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I RETROSCENA DEL FERMO

L’orrore di Gragnano: «Svenuta e divorata dalle fiamme mentre la figlia la fissava»

Nel decreto di fermo della Procura di Torre Annunziata il racconto del dramma: decisive le testimonianze e i segni sul braccio della figlia
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Lorrore Di Gragnano Svenuta E Divorata Dalle Fiamme Mentre La Figlia La Fissava 2026 08 29
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Gragnano –  Non si è trattato di una tragica fatalità domestica né dell’ennesimo incidente provocato da un ritorno di fiamma. Gli accertamenti investigativi condotti dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia e della Stazione di Gragnano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata (guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso), hanno impresso una svolta drastica alle indagini sulla morte di Genoveffa «Gena» Totaro, la 75enne rinvenuta carbonizzata sul balcone della sua abitazione in via Vittorio Veneto.

Ad azionare la mano della giustizia è stato il decreto di fermo di indiziato di delitto firmato dal Pubblico Ministero nei confronti della figlia 45enne della vittima, F. B., gravata dalle accuse di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e di tentato incendio.

Il tubo del gas tagliato e la trappola di fuoco

L’impianto accusatorio poggia su rilievi tecnici ed evidenze investigative precise. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la 45enne avrebbe dolosamente tagliato il tubo del gas dell’appartamento per poi appiccare il fuoco. Un gesto pianificato che ha scatenato un rapido principio di incendio, saturando gli ambienti e investendo in pieno la madre.

Sul corpo e sulle braccia dell’indagata i militari dell’Arma hanno riscontrato un evidente segno di strattonamento, elemento sintomatico di una lite fisica consumatasi a ridosso del rogo. Nel corso dell’interrogatorio svolto davanti al magistrato, la donna ha ammesso di aver avuto continui contrasti con l’anziana madre, il cui ultimo ed estremo capitolo si è consumato proprio nella mattinata del delitto.

Le parole del PM: «Fissava la madre svenuta per poi allontanarsi»

I passaggi più drammatici del provvedimento di fermo risiedono nelle valutazioni che il Pubblico Ministero ha formalizzato in merito al comportamento tenuto dalla 45enne durante e subito dopo l’innesco del rogo.

Nel decreto, il PM sottolinea come la donna non abbia prestato alcun soccorso alla madre a terra dopo che questa aveva perso i sensi, «limitandosi a osservare la povera donna svenuta mentre veniva divorata dalle fiamme».

Una condotta giudicata spietata ed evitabile. L’indagata, evidenzia il magistrato inquirente, avrebbe avuto la «possibilità materiale di trascinare la donna lontana dalle fiamme e prestarle i dovuti soccorsi e invece prima restava a fissarla per alcuni minuti e poi decideva di allontanarsi dall’abitazione».

Il distacco emotivo e le testimonianze dei soccorritori

Ad avvalorare la ricostruzione accusatoria sono state anche le dichiarazioni rese da un vicino di casa e da un passante, i primi ad accorgersi del fumo e a intervenire coraggiosamente per tentare di domare l’incendio. Entrambi i testimoni hanno riferito ai Carabinieri che la figlia della vittima, all’esterno o nei pressi dell’immobile, «non appariva particolarmente preoccupata della fine che aveva fatto la madre».

Messa di fronte ai rilievi scientifici e alle incongruenze del suo racconto, nel corso dell’interrogatorio notturno la 45enne ha sostanzialmente confermato di aver appiccato il fuoco e di essere rimasta inerte senza chiamare né prestare aiuto. Tra gli elementi oggetto di approfondimento figura la valutazione sul suo stato mentale: gli inquirenti hanno segnalato presunti problemi psichici che dovranno essere vagliati attraverso specifiche perizie medico-legali e psichiatriche.

L’appartamento è stato posto sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti tecnici dei Vigili del Fuoco e della Scientifica, mentre la salma di Genoveffa Totaro è a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’esame autoptico.

I drammi familiari

A margine dell’inchiesta giudiziaria, occorre precisare un dettaglio inerente alla storia della famiglia Totaro. Genoveffa Totaro, era la nonna materna di Alessandro Cascone, il ragazzo di 13 anni tragicamente scomparso a Gragnano nel settembre del 2022 a causa delle vessazioni subite dal bullismo. La donna fermata per l’omicidio, F. B. (45 anni), è la zia del giovane e non la madre. Un dettaglio che dipinge lo sfondo di un nucleo familiare già duramente segnato dal dolore.

Contesto

Il quadro familiare e sociale dietro la tragedia di Gragnano

La tragica vicenda di Genoveffa Totaro si inserisce in un contesto familiare complesso e segnato da precedenti drammi.

  • Famiglia Totaro: Genoveffa era la nonna materna di Alessandro Cascone, un ragazzo di 13 anni vittima di bullismo.
  • Dinamiche familiari: La figlia indagata, F. B., ha avuto contrasti frequenti con la madre, che potrebbero aver influito sulla tragedia.
  • Problemi psichici: Gli inquirenti stanno valutando presunti problemi psichici della figlia, che potrebbero aver influenzato il suo comportamento.
  • Accertamenti in corso: L'appartamento è sotto sequestro per ulteriori indagini da parte delle autorità competenti.
  • Impatto sociale: L'evento ha suscitato forte indignazione e preoccupazione nella comunità di Gragnano.
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