Tensione e lacrime

Funerali di Lorenzo Spasiano, il monito di don Salvatore: «Assassino, costituisciti»

Don Salvatore Cinque chiede il riscatto del quartiere e attacca: «Le istituzioni riaprano scuole e campetti». In prima fila, uniti nel dolore, la mamma di Giogiò Cutolo, il papà di Francesco Pio Maimone e la fidanzata di Santo Romano.
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Funerali Di Lorenzo Spasiano Il Monito Di Don Salvatore Assassino Costituisciti 2026 06 27
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Napoli –  Non ha usato mezze parole don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo a Miano, durante i funerali di Lorenzo Spasiano, il 21enne incensurato freddato sotto casa tre giorni fa con un solo colpo di pistola.

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All’inizio della cerimonia il sacerdote ha scosso l’assemblea: «Chiediamo perdono per la violenza e la criminalità che hanno fatto l’ennesima vittima nella nostra comunità». Poi, durante l’omelia, si è rivolto direttamente al killer con un perentorio: «Pentiti e costituisciti». Un attacco frontale al degrado che è diventato anche un appello politico: «Vogliamo che il nostro quartiere sia luogo di cultura, non di violenza. Alle istituzioni dico: riaprite le scuole, ripristinate i campetti e gli spazi per i giovani».

“Ci hai lasciato un dolore che non passerà mai del tutto, perché eri una parte importante delle nostre vite e dei nostri cuori”: è la frase sullo striscione affisso all’esterno della chiesa. Molti di loro, giovani e meno giovani, indossano magliette bianche con la foto di Lorenzo e la scritta “L.S 19 – per sempre con noi”. Tra i banchi in fondo alla chiesa siedono uniti, con le loro divise arancioni, i dipendenti della società di ponteggi dove lavorava Lorenzo.

Sul posto erano presenti anche decine di volontari dell’Anpas Croce Italia. Nel corso dell’omelia, padre Salvatore ha ricordato Lorenzo definendolo “un ragazzo di pace, come tanti ragazzi onesti e lavoratori cresciuti in un rione popolare dove il sangue ha bagnato tante volte le strade. Questa volta si è trattato di sangue innocente”. Quindi l’appello: “Se volete onorare Lorenzo non bastano gli striscioni e le magliette, bisogna cambiare mentalità”.

 Don Salvatore Cinque: “Bisogna cambiare mentalità“

Alla parola “basta”, pronunciata con forza dal parroco, l’assemblea ha risposto con un lungo applauso. Letto anche un messaggio dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, assente alla cerimonia: “Avrei voluto essere lì, è un’assenza che vivo con sofferenza. Ogni volta che muore un giovane in modo violento, muore una speranza per il futuro. Questa città continua a piangere i suoi figli; dobbiamo diventare una comunità capace di generare speranza e futuro”.

La risposta del quartiere è stata oceanica: oltre cinquecento persone hanno stipato la chiesa e il piazzale antistante, con decine di ragazzi che indossavano magliette con il volto di Lorenzo. In prima fila, a testimoniare una solidarietà drammatica, c’erano i simboli del dolore di un’intera città: il padre di Francesco Pio Maimone, la fidanzata di Santo Romano e la mamma di Giogiò Cutolo, quest’ultima colta da un temporaneo malore per la commozione.

Presente per le istituzioni l’assessore comunale all’Ordine Pubblico, Antonio De Iesu, insieme ai rappresentanti della Municipalità. All’uscita del feretro, mentre risuonavano le strazianti parole della madre di Lorenzo, dalla folla è si è alzato un solo coro disperato: «Non vogliamo piangere più i nostri figli, vittime innocenti. Adesso basta».

Il punto sulle indagini e la caccia al killer

Le indagini, coordinate dalla Procura di Napoli e affidate ai carabinieri, si stanno muovendo su tre fronti principali:

La caccia a un baby killer e i sospettati: Le ricerche dell’assassino sono serrate. Gli inquirenti stanno stringendo il cerchio attorno ad alcuni ambienti della criminalità giovanile della zona. Il forte appello di don Salvatore Cinque (“Pentiti e costituisciti”) fotografa l’ipotesi che l’autore del gesto possa essere un giovane del quartiere, spinto da motivi futili.

L’analisi delle telecamere: Gli investigatori stanno setacciando i filmati dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona di Miano. Si cercano frame utili che abbiano ripreso la via di fuga del killer.

I rilievi balistici e i tabulati telefonici: La sezione scientifica sta analizzando l’unico bossolo rinvenuto sul luogo del delitto per capire il calibro dell’arma e se quest’ultima sia già stata utilizzata in altri fatti di sangue. Parallelamente, si stanno passando al setaccio i tabulati telefonici (anche se lo smartphone della vittima è sparito) e i profili social della vittima per ricostruire le sue ultime ore di vita e capire se vi fossero stati segnali di pericolo.

La pressione mediatica e l’indignazione delle istituzioni  stanno spingendo per una risoluzione rapidissima del caso.

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Commenti (1)

Leggo l’articolo,è una tristèzzache pesa,molta gente pare volere la pace ma non basta dirlo,bisognerebbe fare scuoleapertemantenere i campetti e spazzi per i giovani. L’indagine deve andare avanti ma la comunità nonci vogliono più piange,si sperano che chi fecce il gesto si pentissero e si consegna per dar future ai ragazzi.

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