La vicenda di Casalnuovo

Abusi su un 12enne, la moglie del reo confesso nel mirino dei social: «Basta odio, così si creano nuove vittime»

L'appello dell'avvocata Giovanna Cacciapuoti: «Insulti, minacce e falsità contro una madre e le sue due figlie minorenni, sono diventate bersaglio di un linciaggio digitale».
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Abusi Su Un 12enne La Moglie Del Reo Confesso Nel Mirino Dei Social Basta Odio Cosi Si Creano Nuove Vittime 2026 07 31
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Dopo il caso dell’uomo che ha confessato l’abuso sessuale ai danni di un ragazzo di 12 anni, avvenuto all’interno del suo negozio in provincia di Napoli, emerge un nuovo fronte della vicenda: quello della campagna d’odio che, secondo la difesa, avrebbe investito la moglie dell’indagato e le due figlie minorenni.

A denunciare quanto sta accadendo è l’avvocata Giovanna Cacciapuoti, legale della donna, che parla di una vera e propria escalation di violenza verbale consumata soprattutto sui social network.

«Insulti, minacce e falsità»

Secondo la professionista, madre e figlie sarebbero da giorni bersaglio di insulti, minacce, accuse infondate e pesanti insinuazioni diffuse sulle principali piattaforme social.

Una situazione che, sostiene la legale, avrebbe ormai superato il confine del confronto pubblico per trasformarsi in un “linciaggio digitale” nei confronti di persone estranee ai fatti e non coinvolte nell’inchiesta.

L’avvocata ricorda inoltre che la famiglia dell’uomo, fin dalle prime ore successive all’emersione della vicenda, aveva preso pubblicamente le distanze dal suo comportamento, manifestando solidarietà al bambino vittima dell’abuso e ai suoi familiari.

«La macchina del fango non si è fermata»

Nonostante questa presa di posizione, secondo la difesa gli attacchi sarebbero proseguiti senza sosta.

Nel comunicato diffuso dall’avvocata si parla anche di presunte strumentalizzazioni della vicenda da parte di alcuni esponenti politici, accusati di aver alimentato ulteriormente il clima di ostilità.

«Non si tratta di giustizia, ma di sciacallaggio», afferma la legale, sottolineando come la campagna d’odio avrebbe avuto pesanti ripercussioni sulla reputazione, sulla serenità e sulla sicurezza della donna e delle due figlie minorenni.

L’appello: «Fermate questa gogna»

La richiesta dell’avvocata è quella di interrompere immediatamente quella che definisce una campagna d’odio.

Secondo la professionista, colpire familiari estranei ai fatti non contribuisce ad accertare le responsabilità né a rendere giustizia alla vittima dell’abuso, ma rischia di generare ulteriori vittime innocenti.

«Dietro gli schermi ci sono persone reali – evidenzia – e in particolare due ragazze minorenni che non hanno alcuna responsabilità per quanto accaduto».

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