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IL CASO PIGNATARO MAGGIORE

Parla il 19enne che ha simulato il ritrovamento del neonato: «Ero sopraffatto dal panico e dalla paura dei genitori».

Il dramma della giovane coppia e il riscatto del paese: Pignataro si mobilita per il piccolo e i suoi genitori
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Parla Il 19enne Che Ha Simulato Il Ritrovamento Del Neonato Ero Sopraffatto Dal Panico E Dalla Paura Dei Genitori 2026 08 31
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Piugnataro Maggiore –  «Non capivo più nulla per l’ansia, ma non ho mai lasciato solo il bambino: l’ho sempre tenuto stretto tra le braccia». Rompe il silenzio il 19enne della provincia di Caserta che, nella notte tra venerdì e sabato, ha fatto scattare i soccorsi del 118 sostenendo di aver casualmente ritrovato un neonato per strada. In realtà, quel piccolo era suo figlio, nato poche ore prima tra le mura domestiche.

La confessione e il parto in casa

Intervenuto ai microfoni del programma “Verità Nascoste – Il Diario”, condotto da Milo Infante su Canale 5, il giovane ha ricostruito i momenti drammatici che lo hanno spinto alla finzione. «Mi ero informato su internet per capire come far partorire la mia compagna a casa», ha spiegato. A spingere i due ragazzi — lui 19 anni, lei appena 16 — a gestire il parto nel totale isolamento è stato il timore del giudizio familiare: «Avevamo troppa paura della reazione dei nostri genitori». Sopraffatto dall’ansia per le condizioni della ragazza rimasta a casa e del neonato, il neo-papà ha poi scelto di chiamare i soccorsi inventando la storia del ritrovamento per far prendere in carico il piccolo dai medici.

Gara di solidarietà nel Casertano

Mentre si delineano i contorni umani e psicologici della vicenda, a Pignataro Maggiore si è messa in moto una vasta rete di supporto. Non solo le istituzioni locali, i Servizi Sociali e la Chiesa, ma l’intera comunità cittadina si sta stringendo attorno ai due giovanissimi genitori.

Tra le realtà scese in campo c’è anche “L’Officina dell’Amore”, associazione benefica del territorio guidata dalla presidente Maria Rosaria Esposito. Il sodalizio, solitamente impegnato nel sostegno al reparto di oncologia pediatrica del Pausilipon di Napoli, si è detto pronto ad attivarsi con aiuti materiali concreti — come culle, passeggini e attrezzature per la prima infanzia — non appena le famiglie formalizzeranno le proprie necessità.

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