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IL MAXI SEQUESTRO

Smantellata la ‘fortezza’ sotterranea dei narcos dei Monti Lattari

Scoperte a Franche di Sotto decine di confezioni di marijuana sigillata nei bidoni e proiettili per AK-47. Prosegue la morsa dei Carabinieri nell’ambito dell’operazione "Continuum Bellum IV" tra i boschi impervi tra Gragnano e Pimonte.
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C’è un punto preciso in cui la vegetazione smette di essere soltanto natura e diventa un’infrastruttura invisibile del crimine. In Località Franche di Sotto, su quella linea di confine sottile e impervia che separa i comuni di Pimonte e Gragnano, la terra non restituisce soltanto radici, ma i depositi segreti dei signori della droga.

È qui, nel cuore dei boschi storicamente controllati dal clan Di Martino — cosca egemone del comprensorio che gestisce il business degli stupefacenti in questa fetta della Campania montuosa —, che si è consumato l’ultimo, durissimo blitz dell’operazione «Continuum Bellum IV».

I militari della Compagnia Carabinieri di Castellammare di Stabia, affiancati dagli specialisti dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno setacciato l’area metro per metro. Un lavoro metodico, fatto di passi felpati, sguardi attenti e sforzo fisico estremo tra rovi e dirupi.
Agro24

I bidoni-caveau e l’arsenale per la guerra

A tradire i narcos è stata una minima, quasi impercettibile anomalia nella conformazione del terreno e nella disposizione della vegetazione. Sotto strati di terra e fango, i carabinieri hanno portato alla luce una vera e propria cassaforte del crimine: bidoni ermetici interrati che custodivano ben 74 chili di marijuana già essiccata e pronta per lo smistamento nelle piazze di spaccio.

Non solo stupefacenti. All’interno dei nascondigli sotterranei, il commando criminale aveva predisposto un vero e proprio magazzino logistico e militare: sono stati infatti recuperati 41 proiettili di vario calibro — tra cui 18 munizioni specifiche per fucili d’assalto tipo AK-47 (Kalashnikov) —, oltre a tre passamontagna e a un kit completo per la pulizia e la manutenzione delle armi. Un chiaro segnale di come i boschi dei Lattari non siano solo luoghi di coltivazione intensiva, ma vere e proprie roccaforti armate.

I precedenti sui Monti Lattari

Il blitz di Franche di Sotto non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una più ampia e implacabile strategia di controllo del territorio condotta dalle forze dell’ordine per arginare il potere economico e militare dei clan stabiesi. I Monti Lattari, da decenni considerati una sorta di “giacimento verde” illegale per la produzione di cannabis grazie al microclima e all’isolamento di valli e gole inaccessibili, sono finiti nel mirino di una serie di operazioni ad alto impatto.

Soltanto nelle settimane precedenti, l’operazione Continuum Bellum ha ripetutamente inferto colpi al sistema di approvvigionamento dei clan locali, scovando piantagioni nascoste, depositi di armi clandestine e ingenti quantitativi di denaro falso.

Nonostante al momento non si registrino arresti in flagranza legati all’ultimo ritrovamento — a conferma di come i guardiani della droga riescano a dileguarsi rapidamente sfruttando la fitta rete di sentieri montani — il valore commerciale della marijuana sequestrata, unito all’arsenale scoperto, infligge una perdita economica stimata in oltre un milione di euro alle casse della criminalità organizzata.

Articolo modificato il 10/10/2026 alle 09:04 per revisione testo.
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