Poggioreale, drone con un chilo di droga abbattuto dalla polizia penitenziaria

Hashish, cocaina e marijuana trasportati da un velivolo a pilotaggio remoto intercettato nella notte. L’Uspp: «Serve un sistema anti-drone e più personale, organico carente di 200 unità».
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Poggioreale Drone Con Un Chilo Di Droga Abbattuto Dalla Polizia Penitenziaria 2026 10 24
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Napoli – Un drone dotato di tecnologia sofisticata, con a bordo circa un chilogrammo di sostanze stupefacenti, è stato intercettato e abbattuto nella notte tra venerdì e sabato dalla Polizia Penitenziaria all’interno del carcere di Poggioreale. Il carico comprendeva hashish, cocaina e marijuana ed era destinato, secondo quanto riferito dall’Unione sindacati di polizia penitenziaria (Uspp), a essere introdotto nella struttura detentiva.

L’episodio riporta l’attenzione sull’utilizzo dei droni per far arrivare droga e telefoni cellulari all’interno degli istituti penitenziari, aggirando i controlli e le misure di sicurezza.

L’intervento nella notte

A rendere noto l’accaduto è stata l’Uspp, che ha espresso apprezzamento per l’operato degli agenti impegnati nel contrasto ai tentativi di introdurre materiale illecito nel carcere napoletano.

Il velivolo, secondo quanto riferito dal sindacato, era equipaggiato con una tecnologia sofisticata. A bordo trasportava circa un chilo di stupefacenti, suddivisi tra hashish, cocaina e marijuana. L’intervento degli agenti ha consentito di bloccare la consegna prima che il carico potesse raggiungere i destinatari all’interno della struttura.

L’allarme del sindacato: «Una guerra tecnologica»

«Continua senza sosta l’assalto sui cieli delle carceri da parte dei droni», affermano il presidente dell’Uspp, Giuseppe Moretti, e il segretario regionale, Ciro Auricchio, sottolineando l’importanza dell’attività svolta dal personale della Polizia Penitenziaria.

Secondo i due rappresentanti sindacali, dietro il fenomeno ci sarebbe la criminalità organizzata, impegnata a sfruttare nuove tecnologie per superare i sistemi di sorveglianza degli istituti penitenziari. «Non c’è dubbio che dietro questo fenomeno ci sia la criminalità organizzata – sostengono – che sta ingaggiando una guerra tecnologica con le forze dell’ordine».

«Servono sistemi anti-drone e più agenti»

Accanto al riconoscimento per il lavoro svolto dagli operatori, l’Uspp rilancia la richiesta di maggiori risorse per fronteggiare un fenomeno considerato sempre più insidioso. Per il sindacato, è necessario dotare gli istituti penitenziari di sistemi anti-drone adeguati, investire nella formazione avanzata del personale e intervenire sulle carenze degli organici.

«La Polizia Penitenziaria svolge un lavoro quotidiano di enorme importanza, ma servono strumenti adeguati, sistemi anti-drone, formazione avanzata e un rafforzamento della pianta organica», concludono Moretti e Auricchio, denunciando un deficit di circa 200 unità.

L’episodio di Poggioreale riaccende così i riflettori sulla sicurezza delle carceri e sulla necessità di aggiornare le dotazioni tecnologiche per contrastare i tentativi di introduzione di droga e dispositivi di comunicazione illegali attraverso i velivoli a pilotaggio remoto.

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