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Catturato a Viareggio

Napoli, ecco come agiva Antonio Costagliola: il «mago telefonista» delle truffe agli anziani

Per oltre un anno avrebbe cambiato più volte abitazione e utenze telefoniche insieme ai familiari nel tentativo di sottrarsi alla cattura.
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Napoli Ecco Come Agiva Antonio Costagliola Il Mago Telefonista Delle Truffe Agli Anziani 2026 07 25
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Antonio Costagliola, 27 anni, napoletano, è stato rintracciato dai carabinieri dopo una lunga attività investigativa coordinata dalla Procura di Roma. È accusato di aver diretto decine di truffe ed estorsioni aggravate ai danni di anziani, con un bottino superiore ai 300mila euro tra contanti, gioielli e oro.

La cattura dopo oltre un anno di latitanza

Si è conclusa a Viareggio la latitanza di Antonio Costagliola, 27enne napoletano ritenuto dagli investigatori il presunto “telefonista” di un’organizzazione specializzata nelle truffe agli anziani. L’uomo era ricercato dal giugno 2025 in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorità giudiziaria romana.

Per oltre un anno avrebbe cambiato più volte abitazione e utenze telefoniche insieme ai familiari nel tentativo di sottrarsi alla cattura. Decisiva è stata l’attività investigativa dei carabinieri della stazione Roma Porta Portese, coordinata dalla Procura della Capitale, che ha fatto ricorso ad analisi informatiche, accertamenti bancari e alla collaborazione con piattaforme tecnologiche e social network.

Quando ha notato una pattuglia della polizia a Viareggio, il giovane avrebbe tentato di allontanarsi, ma è stato bloccato poco dopo. Attualmente è detenuto nel carcere di Lucca.

L’inchiesta partita dalla denuncia di un’anziana

Le indagini hanno preso avvio nei primi mesi del 2023, dopo la denuncia presentata da un’81enne di Ostia, raggirata con il consolidato stratagemma del “finto nipote”. In quell’occasione la donna consegnò ai truffatori 14mila euro in contanti e circa 200 grammi d’oro.

L’attività investigativa ha consentito nel tempo di arrestare tre presunti complici e di sequestrare, nell’abitazione del 27enne a Napoli, telefoni cellulari, documentazione e numerosi elenchi telefonici utilizzati, secondo gli investigatori, per individuare le potenziali vittime.

Quarantadue colpi e un bottino da oltre 300mila euro

A Costagliola vengono contestati 42 episodi tra truffe aggravate ed estorsioni commessi in diverse province italiane. Il volume d’affari illecito ricostruito dagli inquirenti supera i 300mila euro tra denaro contante, gioielli e oggetti preziosi.

Le vittime, di età compresa tra i 54 e i 96 anni, risiedevano principalmente nel Lazio, in Campania e in Toscana, con episodi documentati tra Roma, Monterotondo, Salerno e Caserta.

Il ruolo del “telefonista”

Secondo l’ipotesi accusatoria, il 27enne non partecipava direttamente al ritiro del denaro, ma gestiva la fase più delicata della truffa: quella del contatto telefonico.

Spacciandosi di volta in volta per un direttore di ufficio postale, un appartenente alle forze dell’ordine o un funzionario pubblico, convinceva le vittime che un familiare fosse coinvolto in gravi vicende giudiziarie o in incidenti. Da qui la richiesta di consegnare immediatamente denaro o preziosi per evitare arresti, denunce o altre conseguenze penali.

Gli investigatori ritengono che il copione fosse sempre lo stesso: telefonate incalzanti, tono autoritario, minacce sempre più pressanti e continui riferimenti a presunti procedimenti giudiziari per aumentare lo stato d’ansia delle vittime e indurle a consegnare i beni.

Una rete di complici anche minorenni

L’organizzazione, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si avvaleva di numerosi complici incaricati di raggiungere le abitazioni degli anziani per ritirare denaro e gioielli. In alcuni casi sarebbero stati coinvolti anche minorenni, accompagnati da autisti maggiorenni.

Per ogni colpo portato a termine, ai corrieri sarebbe stato riconosciuto circa il 20% del bottino, mentre Costagliola avrebbe coordinato l’intera attività da appartamenti situati tra Napoli e Forio d’Ischia.

Gli elenchi telefonici e la refurtiva sequestrata

Durante le perquisizioni i carabinieri hanno rinvenuto faldoni suddivisi per città contenenti vecchi elenchi telefonici cartacei, ritenuti fondamentali per selezionare le vittime. Secondo gli investigatori, tali elenchi comprendevano prevalentemente utenze fisse, oggi utilizzate soprattutto da persone anziane.

Nell’abitazione sono stati inoltre sequestrati oltre 8mila euro in contanti, gioielli, monili e altri oggetti preziosi ritenuti provento delle truffe. Solo una parte della refurtiva è stata recuperata e sarà restituita ai legittimi proprietari.

Gli investigatori hanno accertato anche l’utilizzo di false generalità, tra cui il nome “Marco D’Ambrosio”, e di utenze telefoniche intestate a prestanome per rendere più difficile l’identificazione del presunto organizzatore.

Cosa sapere

Punti chiave sul caso di Antonio Costagliola

Ecco una sintesi dei principali aspetti legati all'operato di Antonio Costagliola e alle truffe agli anziani.

  • Identità: Antonio Costagliola, 27 anni, è un napoletano accusato di truffe agli anziani.
  • Modalità di truffa: Si spacciava per un familiare in difficoltà, convincendo le vittime a consegnare denaro e gioielli.
  • Bottino: Il valore totale delle truffe supera i 300mila euro, con 42 episodi documentati.
  • Rete di complici: Costagliola coordinava un gruppo di complici, alcuni dei quali erano minorenni.
  • Cattura: È stato arrestato dopo un anno di latitanza a Viareggio, grazie a indagini approfondite dei carabinieri.
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