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LA TRAGEDIA DI POZZUOLI

Morte del 24enne autistico a Pozzuoli: ‘Dove erano gli operatori?’. La mamma rigetta l’ipotesi del suicidio

Il caso è attualmente rubricato come suicidio, ma la famiglia solleva forti dubbi sui protocolli di sorveglianza e sulle telecamere spente per privacy.
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Pozzuoli– Sarà l’inchiesta della Magistratura a dover fare piena luce sulla drammatica scomparsa di Ruslan, un ragazzo di 24 anni affetto da disturbo dello spettro autistico, deceduto dopo essere precipitato dal terzo piano di una struttura di assistenza privata accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale a Pozzuoli. Sebbene dal punto di vista giudiziario la vicenda sia al momento inquadrata come un presunto suicidio, la famiglia non crede a questa ricostruzione e chiede a gran voce che vengano accertate eventuali responsabilità nell’assistenza e nella vigilanza del giovane.

La terribile telefonata e le ombre sulla sorveglianza

A ricostruire le prime e concitate fasi del dramma è Yana Matvieieva, madre di Ruslan, residente a Qualiano. La donna ha raccontato di aver ricevuto una telefonata d’urgenza dal centro e di essersi precipitata sul posto, dove il titolare della struttura l’ha presa in disparte per comunicarle la tragedia: il figlio era morto sul colpo nonostante i tentativi di rianimazione.

«Ruslan era dolcissimo, un cucciolo con la memoria di un computer. Anche quando attraversava momenti di aggressività, subito dopo si scusava sempre», ha ricordato la donna con profonda commozione ai microfoni del TgR Campania.

I dubbi dei familiari si concentrano in particolare sui protocolli di sicurezza a cui il 24enne doveva essere sottoposto. Ruslan, ospite h24 della struttura, aveva infatti diritto a un regime di assistenza rafforzata con la presenza di due operatori dedicate. «Dove erano gli addetti? Perché non lo hanno rincorso e fermato?», s’interroga la madre.

A sollevare ulteriori perplessità è anche la questione degli impianti di videosorveglianza: le telecamere che avrebbero potuto riprendere la dinamica dell’accaduto risultavano non funzionanti, giustificate dalla struttura con presunte motivazioni legate alla privacy e alla tutela del lavoro degli operatori.

Inchiesta e autopsia: la battaglia legale

La salma del giovane è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. L’esame autoptico, fissato per la giornata di venerdì, servirà a chiarire gli aspetti medico-legali della caduta prima del dissequestro che consentirà alla famiglia di celebrare i funerali.

La donna è assistita dall’avvocato Sergio Pisani e affiancata dall’associazione “La Battaglia di Andrea”, da anni in prima linea per la tutela dei diritti delle persone con disabilità.

«La madre si chiede perché il figlio sia stato lasciato solo, considerato che avrebbe dovuto essere seguito da terapisti personali sia di giorno che di notte», spiega il legale. «Sarà indispensabile verificare con la massima accuratezza le modalità di assistenza, l’organizzazione della sorveglianza e ricostruire con esattezza l’intera sequenza degli eventi per dare risposte chiare a una famiglia distrutta dal dolore».

Il cordoglio delle istituzioni

La vicenda ha scosso profondamente anche la comunità di Qualiano, città d’origine del ragazzo. Il primo cittadino, Raffaele De Leonardis, ha espresso la vicinanza delle istituzioni alla famiglia:

«È un’altra notizia di quelle che non vorresti mai ricevere: una giovane vita spezzata e una famiglia devastata da un dolore che diventa anche rabbia di fronte alle circostanze della tragedia. Da genitore comprendo le ragioni di una madre che chiede tutta la verità; da sindaco ho già assicurato la massima disponibilità a sostenerla. Sono certo che le forze dell’ordine e la Magistratura sapranno dare risposte celeri e certe a questa doverosa richiesta di giustizia».

Articolo modificato il 15/10/2026 alle 00:20 per revisione testo.
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