Violenza tra giovanissimi

Castel Volturno, 14enne accoltella un compagno in classe: arrestato

Il ferimento nell’istituto Vincenzo Corrado, nella sede di Pinetamare. La vittima, colpita all’addome e a una mano, è stata trasportata in ospedale e ricoverata in osservazione.
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Una discussione tra compagni di scuola, poi la lama estratta durante il litigio e un quattordicenne ferito all’addome. È accaduto a Castel Volturno, nel Casertano, all’interno di un istituto scolastico, dove un ragazzo di 14 anni è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di aver accoltellato un coetaneo. Un episodio che riporta al centro il problema della violenza tra adolescenti e dell’introduzione di armi da taglio negli ambienti scolastici.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due studenti avrebbero avuto una discussione prima che uno di loro impugnasse un coltello a serramanico e colpisse l’altro all’addome. Il giovane ferito ha riportato anche una lesione a una mano ed è stato soccorso dal personale sanitario del 118, che lo ha trasportato in ospedale. I medici hanno disposto il ricovero in osservazione per monitorare le sue condizioni.

Gli agenti del commissariato di Castel Volturno sono intervenuti dopo la segnalazione del ferimento e hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’aggressione. Nel corso delle attività investigative è stato sequestrato un coltello a serramanico ritenuto compatibile con quello utilizzato per colpire il ragazzo. Il quattordicenne arrestato è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, a Napoli, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Da Pompei a Scampia, i precedenti nelle scuole campane

Il caso di Castel Volturno non è isolato. Negli ultimi due anni, in Campania si sono verificati diversi episodi di accoltellamento e di introduzione di armi da taglio negli istituti scolastici. Le vicende hanno coinvolto ragazzi giovanissimi, talvolta coetanei, e in alcuni casi hanno sollevato il sospetto di possibili dinamiche di bullismo.

12 settembre 2024 – Pompei, accoltellato un ragazzo di 14 anni
All’istituto alberghiero Cesare Brescia, un quattordicenne ferì alla schiena un compagno di un anno più giovane, al culmine di una lite che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata legata a una ragazza. Il presunto aggressore venne fermato.

8 novembre 2024 – Scampia, coltello nello zaino di un sedicenne
In un istituto scolastico del quartiere napoletano, la Polizia intervenne dopo la segnalazione della presenza di un’arma. Gli agenti trovarono un coltello a serramanico nello zaino di uno studente di 16 anni, che venne denunciato per porto di arma od oggetto atto a offendere.

14 ottobre 2025 – Napoli, quindicenne accoltellato all’uscita da scuola
In via Benedetto Croce, nel centro storico, un ragazzo di 15 anni venne aggredito da un gruppo di coetanei poco dopo essere uscito da scuola. Fu colpito più volte al fianco e nella zona della colonna vertebrale. I carabinieri denunciarono un quattordicenne per tentato omicidio; il movente rimase oggetto di accertamenti.

30 marzo 2026 – Scampia, quattordicenne ferito nei bagni della scuola
All’istituto Pontano delle Arti e dei Mestieri, un ragazzo di 14 anni venne attirato nei bagni e colpito a una gamba con un coltello da un diciassettenne, secondo la ricostruzione investigativa. Un altro minorenne fu denunciato perché avrebbe nascosto l’arma. Gli investigatori approfondirono anche l’ipotesi di precedenti vessazioni ai danni della vittima.

Un fenomeno che non riguarda soltanto gli istituti scolastici

Il quadro della violenza giovanile in Campania comprende anche aggressioni avvenute fuori dalle scuole, ma in contesti collegati a discussioni tra ragazzi. Il 5 agosto 2026, a Napoli, un dodicenne venne accoltellato da un tredicenne dopo una lite nata in una chat di gruppo, secondo le prime ricostruzioni. Il ragazzo ferito fu dimesso con una prognosi di dieci giorni. L’episodio non avvenne in un istituto scolastico, ma testimonia come i conflitti tra giovanissimi possano degenerare anche al di fuori degli ambienti educativi.

I precedenti mostrano situazioni diverse, che non possono essere ricondotte automaticamente a un’unica causa. In alcuni casi gli investigatori hanno ipotizzato dinamiche di bullismo, in altri si è parlato di litigi personali o di motivazioni ancora da chiarire. Il dato comune è l’utilizzo di coltelli in conflitti tra adolescenti, con conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi.

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