Napoli – Dalla più banale delle discussioni per futili questioni di vicinato al piombo il passo è stato breve. Una serata di altissima tensione ha scosso Barra, periferia est di Napoli, dove all’interno di un complesso condominiale al civico 179 di corso Bruno Buozzi si è sfiorata la tragedia.
Ad affrontarsi a viso aperto, stando a una prima ricostruzione degli investigatori, sarebbero stati almeno due nuclei familiari residenti nello stabile.
Dalla recriminazione allo sparo
A innescare la pericolosa escalation di violenza, domenica sera, sarebbe stato un gesto apparentemente insignificante quanto maleducato: un mozzicone di sigaretta lanciato con noncuranza da un balcone dei piani superiori, finito per cadere nel piano sottostante o negli spazi dell’area comune condominiale.
Da quel momento in poi è scoppiato un vero e proprio inferno. Le prime recriminazioni e le lamentele si sono rapidamente trasformate in una sequenza serrata di insulti reciproci, urla e minacce incrociate che hanno attirato l’attenzione di decine di residenti e condòmini spaventati.
La situazione è però precipitata quando uno dei partecipanti alla rissa ha estratto un’arma da fuoco, facendo fuoco ad altezza uomo e sparando nel mucchio nel pieno del parapiglia generale. Soltanto un puro caso ha evitato il peggio: il proiettile esploso non ha centrato nessuno dei presenti, scongiurando che una discussione da pianerottolo si trasformasse in un fatto di sangue dagli esiti nefasti.
L’allarme al 112 e la fuga dei protagonisti
L’allarme rosso è scattato intorno alle 21 di domenica, quando la centrale operativa del numero unico di emergenza 112 è stata inondata da numerose chiamate di terrore da parte dei vicini di casa, allarmati dal frastuono della violenta rissa e dal successivo secco rimbombo dello sparo.
In una manciata di minuti, come riporta Il Roma, si sono precipitate sul posto a sirene spiegate le volanti del commissariato San Giovanni-Barra. Al loro rapido arrivo, tuttavia, la folla di condòmini e i principali protagonisti del violento alterco si erano già dileguati tra le scale e le vie adiacenti allo stabile, tentando di cancellare ogni traccia dell’accaduto e di eludere i controlli delle forze dell’ordine.
L’ogiva sequestrata e la caccia al pistolero
Gli agenti della Polizia di Stato hanno immediatamente cinturato la zona ed eseguito un accurato sopralluogo, passando al setaccio l’intero immobile e trovando ben presto i riscontri.
Nel corso dei rilievi, i poliziotti hanno individuato e sequestrato un’ogiva conficcata nell’area dell’aggressione, elemento che ha confermato l’assoluta veridicità delle segnalazioni giunte alla sala operativa.
Le indagini proseguono ora a ritmo serrato: gli investigatori stanno ascoltando diversi testimoni e vagliando le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona per identificare con certezza tutti i partecipanti alla violenta lite e, in particolare, per dare un volto e un nome a chi ha impugnato la pistola e premuto il grilletto.



