Roma – I servizi di Report preparati e mai andati in onda, alcuni di questi oggetto delle conversazioni in chat e di persona tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola, sono al vaglio della Procura di Roma e del sostituto procuratore Edoardo De Sanctis.
E’ tutto un gioco di incroci quello che gli inquirenti stanno facendo per ricostruire i rapporti tra il faccendiere e il giornalista, il primo mandante dell’attentato del 16 ottobre scorso, il secondo vittima.
In particolare, a destare l’interesse della magistratura capitolina è una informativa dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma diretti dal colonnello Dario Ferrara e in cui si fa riferimento a diverse chat e a incontri di persona avvenuti tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci in cui i due amici parlavano delle puntate di Report e degli scenari politici.
Verificare la corrispondenza dei servizi rispetto a quello che Lavitola e Ranucci si sono detti è fondamentale secondo la Procura per approfondire che tipo di interessi e rapporti c’erano tra i due. Se Ranucci abbia usato il faccendiere, esclusivamente come fonte oppure se ha agevolato – in qualche modo – i suoi interessi politici o affaristici.
Intanto, proprio alla luce di questi approfondimenti e dopo le dichiarazioni spontanee di Lavitola dinanzi al Tribunale del Riesame il giornalista potrebbe essere nuovamente ascoltato dagli inquirenti. Secondo Lavitola, Ranucci non ha mai sospettato che dietro all’attentato c’era lui.
E’ atteso entro il 10 settembre il responso del Tribunale del Riesame chiamato a decidere sulla scarcerazione dell’ex direttore de ‘L’Avanti!’ o sulla eventuale concessione degli arresti domiciliari in provincia di Potenza.
Intanto, la moglie di Gomes Clesio Tavares, Gelsomina Tuorto, in un’intervista al Tg1 ha detto: “Spero che mio marito torni e che si possa difendere, poi se c’è da pagare deve pagare. Lui che è lontano si sta prendendo tutte le colpe, è più facile scaricare la colpa su di lui che non sta vivendo la detenzione”. L’uomo, factotum di Lavitola, è destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare per aver fatto da tramite tra il mandante e gli esecutori dell’attentato a Sigfrido Ranucci.
Sempre al Tg1 è intervenuto anche un cugino lucano di Lavitola. “Diciamo che avremmo preferito che non succedesse, certo non è una bella cosa balzare agli onori di cronaca per questa vicenda – ha detto l’uomo raggiunto telefonicamente dal Tg1 sulla possibilità che gli vengano concessi i domiciliari da scontare a Noepoli in provincia di Potenza – Non è che siamo parenti di un Nobel, siamo parenti di uno che è stato arrestato per tutta quella situazione”.
Domande frequenti sull'inchiesta Ranucci-Lavitola
Ecco alcune domande comuni riguardanti l'inchiesta che coinvolge Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola.
Qual è il ruolo di Sigfrido Ranucci nell'inchiesta?
Ranucci è indagato per i suoi rapporti con Lavitola e per verificare se ha agevolato i suoi interessi.
Cosa ha dichiarato Valter Lavitola riguardo all'attentato?
Lavitola ha affermato che Ranucci non sospettava di lui come mandante dell'attentato.
Qual è la posizione attuale di Gomes Clesio Tavares?
Tavares è in custodia cautelare per il suo ruolo di tramite nell'attentato a Ranucci.
Quando si attende il responso del Tribunale del Riesame?
Il responso è atteso entro il 10 settembre riguardo alla scarcerazione di Lavitola.



