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LA TESTIMONIANZA CHOC

Svolta al processo Maradona: per la difesa è morto per Covid

Colpo di scena nell'udienza chiave: la difesa del neurochirurgo Luque ribalta la tesi dell'accusa. Respinta l'ipotesi di una lunga agonia: "Fu un arresto cardiaco improvviso, l'assenza del tampone è una lacuna metodologica". Ora la parola passa ai giudici
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Svolta Al Processo Maradona Per La Difesa E Morto Per Covid 2026 09 23
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Buenos Aires – Sfila tra tensioni e scintille verbali l’ultimo testimone del processo per la morte di Diego Armando Maradona, un passaggio cruciale che segna l’avvicinamento definitivo alla sentenza nell’aula del Tribunale orale numero 7 di San Isidro, alle porte di Buenos Aires.

Sul banco dei testimoni è salito Pablo Ferrari, perito forense della difesa del principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque – il medico che aveva operato alla testa il fuoriclasse e coordinava l’equipe medica nella villetta di Tigre. La deposizione ha fatto saltare gli schemi dell’impianto accusatorio.
“Non posso sostenere, da un punto di vista medico-scientifico, che abbia patito lunghe ore di agonia. Fu un evento improvviso” — Pablo Ferrari, perito della difesa

L’ombra del Covid e il rebus dell’agonia

Al centro della requisitoria difensiva c’è la dinamica clinica del decesso, radicalmente opposta a quella sostenuta dalla pubblica accusa. Secondo le perizie dei pm, il capitano dell’Argentina a Messico ’86 sarebbe morto al termine di un calvario fatto di ore di sofferenza e totale abbandono assistenziale.

Versione rispedita al mittente dal consulente di Luque, secondo cui Maradona sarebbe stato stroncato da un mix fulmineo di infarto, aritmia e un edema polmonare acuto. Condizioni che, per loro natura, non lascerebbero margine temporale per un’agonia prolungata. Ma la vera provocazione giuridico-scientifica lanciata in aula riguarda la pandemia: la pista del Covid.

Mancanza di test: Ferrari ha definito un grave errore metodologico non aver sottoposto la salma a tampone in un momento storico segnato dall’emergenza sanitaria globale.

La reazione: L’ipotesi ventilata dal perito ha immediatamente scatenato l’indignazione e le proteste formali delle parti civili presenti in aula.

Verso il verdetto: il calendario delle arringhe

Chiusa la fase istruttoria con questo ultimo, infuocato tassello, la macchina giudiziaria entra nella sua fase cruciale. Il tribunale ha calendarizzato per il prossimo 29 settembre l’inizio delle arringhe finali.

Sarà una maratona processuale complessa e fiume: gli interventi conclusivi, complice la presenza di ben cinque gruppi di legali di parte civile, della pubblica accusa e di ben sette collegi difensivi, potrebbero protrarsi per diverse settimane. Prima che i giudici si ritirino in camera di consiglio per emettere la sentenza, gli imputati avranno a disposizione lo spazio per le dichiarazioni spontanee.

FAQ

Domande frequenti sul processo per la morte di Diego Maradona

Ecco alcune domande comuni riguardanti il processo in corso per la morte di Diego Armando Maradona.

Qual è il ruolo del perito Pablo Ferrari nel processo?

Pablo Ferrari è il perito forense della difesa del neurochirurgo Leopoldo Luque e ha testimoniato sulla dinamica del decesso di Maradona.

Qual è la posizione della difesa riguardo alla causa della morte di Maradona?

La difesa sostiene che Maradona sia morto a causa di un evento improvviso, come un infarto, e non abbia subito un'agonia prolungata.

Perché si è parlato di Covid durante il processo?

Il perito ha suggerito che non sia stato effettuato un tampone post-mortem, un errore metodologico dato il contesto della pandemia.

Quando inizieranno le arringhe finali del processo?

Le arringhe finali sono programmate per iniziare il 29 settembre.

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