Sviluppi nell'inchiesta

Napoli, l’impero della tecnologia fake da 10 milioni: spuntano contanti e chat segrete

Perquisizioni della Polizia Locale al Centro Direzionale e nell'area vesuviana. Trovati 56mila euro nascosti in casa e sequestrati nuovi container. Scattano le indagini patrimoniali su due imprenditori
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Napoli Limpero Della Tecnologia Fake Da 10 Milioni Spuntano Contanti E Chat Segrete 2026 09 30
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Napoli – Non si ferma l’inchiesta sull’imponente rete di materiale elettronico e scenotecnico contraffatto scoperta nel novembre del 2025.

A distanza di mesi dal primo maxi blitz — che portò al sequestro di un deposito di 3mila metri quadrati e di merce per un valore stimato di circa 10 milioni di euro — gli investigatori sono tornati in azione per stringere il cerchio attorno ai due principali indagati, i cittadini di nazionalità cinese X.A. e C.Y.

Denaro cash e smartphone: il blitz al Centro Direzionale

Il nuovo capitolo dell’indagine, coordinata dalla V sezione della Procura di Napoli, ha visto l’Unità Operativa IAES della Polizia Locale dare esecuzione a un decreto di perquisizione domiciliare e informatica. L’operazione più rilevante è scattata in un appartamento al Centro Direzionale di Napoli, residenza di uno degli indagati.

All’interno dell’immobile gli agenti hanno scovato 56.120 euro in contanti, suddivisi in più involucri e nascosti in vari punti della casa, oltre a numerosi smartphone e schede SIM.

Le chat su WeChat e WhatsApp al vaglio dei tecnici

Fondamentale per lo sviluppo delle indagini è stato il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (Polizia Postale) di Campania, Basilicata e Molise, insieme al personale del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO) della Guardia di Finanza di Roma.

Con l’ausilio di interpreti di lingua cinese, gli analisti hanno tradotto le conversazioni estrapolate da app come WeChat e WhatsApp, portando alla luce dettagliate trattative per la compravendita e fornitura di apparecchiature audio, luci e laser recanti loghi falsificati dei marchi leader del settore (tra cui Sennheiser, Shure, JBL, Avolites e grandMA).

Sigilli a container e capannoni nell’hinterland

I controlli si sono poi estesi a macchia d’olio tra Poggiomarino e Terzigno, interessando abitazioni, locali commerciali e complessi industriali. In particolare, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro probatorio sei container zeppi di prodotti elettrici privi delle prescritte certificazioni di conformità e marchi CE, oltre a un capannone industriale di 500 metri quadrati colmo di impianti audiovisivi, piccoli elettrodomestici e materiale elettrico di dubbia provenienza.

Accertamenti patrimoniali in corso

Oltre all’ipotesi di reato legata alla contraffazione, alla ricettazione e alla detenzione illegale di materiale esplodente e pirotecnico (già emersa nel primo blitz), la Procura di Napoli ha ora disposto approfonditi accertamenti patrimoniali e finanziari. L’obiettivo degli inquirenti è ricostruire il flusso di denaro e l’origine dei fondi della coppia di indagati, insospettiti dall’ingente quantità di denaro liquido nascosta nell’abitazione e dalle modalità con cui il capitale veniva gestito fuori dai circuiti bancari ufficiali.

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