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PAURA NELL'AREA FLEGREA

Campi Flegrei, l’allarme del Cnr: «Non si escludono scosse più forti»

Dopo il sisma record di magnitudo 4.7, il geologo Andrea Billi fa il punto sulla situazione: lo sciame potrebbe proseguire. L'allerta resta gialla, ma l'evento è il più energetico da decenni.
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Campi Flegrei Lallarme Del Cnr Non Si Escludono Scosse Piu Forti 2026 08 01
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Napoli – L’area dei Campi Flegrei continua a tremare e l’incertezza sull’evoluzione della crisi bradisismica resta alta. Dopo la violenta scossa di magnitudo 4.7 registrata tra Pozzuoli e Quarto, gli esperti invitano alla prudenza ma non nascondono la complessità del fenomeno.

“È possibile che lo sciame sismico prosegua nelle prossime ore o nei prossimi giorni, ma non è possibile prevederne la durata, il numero o la magnitudo delle scosse, né escludere in modo assoluto un superamento dell’attuale record”, ha spiegato Andrea Billi, ricercatore dell’Istituto di Geoscienze del Cnr (Cnr-Geo).

Un record sismico da decenni e il punto sull’allerta

L’evento sismico si attesta come il più energetico mai misurato strumentalmente nell’area flegrea da diversi decenni a questa parte, superando persino i picchi storici toccati durante la crisi del 1982-1984 (quando le scosse più forti del 1983 e del 1984 si fermarono a magnitudo 4.0).

A causa della ridotta profondità ipocentrale — appena 3 chilometri — il terremoto è stato avvertito distintamente non solo nell’epicentro flegreo, ma anche a Napoli, Ischia e fino alla penisola sorrentina.

Ciononostante, gli esperti invitano a non cedere al panico:
“Il singolo terremoto non indica, di per sé, l’imminenza di un’eruzione vulcanica. Al momento il livello ufficiale di allerta resta giallo. È quindi essenziale attenersi alle comunicazioni della Protezione Civile e degli enti preposti al monitoraggio”, precisa Billi.

Il bradisismo: un fenomeno secolare

Il terremoto si inserisce nel più ampio processo di bradisismo — il lento sollevamento e abbassamento del suolo — che caratterizza la caldera flegrea da secoli, le cui tracce storiche sono visibili persino sulle colonne del Serapeo di Pozzuoli.

Dopo circa vent’anni di abbassamento del terreno (subsidenza), dal 2005 è iniziata una nuova fase di sollevamento tuttora in corso. Se nelle crisi degli anni ’70 e ’80 il suolo si sollevò complessivamente di circa 3,5 metri provocando migliaia di scosse, la magnitudo attuale rappresenta comunque un picco mai raggiunto prima.

Cosa sta succedendo nel sottosuolo

Ma qual è la causa scientifica di questi tremori? Il fenomeno è legato alle variazioni di pressione e temperatura nel complesso sistema idrotermale e vulcanico sotterraneo.

Il sollevamento del terreno è causato dall’accumulo e dalla migrazione ad alta pressione di acqua, vapore, anidride carbonica e altri gas, con possibili contributi magmatici da profondità maggiori. Quando la tensione accumulata supera la resistenza meccanica delle rocce, queste si fratturano, liberando l’energia che si propaga sotto forma di onde sismiche.

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