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Raid armato sotto casa del referente di ‘Mani Pulite’: terrore nella notte a Sorrento

Tre uomini con la pistola in pugno ripresi dalla videosorveglianza. Michelangelo Scannapieco denuncia: «Un'intimidazione gravissima, non si può rimanere in silenzio». La Procura di Torre Annunziata pronta ad intervenire.
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Sorrento – Un’azione intimidatoria in piena regola, un blitz dal sapore tipicamente camorristico che irrompe nel cuore della Penisola Sorrentina, storicamente ritenuta un’oasi di tranquillità. L’altra notte, un commando armato si è presentato fin sotto l’abitazione di Michelangelo Scannapieco, responsabile locale dell’Associazione Nazionale “Mani Pulite”. Un episodio di una gravità inaudita che contorna un quadro allarmante di minacce dirette e sfide aperte alle istituzioni.

La ricostruzione e le immagini delle telecamere

Il raid è scattato nel buio della notte. Almeno tre persone si sono avvicinate all’immobile occupato da Scannapieco e dalla sua famiglia. Tra loro, come documentato dai frame dei sistemi di videosorveglianza, un uomo impugna chiaramente una pistola. I volti dei componenti del commando sono apparsi nitidi nelle registrazioni ad alta definizione dell’impianto di sicurezza privato.

Scannapieco ha prontamente formalizzato una circostanziata denuncia presso la Compagnia dei Carabinieri di Sorrento, allegando l’intero materiale video e fotografico a supporto delle indagini.

Le indagini

Secondo quanto rivelato dallo stesso esponente antimafia attraverso i propri canali social, gli investigatori sarebbero già a un passo dal chiudere il cerchio attorno ai responsabili: sarebbero ben nove i soggetti già individuati tra esecutori materiali e presunti mandanti dell’agguato intimidatorio.

Gli atti sono ora sul tavolo dei magistrati della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, coordinata dal procuratore capo, dalla quale si attendono nei prossimi giorni formali provvedimenti cautelari.

Lo sfogo: «Una “stesa” in stile Gomorra, la città rompa il silenzio»

Rabbia per l’accaduto in un duro sfogo pubblico dell’attivista, che ha denunciato un clima di pesante omertà e disinteresse attorno alla vicenda:

«Una “stesa” in stile Gomorra a Sorrento non fa notizia? Dove sono i mass media, le istituzioni e tutti quelli che dicono di amare questa terra?» ha attaccato Scannapieco. «Si tratta di un fatto d’impatto gravissimo, con minacce di morte e uomini armati sotto un residence privato. Il problema non riguarda me o la mia famiglia, a cui penseremo a tutelare insieme all’Arma dei Carabinieri: riguarda l’intera comunità. Quando la violenza arriva sotto casa dei cittadini, il silenzio non è più una risposta ammissibile».

La reazione delle istituzioni

Sulla vicenda è intervenuto prontamente il Sindaco di Sorrento, l’avvocato Corrado Fattorusso, che ha contattato telefonicamente Scannapieco esprimendo piena solidarietà e mettendo a disposizione la struttura comunale per qualsiasi esigenza di sicurezza e supporto. Parole di profondo encomio sono state rivolte dallo stesso esponente di “Mani Pulite” verso i Carabinieri della Compagnia cittadina, intervenuti con grande tempestività e professionalità sul luogo dell’accaduto per avviare le prime ed essenziali attività di rilievo scientifico.

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