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L’inchiesta della Squadra Mobile

Napoli, dissipa nel gioco il patrimonio ereditato e finisce nelle mani degli usurai: sequestrati beni per 1,6 milioni, quattro indagati

Secondo gli investigatori, l’imprenditore appartanente a una nota famiglia attiva nel settore dell'abbigliamento avrebbe ceduto beni e trasferito denaro per ripagare prestiti a tassi usurari.
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Napoli Dissipa Il Patrimonio Ereditato Nel Gioco E Finisce Nelle Mani Degli Usurai Sequestrati Beni Per 16 Milioni Quattro Indagati 2026 09 03
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Un immobile nel centro storico di Napoli, del valore di circa un milione di euro, 594.400 euro in contanti e ulteriori disponibilità finanziarie. È il patrimonio sottoposto a sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, nei confronti di quattro persone indagate per usura in concorso.

Il provvedimento, emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, è stato eseguito dalla Polizia di Stato. Il valore complessivo dei beni sequestrati sfiora 1,6 milioni di euro.

L’indagine della Squadra Mobile

L’inchiesta è stata condotta dalla Squadra Mobile di Napoli ed è stata coordinata dalla sezione Criminalità economica della Procura. Gli accertamenti sono partiti dalla denuncia di un imprenditore che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe progressivamente dissipato un ingente patrimonio familiare a causa della ludopatia.

Le disponibilità economiche provenivano in larga parte da una successione ereditaria e dalla dismissione di partecipazioni societarie riconducibili alla famiglia, legate a un marchio di abbigliamento.

Dopo aver accumulato debiti, l’imprenditore si sarebbe rivolto a soggetti estranei ai normali circuiti creditizi. Sarebbe così finito nella rete degli usurai, ai quali avrebbe poi trasferito denaro e beni immobili per ripagare i prestiti e gli interessi maturati.

Immobili ceduti a prezzi inferiori

Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti patrimoniali e analizzato i rapporti bancari intestati all’imprenditore. Da questa attività sarebbero emerse operazioni ritenute anomale, tra cui la vendita di immobili a prezzi significativamente inferiori al loro valore reale.

A queste cessioni si sarebbero aggiunti bonifici bancari accompagnati da causali fittizie. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali operazioni avrebbero consentito di trasferire agli indagati, quale corrispettivo dei crediti usurari, somme di denaro e beni immobili.

Il patrimonio dell’imprenditore sarebbe stato quindi progressivamente depauperato, sia nella componente liquida sia in quella immobiliare.

Il sistema dei bonifici

Nel corso dell’inchiesta sarebbero stati individuati anche numerosi bonifici relativi ad acquisti di quote societarie e beni immobili mai effettivamente realizzati.

Gli accertamenti avrebbero inoltre consentito di individuare il coinvolgimento di altre persone, ritenute dagli investigatori parte di un sistema organizzato per la gestione dei prestiti a tassi usurari ai danni dell’imprenditore.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei beni e delle disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

Le contestazioni dovranno essere verificate nel corso delle successive fasi del procedimento. Le persone coinvolte sono da ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.

 

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