TENSIONE NEGLI ISTITUTI NAPOLETANI

Napoli, caos al Liceo Rossini: entrano coi motorini nella palestra appena inaugurata

Dopo i video diffusi dal deputato Borrelli scattano le prime denunce. Il parlamentare: «Questi selvaggi danneggiano la protesta di chi lotta per il diritto allo studio»
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Napoli Caos Al Liceo Rossini Entrano Coi Motorini Nella Palestra Appena Inaugurata 2026 10 16
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Napoli – Motorini che sfrecciano tra i campi da gioco e nuvole di polvere estinguente che fanno scattare gli allarmi antincendio. Succede all’interno del Liceo “Rossini” di Napoli dove, nel corso dell’occupazione studentesca, la palestra della scuola – appena ristrutturata e riconsegnata alla comunità scolastica – è stata trasformata nel teatro di scorribande e atti di vandalismo.

A portare alla luce l’episodio è stato il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha reso pubblici sui propri canali social i filmati girati all’interno dell’istituto. Nelle immagini, ormai virali, si vedono chiaramente diversi scooter sfrecciare negli spazi coperti della struttura e giovani intenti ad azionare impropriamente gli estintori della palestra. A seguito della divulgazione dei video e delle successive verifiche, sono scattate le prime denunce verso i responsabili, già identificati dalle forze dell’ordine.

La ferma condanna: «Atti inaccettabili»

Dura la reazione delle istituzioni e dello stesso parlamentare, che ha tenuto a tracciare una netta linea di demarcazione tra le rivendicazioni degli studenti e gli atti teppistici:

«Questi selvaggi danneggiano la protesta civile e sentita di decine di migliaia di ragazzi e ragazze. Vanno isolati. Chi manifesta per il diritto allo studio, per una scuola migliore e per il proprio futuro merita rispetto e ascolto. Chi invece entra in un istituto con i motorini, danneggia gli spazi scolastici e mette a rischio strutture appena riconsegnate compie atti che nulla hanno a che fare con una protesta legittima».

Un bene comune da tutelare

La palestra del plesso era stata riaperta da pochissimo tempo grazie a investimenti pubblici destinati a migliorare l’offerta formativa e sportiva dei giovani del quartiere. Un patrimonio che rischia ora di rimanere danneggiato.

«È inaccettabile che una struttura frutto di investimenti per gli studenti venga ridotta a un luogo di devastazione», ha concluso Borrelli. «La scuola è un bene pubblico e appartiene a tutti: la protesta non può diventare un alibi per comportamenti irresponsabili. L’identificazione dei responsabili non serve a reprimere il dissenso, ma a tutelare chi esercita un proprio diritto senza nascondere atti vandalici dietro la mobilitazione sociale».

Articolo modificato il 16/10/2026 alle 18:11 per revisione testo.
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