui c’ha …diciamo il canale, cioè conosce qualcuno che c’ha i negozi là… solo per quello”. “Ah, se ci può dare una mano a pagare l’affitto poco, quelle cose là.. si”, risponde Senese che per il resto ribadisce la “ferma contrarietà” a effettuare l’investimento con l’uomo di cui, due anni dopo, sarà ordinato l’omicidio per mano della sua famiglia, secondo le indagini della Dda di Roma.
Fabrizio Piscitelli, dunque, fu escluso dalla famiglia Senese dai rapporti “imprenditoriali” nelle attività della “ristorazione” di Mauro Caroccia.
Secondo gli inquirenti, questo è stato il primo segnale di una rottura dei rapporti tra Diabolik, ucciso il 7 agosto del 2019, e il boss Michele Senese, raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere come mandante del delitto. Nell’ordinanza del gip di Roma si fa riferimento alla “rottura tra Fabrizio Piscitelli e la famiglia Senese” come movente dietro l’omicidio. Il gip scrive che, nonostante i fratelli Michele e Gennaro Senese fossero stati i “testimoni di nozze” di Piscitelli” stesso, il loro “consolidato e risalente legame” era già un “lontano ricordo” nel 2017.
La Commissione Antimafia, secondo quanto si apprende da fonti interne, ha chiesto gli atti alla Procura di Roma in merito all’inchiesta che ha portato agli arresti di oggi per l’omicidio Piscitelli. L’operazione dei Carabinieri e della procura di Roma individua in Michele Senese il ‘mandate apicale’ dell’omicidio dell’ex capo ultras della Lazio.



