Operazione antimafia

‘In affari con la camorra’: maxisequestro da 220 milioni di euro a imprenditore Rostan

Sigilli della Guardia di Finanza e della DDA a 394 immobili tra le province di Napoli e Roma, tra cui il parco Primavera a Melito. Fondamentali le rivelazioni dei pentiti sulle speculazioni edilizie del clan
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In Affari Con La Camorra Maxisequestro Da 220 Milioni Di Euro Allimprenditore Carmine Chianese 2026 10 15
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Un vero e proprio impero economico, edificato nel corso di oltre tre lustri e ritenuto frutto di strette contiguità con i clan della camorra, è finito sotto i sigilli della Magistratura. Le Fiamme Gialle dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Bologna, insieme agli specialisti dello Scico, hanno eseguito un decreto di sequestro beni del valore complessivo di circa 220 milioni di euro a carico dell’imprenditore campano Giuseppe Rostan e dei suoi familiari.

Nel patrimonio colpito anche partecipazioni societarie, 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari. Al centro degli accertamenti della Dda i presunti rapporti d’affari con persone ritenute legate alla camorra e la sproporzione tra redditi dichiarati e ricchezza accumulata.

Un patrimonio stimato in circa 220 milioni di euro, con 394 unità immobiliari nelle province di Napoli e Roma, partecipazioni societarie e disponibilità finanziarie. È quanto sequestrato dalla Guardia di finanza nell’ambito di un provvedimento di prevenzione patrimoniale nei confronti dell’imprenditore campano Giuseppe Rostan e dei suoi familiari. Attivo nei settori edilizio e immobiliare, Rostan è al centro di accertamenti sui presunti rapporti d’affari con persone ritenute legate alla criminalità organizzata.
Il decreto è stato emesso dalla Sezione per l’applicazione delle misure di prevenzione del Tribunale di Napoli, presieduta dalla giudice Teresa Areniello, su proposta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. A eseguirlo sono stati i militari dei Nuclei di polizia economico-finanziaria di Napoli e Bologna, insieme allo Scico, il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata.

Il patrimonio sequestrato tra Napoli e Roma

Il provvedimento riguarda partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre società attive nei settori immobiliare e sanitario. Nell’elenco figurano inoltre 394 unità immobiliari: appartamenti, locali commerciali, uffici, depositi, autorimesse, terreni e fabbricati in costruzione, distribuiti tra le province di Napoli e Roma.

Sequestrati anche 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, comprendenti disponibilità bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi. Il valore complessivo dei beni colpiti è stimato in circa 220 milioni di euro.

Gli accertamenti sul Parco Primavera di Melito

Uno dei capitoli dell’indagine riguarda la realizzazione del complesso residenziale Parco Primavera a Melito di Napoli, parzialmente interessato dal sequestro. Giuseppe Rostan risulta coinvolto nella vicenda della maxi lottizzazione abusiva nella quale, secondo la ricostruzione della Dda, sarebbero emersi interessi di clan di camorra.

Agli accertamenti hanno contribuito anche le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, raccolte dagli investigatori per ricostruire i presunti legami dell’imprenditore con ambienti della criminalità organizzata e i rapporti sviluppati nell’ambito di operazioni immobiliari.

La sproporzione tra redditi e patrimonio

n altro elemento alla base della proposta di sequestro è la rilevante sproporzione che, secondo gli inquirenti, sarebbe emersa tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e ai suoi familiari.
Gli approfondimenti patrimoniali hanno riguardato il periodo compreso tra il 1999 e il 2016 e hanno preso in esame partecipazioni societarie, disponibilità finanziarie e immobili situati in Campania e nel Lazio.

Articolo modificato il 15/10/2026 alle 13:53 per revisione testo.
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