Napoli – La radioterapia contro il tumore al seno può diventare un percorso molto più breve, con cinque sedute concentrate in una sola giornata. È la prospettiva aperta all’Istituto dei tumori Pascale di Napoli dal GammaPod, un sistema di radioterapia stereotassica progettato specificamente per il trattamento della mammella, che permette di esplorare modalità terapeutiche capaci di ridurre sensibilmente gli accessi in ospedale.
Il centro napoletano è, insieme al presidio ospedaliero universitario di Udine, l’unica struttura in Italia dotata di questa tecnologia attualmente operativa. L’arrivo del macchinario era stato annunciato già quattro mesi fa, ma ora l’attenzione si concentra soprattutto sulle sue possibili applicazioni cliniche e sulle ricadute concrete per le pazienti.
Cinque sedute concentrate in una giornata
La principale novità riguarda la possibilità di concentrare in un’unica giornata un trattamento che, secondo il percorso terapeutico tradizionale considerato, richiederebbe cinque sedute distinte. Una prospettiva che potrebbe alleggerire gli impegni legati alla cura, limitando gli spostamenti verso l’ospedale e il tempo sottratto al lavoro, alla famiglia e alla vita quotidiana.
La riduzione degli accessi rappresenta un aspetto particolarmente rilevante per le donne che affrontano un tumore della mammella, soprattutto per chi deve organizzare trasferimenti e assistenza durante il percorso oncologico. L’obiettivo è rendere la radioterapia più compatibile con le esigenze individuali, senza rinunciare alla precisione del trattamento.
La possibilità di ricorrere alla singola seduta, tuttavia, non riguarda tutte le pazienti e non può essere considerata un’opzione automaticamente applicabile a ogni diagnosi di tumore al seno. L’indicazione dipende dalle caratteristiche della malattia e dalla valutazione dell’équipe specialistica.
Precisione e trattamento personalizzato
A spiegare il funzionamento della tecnologia è Vincenzo Ravo, direttore della Struttura complessa di Radioterapia del Pascale.
«Il principio è quello della massima precisione», sottolinea lo specialista, spiegando che il GammaPod è stato progettato appositamente per la mammella e combina un sistema di immobilizzazione dedicato con fasci di radiazioni altamente mirati.
L’obiettivo è concentrare il trattamento in tempi più brevi, mantenendo un’elevata accuratezza nell’erogazione della dose e riducendo il numero degli accessi ospedalieri. La selezione delle pazienti resta però un passaggio fondamentale: sono gli specialisti a stabilire, sulla base del quadro clinico, se il trattamento in un’unica giornata sia appropriato.
Le prospettive per l’oncologia senologica
Le potenzialità del GammaPod interessano anche lo sviluppo di percorsi oncologici sempre più personalizzati. Michelino De Laurentiis, direttore dell’Oncologia senologica del Pascale e protagonista di numerosi studi clinici italiani ed europei sulle terapie contro il tumore della mammella, evidenzia le prospettive aperte dalla nuova apparecchiatura.
«Il GammaPod apre prospettive molto interessanti per il futuro della radioterapia del tumore della mammella, perché ci consente di esplorare modalità di trattamento sempre più precise e personalizzate, con un’attenzione concreta anche alla qualità di vita delle pazienti», afferma.
L’innovazione tecnologica si inserisce così in un percorso che punta a coniugare efficacia terapeutica, precisione e sostenibilità della cura per le pazienti. Per il Pascale, la disponibilità del GammaPod rappresenta un’opportunità per ampliare le possibilità di trattamento nell’oncologia senologica, con la prospettiva di ridurre il peso organizzativo della radioterapia per le donne che potranno accedere a questa specifica modalità terapeutica.



