Salerno – Un’indagine lampo coordinata dalla Procura di Salerno e condotta dagli specialisti della Digos e della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione ha sventato una potenziale minaccia legata al radicalismo islamico. Un ventunenne italiano, studente universitario con precedenti per truffa e porto abusivo d’armi, è stato arrestato in flagranza di reato con accuse gravissime: detenzione di materiale con finalità di terrorismo e possesso di armi clandestine.
Il giovane si trovava già sotto la lente degli investigatori dopo la segnalazione dell’AISE (l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna), che aveva tracciato la sua intensa attività sul web finalizzata al reperimento di manuali di addestramento militare, guide per ordigni esplosivi e materiale di propaganda riconducibile allo Stato Islamico.
Dalle segnalazioni dell’AISE al blitz in casa
L’input investigativo è partito dal monitoraggio telematico del giovane internauta. Gli approfondimenti condotti dagli investigatori hanno permesso di delineare un quadro allarmante, spingendo la Procura di Salerno — guidata dal procuratore Raffaele Cantone e dall’aggiunto Rocco Alfano — a emettere un decreto di perquisizione personale, locale e informatica.
Il blitz, eseguito dagli specialisti della Polizia di Stato, ha confermato i sospetti: oltre ai dispositivi informatici colmi di guide digitali per la fabbricazione di miscele esplosive artigianali, gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio arsenale e a inequivocabili attestati di adesione all’ideologia jihadista.
Il sequestro: armi bianche, pistole modificate e munizioni
Durante la perquisizione domiciliare, il bilancio del materiale sequestrato è diventato particolarmente pesante. Gli agenti hanno rinvenuto:
Due coltelli e un machete della lunghezza di circa 50 centimetri.
Due pistole (una Colt e un Revolver) originariamente a salve ma risultate modificate e con il ciclo funzionale reso attivo.
107 munizioni a salve.
Il ventunenne, di fronte agli elementi raccolti e al materiale probatorio che testimoniava la sua volontà di pianificare azioni violente, è stato tratto in arresto in flagranza. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere di Fuorni, a Salerno, a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di convalida.



