Sorrento – Una nuova e decisiva ondata di provvedimenti giudiziari si sta abbattendo stamane sulla città di Sorrento. I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata stanno notificando nove misure cautelari – nello specifico sette ordinanze di custodia cautelare e due divieti temporanei di esercizio dell’attività – emesse su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Le accuse formulate dal sostituto procuratore Giuliano Schioppi e dal procuratore capo Nunzio Fragliasso delineano un presunto e ramificato quadro di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e turbata libertà di scelta del contraente.
I provvedimenti odierni giungono a circa un mese di distanza dagli interrogatori preventivi disposti davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, Mariaconcetta Criscuolo, che avevano visto sfilare complessivamente quindici persone. Per comprendere appieno la portata dell’operazione odierna, è tuttavia necessario riavvolgere il nastro fino alla primavera dello scorso anno, quando l’intero impianto istituzionale sorrentino ha iniziato a vacillare.
Il blitz al ristorante e il caso del “panettone”
La complessa indagine sul cosiddetto “Sistema Sorrento” è esplosa mediaticamente il 21 maggio 2025. In quella data, i finanzieri della compagnia di Massa Lubrense e di Torre Annunziata arrestarono in flagranza di reato l’allora sindaco Massimo Coppola e un membro del suo staff personale, Francesco Di Maio.
La cattura avvenne all’interno di un noto ristorante della penisola, subito dopo la consegna da parte di un imprenditore locale di una tranche in contanti da 6.000 euro. Secondo la ricostruzione d’accusa, quella cifra rappresentava parte di una tangente ben più cospicua – quantificata in circa 120.000 euro – pattuita per l’assegnazione di un appalto da 4,5 milioni di euro relativo al servizio di refezione scolastica.
Già nel dicembre del 2024, tuttavia, i fari degli inquirenti si erano accesi sull’amministrazione: durante un controllo, Coppola era stato trovato in possesso di 15.000 euro in contanti occultati in una confezione di panettone. Sebbene quella somma fosse stata inizialmente dissequestrata dal Tribunale del Riesame, l’episodio spinse i militari ad approfondire le verifiche sulle procedure di gara del Comune tra il 2022 e il 2024.
Il ruolo del “sensitivo” e i contanti nel biliardo
Accanto alla figura dell’ex primo cittadino, l’inchiesta ha fatto emergere il ruolo chiave di Raffaele Guida, noto alle cronache televisive regionali come “Lello il sensitivo”. Indicato dalla Procura come il “fiduciario e referente” del sindaco nei rapporti informali con il mondo imprenditoriale, Guida era già stato al centro delle polemiche locali nel 2022 per una sua potenziale assunzione nello staff di comunicazione del Comune, poi revocata.
Nel corso delle perquisizioni del maggio 2025, i finanzieri scoprirono nella sua abitazione ben 167.000 euro in contanti, abilmente nascosti all’interno di un tavolo da biliardo. La posizione di Guida ha registrato una svolta cruciale nell’aprile del 2026, quando l’uomo ha formalizzato una proposta di patteggiamento a 3 anni e 9 mesi di reclusione, offrendo un risarcimento di 150.000 euro complessivi al Comune di Sorrento, costituitosi parte civile.
Nel medesimo filone d’indagine è emerso anche il coinvolgimento di figure all’apparenza insospettabili, tra cui un barbiere della zona ritenuto intermediario in alcuni passaggi chiave.
Le confessioni dell’ex sindaco e i concorsi truccati
Il vero e proprio punto di svolta investigativo si è concretizzato a fine estate del 2025. Assistito dai propri legali, l’ex sindaco Massimo Coppola ha deciso di collaborare pienamente con i magistrati di Torre Annunziata, rendendo dichiarazioni dettagliate e ammettendo di aver incassato complessivamente circa 215.000 euro di proventi illeciti.
I verbali delle sue confessioni hanno squarciato il velo su una gestione ritenuta sistematica dei bandi pubblici e delle selezioni. Coppola ha dettagliato la ripartizione dei flussi finanziari: oltre 105.000 euro sarebbero transitati tramite la mediazione di Guida, 60.000 euro per il tramite di Di Maio e circa 50.000 euro sarebbero derivati dall’alterazione di concorsi pubblici per l’assunzione di personale comunale, inclusi due istruttori e un agente di polizia locale.
Le ammissioni dell’ex amministratore hanno toccato anche altri appalti di rilievo, come i lavori di riqualificazione del Campo Italia, l’affidamento del Teatro Tasso e i finanziamenti per le campagne di promozione turistica internazionale della città.
Le nuove misure e lo scenario attuale
Le notifiche in corso questa mattina rappresentano la concretizzazione delle risultanze emerse a seguito delle ammissioni dei principali indagati e dei successivi riscontri documentali operati dalle Fiamme Gialle. Le perquisizioni eseguite un mese fa avevano già portato al sequestro preventivo di ulteriori 115.000 euro in contanti, a testimonianza di un flusso di denaro che gli inquirenti considerano tuttora in via di completa ricostruzione.
Con l’esecuzione delle nuove misure restrittive e l’imminente definizione delle prime posizioni processuali, il caso Sorrento si conferma come una delle inchieste più ramificate e d’impatto degli ultimi anni nel contrasto ai reati contro la Pubblica Amministrazione in Campania.
Approfondimento
La corruzione non è solo un reato lontano dai cittadini: a Sorrento colpisce direttamente l’economia e la qualità della vita di tutti. Le nuove misure cautelari, con 9 persone coinvolte tra arresti e divieti, mettono in luce un sistema radicato che ha compromesso la trasparenza negli appalti pubblici, minando la fiducia e rallentando lo sviluppo di una città che vive di turismo e servizi. Questa infografica spiega come la corruzione si traduce in danni concreti: meno investimenti, servizi scadenti e un mercato distorto che penalizza le imprese oneste. Un quadro che si inserisce in un contesto più ampio, segnato da indagini e arresti in tutta Italia e da episodi di criminalità organizzata che, come nel caso dell’omicidio Musella, gettano un’ombra inquietante su Napoli e dintorni. Comprendere queste dinamiche è fondamentale per difendere il futuro di Sorrento e delle sue comunità.
In breve
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