Turisti evacuati ad Agerola

Incendio in Costiera Amalfitana: è stato una atto doloso

Roghi tra Amalfi e Agerola, l'allarme di Legambiente: "Aggiornare i catasti per bloccare le speculazioni"
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Le straordinarie bellezze della Costiera Amalfitana e Sorrentina sono nuovamente sotto l’attacco del fuoco. Un vasto incendio, sviluppatosi nella serata di ieri nel territorio di Amalfi, si è rapidamente esteso, complici le condizioni del terreno, spingendosi fino al comune di Agerola.

A farne le spese, in particolare, è stata la zona di San Lazzaro, dove le fiamme hanno lambito i centri abitati costringendo le autorità a disporre l’evacuazione temporanea di una struttura ricettiva situata a ridosso del fronte del fuoco.

Dietro le fiamme c’è la mano dell’uomo o forse più di uno: Piromani professionisti che sanno come edove colpire e soprattutto quando. Ad Agerola, nel borgo di San Lazzaro, il fuoco ha lambito abitazioni, e gli abitanti sono stati fatti evacuare. “E’ stata un’azione criminale – ha dichiarato il vice sindaco di Agerola, Luca Mascolo – e da Amalfi le fiamme, alimentate anche al vento forte, si sono spinte fino a Vico Equense. Siamo stati attivi tutta la notte, con quello che si è potuto fare al buio” .

Sul posto stanno operando ininterrottamente le squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dai nuclei dei volontari della Protezione Civile, in una lotta contro il tempo per domare i focolai e mettere in sicurezza l’area.

“Mani criminali e ladri di futuro”

Di fronte al disastro ambientale, non si fa attendere la durissima presa di posizione di Legambiente Campania. La presidente regionale, Mariateresa Imparato, esprime “preoccupazione e sdegno” per un patrimonio naturale ridotto in cenere, rifiutando categoricamente l’ipotesi della casualità.

“Il fuoco che minaccia la nostra regione non può essere considerato una fatalità – tuona Imparato – gli incendi boschivi sono azioni vili, troppo spesso alimentate da interessi speculativi e da mani criminali”.

Mentre si attendono i rilievi delle forze dell’ordine per chiarire la natura esatta dell’innesco, i danni sono già visibili e, secondo l’associazione ambientalista, incalcolabili. “Questi ladri di futuro mandano in fumo ettari di boschi, terreni agricoli e vegetazione. Provocano danni devastanti alla biodiversità e al patrimonio naturalistico del Paese, con ripercussioni gravissime sull’economia locale e, non ultimo, sulla salute dei cittadini”.

La ricetta: prevenzione e stop alle speculazioni

Per Legambiente, la gestione dell’emergenza non è più sufficiente. Serve un cambio di passo strutturale per evitare che ogni estate si ripeta il medesimo, tragico copione. “Per contrastare efficacemente la piaga dei roghi è necessario un approccio integrato fondato su quattro pilastri: prevenzione, rilevamento, monitoraggio e contrasto attivo”, spiega la presidente Imparato, sottolineando come i soli piani antincendio boschivo siano ormai strumenti parziali se non integrati con i piani forestali e con le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici.

Ma c’è un nodo cruciale che riguarda il contrasto amministrativo e penale a chi lucra sui disastri. “Accanto alla prevenzione è indispensabile la piena applicazione della legge – conclude la numero uno di Legambiente Campania –. È urgente garantire l’aggiornamento tempestivo del catasto delle aree percorse dal fuoco: è l’unico modo per bloccare sul nascere qualsiasi speculazione. Inoltre, chiediamo che le pene previste per il reato di incendio boschivo vengano estese a ogni tipologia di rogo”.

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