Torna in carcere uno dei presunti protagonisti dell’agguato avvenuto la notte del 27 giugno 2024 in Largo Banchi Nuovi, nel cuore dei Decumani, a Napoli. Nella serata del 19 maggio la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli nei confronti di un imputato già condannato in primo grado per tentato triplice omicidio, porto e detenzione di armi da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso.
Il provvedimento arriva al termine dell’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e condotta dalla Squadra Mobile partenopea sul raid armato consumato davanti al bar Beer, in una delle piazze più frequentate della movida del centro storico.
Secondo gli investigatori, quella sera due giovani del commando aprirono il fuoco contro un gruppetto di tre ragazzi, esplodendo almeno otto colpi di pistola. Sull’asfalto vennero trovati sei bossoli calibro 9×21 e due calibro 7,65.
Il bersaglio e il ferimento del pizzaiolo
Nel mirino degli assalitori ci sarebbe stato Nunzio Saltalamacchia, allora 22enne, figlio della tiktoker Rosa Macor e parente di Eduardo Saltalamacchia, ritenuto elemento di spicco dei Quartieri Spagnoli. Il giovane riportò ferite lievi alle gambe.
Ad avere la peggio fu però Alessio Bianco, 25 anni, pizzaiolo incensurato, raggiunto da un colpo all’addome mentre si trovava accanto al gruppo bersagliato. Per gli inquirenti il suo ferimento sarebbe stato accidentale. Ricoverato in condizioni disperate al Vecchio Pellegrini, il giovane fu sottoposto a diversi interventi chirurgici dopo che i proiettili avevano lesionato organi interni e colonna vertebrale.
Nei giorni successivi all’agguato le condizioni del 25enne mostrarono un lieve miglioramento: i medici sciolsero la prognosi più critica e il ragazzo iniziò un lungo percorso terapeutico e riabilitativo per recuperare le funzionalità motorie.
La spedizione punitiva dopo la lite
L’inchiesta della Dda ha ricostruito quello che viene descritto come un vero e proprio raid punitivo maturato dopo uno scontro tra due gruppi di giovani legati all’orbita criminale dei Quartieri Spagnoli.
Il 2 agosto 2024 furono arrestati sei ragazzi, tutti tra i 20 e i 25 anni, accusati a vario titolo di avere organizzato ed eseguito l’agguato. Secondo la ricostruzione investigativa, alcuni avrebbero pianificato la spedizione, altri avrebbero materialmente sparato, mentre un ulteriore complice avrebbe favorito la fuga del commando ospitando i killer dopo il blitz.
Tra gli indagati figurano giovani già vicini a contesti criminali del centro storico e soggetti con legami familiari indiretti con esponenti della camorra locale. Uno degli arrestati, inizialmente scarcerato durante la fase delle indagini preliminari, è adesso tornato detenuto dopo la sentenza di condanna di primo grado.
Gli spari nel cuore della movida
L’agguato di Largo Banchi Nuovi provocò forte allarme nel centro storico napoletano. Gli spari furono esplosi in piena notte tra tavolini, locali e centinaia di giovani presenti nella zona della movida.
Le immagini delle telecamere private installate tra Santa Chiara, Decumani e via Monteoliveto consentirono agli investigatori di ricostruire i movimenti del commando e consolidare il quadro accusatorio.
La Procura precisa che il provvedimento cautelare eseguito nelle ultime ore è stato disposto all’esito della sentenza di primo grado e che l’indagato resta presunto innocente fino a sentenza definitiva.





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