LE NOVITA' DELL'INCHIESTA

Francesca Tucci morta al Cardarelli, depositata la terza consulenza: ‘Intervento prematuro’

Due nuove relazioni dei consulenti della famiglia contestano le conclusioni degli esperti nominati dalla Procura. Nel mirino la scelta dell’operazione e la sorveglianza postoperatoria.
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Napoli – Altre due consulenze di parte, depositate nella stessa giornata, riaprono il confronto tecnico sulla morte di Francesca Tucci, la 24enne di Afragola deceduta il 2 luglio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli di Napoli dopo due interventi chirurgici

. Sono ora tre le relazioni presentate dalla famiglia alla Procura: documenti che contestano, sotto diversi aspetti, le conclusioni dei consulenti nominati dal pubblico ministero. Nell’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Mario Canale, risultano indagati tre medici per l’ipotesi di omicidio colposo.

Al centro degli ultimi elaborati ci sono l’indicazione all’intervento, i tempi della scelta chirurgica e la gestione del decorso postoperatorio. Si tratta di valutazioni dei consulenti della famiglia, sulle quali dovrà proseguire il vaglio degli inquirenti, e non di responsabilità giudizialmente accertate.

La terza relazione: «Operazione prematura e diagnosi incompleta»

L’ultimo documento depositato è una relazione di 55 pagine firmata da Emanuele Capasso, professore di medicina legale dell’Università Federico II, e Giuseppe Tufano, specialista in chirurgia dell’apparato digerente ed endoscopia digestiva.

Nelle controdeduzioni alla consulenza tecnica autoptica disposta dalla Procura, i due specialisti ravvisano «profili di imprudenza e di imperizia». Le contestazioni riguardano, in particolare, «l’indicazione e la scelta dell’intervento», che secondo gli esperti sarebbe stato eseguito «prematuramente, senza trattamento conservativo, sulla base di una diagnosi incompleta e senza valutazione multidisciplinare».

I consulenti segnalano inoltre «profili di negligenza nella sorveglianza del decorso postoperatorio». La relazione è stata commissionata dalla famiglia Tucci e dai suoi avvocati, Francesco Petruzzi, Massimo Lanna e Massimo D’Errico, e consegnata al magistrato titolare del fascicolo.

La seconda consulenza: «L’evoluzione fatale si poteva evitare»

Nella stessa giornata era stata depositata un’altra relazione, di 126 pagine, redatta da Nicola Maria Giorgio, medico chirurgo e specialista in medicina legale, e Antonio Mirabella, medico chirurgo specialista in anatomia patologica, su incarico dell’avvocato Francesco Petruzzi.

Anche questo elaborato contesta le conclusioni degli esperti della Procura. I due consulenti di parte ravvisano «significativi profili di colpa professionale» e sostengono che «una condotta conforme alle buone pratiche clinico-assistenziali avrebbe evitato l’evoluzione fatale».

Da qui il dissenso sia sulla ricostruzione del meccanismo che ha condotto alla morte sia sull’esclusione di responsabilità professionali e di un collegamento causale con le condotte dei sanitari. È questo uno dei punti centrali del confronto tecnico: stabilire non soltanto che cosa abbia provocato il decesso, ma anche se decisioni o interventi differenti avrebbero potuto impedirlo.

Il ricovero, le complicanze e la morte a 24 anni

La vicenda di Francesca era cominciata con un ricovero per un intervento chirurgico programmato. La giovane, originaria di Afragola e affetta da una patologia congenita dell’apparato digerente, era stata operata al Cardarelli il 29 giugno. Le complicanze successive avevano reso necessario un secondo intervento il 1° luglio. Nella mattina del 2 luglio era morta in terapia intensiva.

Dopo la denuncia della famiglia era stata aperta l’inchiesta della Procura di Napoli. La Polizia aveva acquisito la cartella clinica e la salma era stata sequestrata per consentire gli accertamenti autoptici. L’ospedale aveva avviato anche un’indagine interna.

FAQ

FAQ sul caso Francesca Tucci: nuove consulenze e l’inchiesta

Dopo la morte di Francesca Tucci, emergono due consulenze di parte depositate nello stesso giorno che alimentano il contrasto tra le ricostruzioni della Procura e quelle della famiglia.

Cosa è successo nell’inchiesta finora?

Francesca Tucci, 24 anni, è morta il 2 luglio all’ospedale Cardarelli dopo due interventi. L’indagine della Procura di Napoli vede tre medici indagati per omicidio colposo. Nella stessa giornata sono state depositate due consulenze di parte che contestano le conclusioni della consulenza tecnica autoptica.

Qual è il contenuto delle nuove consulenze di parte?

La consulenza di Capasso e Tufano sostiene che l’intervento sarebbe stato prematuro, basato su diagnosi incompleta e senza valutazione multidisciplinare, segnalando negligenze nel decorso postoperatorio. La consulenza di Giorgio e Mirabella ritiene invece che vi siano profili di colpa professionale e che una condotta conforme alle buone pratiche avrebbe potuto evitare l’evoluzione fatale.

Che cosa significa 'consulenze di parte' in questo contesto?

Si tratta di valutazioni elaborate su incarico della famiglia Tucci e dei loro avvocati che si contrappongono alle conclusioni della consulenza tecnica disposta dalla Procura.

Quali sono i prossimi passi dell’inchiesta?

La magistratura valuterà le diverse conclusioni, cercherà di ricostruire le cause della morte e accertare eventuali responsabilità. I medici indagati non sono considerati colpevoli in questa fase.

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