La ricostruzione dell'omicidio di Rodolfo Zinco, detto "'o gemello", ucciso a Cavalleggeri d'Aosta nel 2015. Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Romano, Esposito e Carra descrivono un presunto accordo economico saltato
Per anni è rimasto uno dei delitti più significativi negli equilibri criminali dell’area occidentale di Napoli. L’omicidio di Rodolfo Zinco, conosciuto negli ambienti criminali come “‘o gemello”, viene oggi ricostruito nell’ordinanza cautelare attraverso una lunga serie di dichiarazioni convergenti rese da diversi collaboratori di giustizia.
Secondo quanto emerge dagli atti, il delitto maturerebbe all’interno di una complessa rete di alleanze tra gruppi criminali attivi tra Cavalleggeri, Bagnoli, Agnano e Pianura, territori che in quegli anni rappresentavano uno snodo strategico per gli affari illeciti.
La Procura ricostruisce non solo la fase esecutiva dell’agguato, ma anche il contesto nel quale sarebbe nata la decisione di eliminare Zinco: una vicenda fatta di accordi economici, spartizioni di proventi e rapporti deteriorati tra soggetti che fino a poco tempo prima avrebbero condiviso interessi comuni.La novità investigativa più significativa resta tuttavia la decisione di Alessandro Giannelli di rompere il muro dell’omertà.
Dopo la condanna definitiva all’ergastolo, l’ex ras di Cavalleggeri ha deciso di collaborare con la magistratura.
Una scelta che consente agli inquirenti di acquisire una confessione diretta del presunto mandante e di individuare, secondo l’accusa, il killer rimasto finora nell’ombra.
Le sue parole sembrano confermare molti dei punti già emersi nelle dichiarazioni degli altri collaboratori.
Dalla spartizione dei proventi dello spaccio al timore di essere eliminato, dalla pianificazione dell’agguato fino al coinvolgimento di uomini riconducibili alla “44” di Soccavo.
Per la Direzione Distrettuale Antimafia, il delitto Zinco non rappresenta soltanto un omicidio di camorra, ma il momento in cui un’alleanza criminale si trasformò in una guerra per il controllo assoluto del territorio.
La confessione del boss pentito Giannelli
Nel lungo interrogatorio reso il 21 aprile scorso ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, l’ex boss ammette apertamente il movente.
«Fu determinato da parte mia dalla necessità di acquisire l’egemonia sul territorio di Cavalleggeri d’Aosta, Bagnoli e Agnano, del mercato della droga, di cui fino a quel momento dividevo la metà dei guadagni con Rodolfo Zinco».
Parole che fotografano una guerra interna nata attorno al controllo delle piazze di spaccio e alla gestione dei proventi del narcotraffico.
La decisione di eliminare l’alleato
Secondo quanto emerge dagli atti, Zinco non era più considerato un partner ma un ostacolo.
Un uomo che aveva acquisito peso e consenso criminale e che rischiava di limitare le ambizioni espansionistiche del gruppo guidato da Giannelli.
L’ex boss aggiunge un ulteriore elemento. «Un altro dei motivi per cui ritenni utile eliminare Zinco fu che una sua amante mi confidò che era intenzione di quest’ultimo uccidermi».
Un presunto progetto omicidiario che avrebbe convinto Giannelli a giocare d’anticipo.
Secondo la ricostruzione accusatoria, la decisione venne quindi maturata all’interno di un sistema di alleanze che coinvolgeva esponenti della cosiddetta “44” di Soccavo e uomini legati al rione Traiano.
Il summit della morte
Uno dei passaggi più rilevanti della nuova collaborazione riguarda la riunione preparatoria avvenuta prima dell’agguato. Giannelli indica con precisione i partecipanti.
«Per questo omicidio siamo stati condannati io, Maurizio Bitonto, Gennaro Carrà e Patrizio Allard. L’esecutore materiale è stato Ciro Pauciullo».
Poi aggiunge: «A casa mia prima dell’omicidio ci riunimmo io, Bitonto, Pauciullo e Allard».
Una dichiarazione che combacia con il racconto già fornito dal collaboratore Gennaro Carrà.
«Ci riunimmo per due settimane con Giannelli Alessandro e con Calone Antonio per preparare l’omicidio», aveva raccontato l’ex capo del clan Cutolo.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe studiato per giorni le abitudini della vittima, i percorsi abituali e le possibili vie di fuga.
Il racconto di Romano: Dovevano dividere tutto al 50 per cento”
Uno dei passaggi più significativi è rappresentato dalle dichiarazioni del collaboratore Salvatore Romano.
Romano riferisce di aver appreso direttamente da Alessandro Giannelli e da Vincenzo Mele le ragioni che avrebbero portato all’eliminazione di Zinco.
«Zinco Rodolfo, dopo lo stato di detenzione, uscito dal carcere voleva impadronirsi delle zone di pertinenza del Giannelli», racconta il collaboratore. Secondo la sua versione, per rassicurarlo sarebbe stato prospettato un accordo di spartizione degli introiti criminali.
«Gli avrebbe diviso al 50% gli introiti degli affari criminali», riferisce Romano, aggiungendo però che, nonostante quelle rassicurazioni, «ne aveva poi invece ordinato l’omicidio».
Romano sostiene inoltre di aver appreso che gli autori materiali sarebbero stati elementi riconducibili alla cosiddetta “44”, gruppo legato al clan Cutolo.
«Quelli della “44” avevano commesso l’omicidio di Zinco Rodolfo su indicazione del Giannelli per fargli un piacere», mette a verbale.
Il collaboratore riferisce anche un dettaglio destinato a diventare centrale nell’impianto accusatorio: dopo l’agguato, alcuni protagonisti avrebbero manifestato preoccupazione per errori logistici che rischiavano di compromettere l’operazione.
«Questo omicidio lo avrebbero pagato perché secondo lui sarebbero stati individuati dalle forze dell’ordine», racconta Romano riferendo parole attribuite a Patrizio Allard.
I killer della 44
Le dichiarazioni di Pasquale Junior Esposito, anch’egli collaboratore di giustizia, si inseriscono nello stesso filone investigativo.
Esposito identifica in Patrizio Allard uno degli uomini di fiducia del clan Cutolo.
«Per come ho sentito dal Romano Salvatore e da Vincenzo Mele, Patrizio e Genni Carrà avrebbero commesso un omicidio a Cavalleggeri D’Aosta. Si tratta dell’omicidio di ‘o gemello eseguito per fare un favore ad Alessandro Giannelli».
Una frase che per gli inquirenti rappresenta uno dei punti di convergenza tra i diversi racconti dei collaboratori.
Le confessioni di Carra
Ma è soprattutto il racconto di Gennaro Carrà, ex capo del clan Cutolo e successivamente collaboratore di giustizia, a fornire agli investigatori quella che viene ritenuta una ricostruzione diretta delle varie fasi del delitto. Carrà non parla da semplice osservatore.
«L’omicidio di ‘o gemello ossia Zinco Rodolfo, avvenuto a Cavalleggeri, al quale ho partecipato come mandante e anche come esecutore anche se non ho sparato», dichiara agli inquirenti.
Una ammissione che conferisce particolare rilevanza alle sue dichiarazioni.
Secondo Carrà, la decisione di uccidere Zinco sarebbe nata da vecchi rancori e da tensioni economiche sempre più forti.
«Ci riunimmo per due settimane con Giannelli Alessandro e con Calone Antonio per preparare l’omicidio».
L’ex boss descrive una lunga fase preparatoria durante la quale sarebbero stati definiti ruoli, movimenti e modalità operative.
Il movente: il controllo degli affari
Nella versione di Carrà, alla base del delitto vi sarebbe la volontà di Zinco di assumere il controllo delle attività criminali nell’area occidentale.
«Dopo la scarcerazione di Zinco Rodolfo, il Giannelli Alessandro venne da me per lamentarsi del fatto che lo Zinco voleva controllare tutte le attività illecite sul territorio di Bagnoli, Agnano e Cavalleggeri D’Aosta».
Secondo il collaboratore, il problema sarebbe stato aggravato dalla gestione degli introiti criminali.
«Si incontravano per fare il punto degli affari illeciti, in quanto dividevano al 50%, ma il Giannelli si lamentava del fatto che lo Zinco si appropriava di una parte dei proventi».
La preparazione dell’agguato
Le dichiarazioni contenute nell’ordinanza ricostruiscono minuziosamente anche la preparazione operativa.
Carrà sostiene di aver messo a disposizione i killer e di aver concordato con Giannelli le modalità dell’azione.
«Sondai le intenzioni del Giannelli e mi resi disponibile a fornire i killer».
Secondo il collaboratore, gli esecutori materiali sarebbero stati Ciro Pauciullo e Patrizio Allard.
«Gli esecutori sono stati Pauciullo Ciro e Allard Patrizio».
Le riunioni preparatorie, sempre secondo il racconto del pentito, si sarebbero svolte in un appartamento di via Marco Aurelio.
Qui sarebbe stato definito anche il particolare più importante: la routine quotidiana della vittima.
«Giannelli disse che incontrava lo Zinco tutte le sere tra le 20 e le 20,30», racconta Carrà.
L’agguato a Cavalleggeri
La sera dell’omicidio, secondo la ricostruzione fornita dal collaboratore, il gruppo sarebbe entrato in azione dopo un segnale concordato.
«Per il segnale di uno squillo avevamo due telefoni “puliti”».
Carrà racconta di aver assistito personalmente agli ultimi momenti che precedettero l’omicidio.
«Ho visto il Giannelli e lo Zinco dialogare fuori al bar».
Poco dopo sarebbe arrivata l’automobile con i killer.
«Appena vide il Pauciullo scendere armato e con il volto travisato, scappò nel vicoletto in direzione della sua abitazione».
La fuga, secondo il collaboratore, sarebbe stata prevista dagli organizzatori.
«Nel progettare l’omicidio tenemmo in conto il fatto che lo Zinco avrebbe potuto scappare in direzione della sua abitazione».
Gli spari e la fuga
Carrà descrive quindi la fase finale dell’agguato. «Il Pauciullo inseguì lo Zinco sparandogli contro quattro colpi». E aggiunge un dettaglio sulla dinamica:
«Lo Zinco fu colpito due volte alla schiena ed una volta alla testa mentre il quarto colpo andò a vuoto».
Dopo l’esecuzione sarebbe iniziata la fuga del commando.
L’arma, secondo il collaboratore, sarebbe stata successivamente distrutta.
«La pistola utilizzata fu la calibro 9, successivamente tagliata, dissezionata, ed i pezzi buttati in vari cassonetti dell’immondizia».
Un delitto al centro dei nuovi equilibri criminali
Le dichiarazioni dei tre collaboratori vengono ritenute dagli inquirenti convergenti su punti fondamentali: il movente economico, il ruolo attribuito ad Alessandro Giannelli, il coinvolgimento di esponenti della “44” e la dinamica dell’agguato.
L’ordinanza evidenzia come il delitto Zinco non venga interpretato come un episodio isolato, ma come una vicenda inserita nel più ampio processo di ridefinizione degli equilibri criminali nell’area occidentale di Napoli.
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’eliminazione di Rodolfo Zinco avrebbe rappresentato il punto di rottura definitivo di un rapporto che, almeno inizialmente, era nato sotto il segno di un accordo di reciproca convenienza. Un patto che, stando ai racconti dei collaboratori, si sarebbe infranto davanti alla contesa per il controllo del territorio e dei proventi delle attività illecite.
Una guerra che, secondo la ricostruzione accusatoria, si concluse con la morte di Rodolfo Zinco e con l’ascesa del gruppo guidato da Alessandro Giannelli sulle piazze di spaccio dell’area occidentale di Napoli.
(nella foto il luogo dell’omcidio e in alto da sinistra la vittima Rodolfo Zinco ‘o gemello e il killer Ciro Pauciullo e il complice Patrizio Allard; in basso da sinistra gli ex boss pentiti: Alessandro Giannelli, Salvatore Romano muoll muoll, e Gennaro Carra)
Approfondimento
Dietro l’omicidio di Rodolfo Zinco c’è un intreccio di alleanze e tradimenti che
svela la vera geografia del potere criminale a Napoli Ovest.
Non è solo un delitto isolato, ma il risultato di una guerra per il controllo di
territori strategici come Bagnoli, Cavalleggeri e Pianura.
Con i pentiti che parlano, si sgretola il mito dei clan invincibili: la realtà è fatta
di equilibri fragili e conti da regolare.
Nate 30 tartarughe Caretta Caretta a Vietri sul Mare: un evento storico
A Vietri sul Mare, la schiusa di un nido di tartarughe Caretta Caretta sulla spiaggia de 'Il Risorgimento' ha regalato un momento di gioia e attenzione verso la tutela dell’ambiente marino.
VIDEO CHOC Spari al detenuto: il Sinappe contesta l’accusa all’agente e attacca il silenzio di Meloni e Nordio
Prato – L’ipotesi di reato formulata dalla Magistratura è pesantissima: tentato omicidio ai sensi dell’articolo 56 del codice penale. È l’accusa finita sul capo…
Ischia, il resort abusivo nascosto tra gli scogli e in un’area a rischio frana
Barano d'Ischia - Nemmeno il ricordo ancora fresco delle tragiche colate di fango è bastato a fermare la speculazione edilizia nell'Isola Verde. Nel cuore…
Casavatore, arsenale e droga nel box del fruttivendolo: arrestato
Casavatore - Un insospettabile titolare di un'attività commerciale trasformato in custode di un vero e proprio arsenale e di una partita di stupefacenti. È…
Torre del Greco, sequestrata storica struttura turistica sulla spiaggia
Una storica struttura turistica del litorale di Torre del Greco è stata sottoposta a sequestro preventivo dalla Guardia Costiera nell’ambito dell’operazione “Mare e Laghi…
Napoli, choc in via Foria: anziana travolta da scooter sulle strisce pedonali
Un nuovo e gravissimo incidente stradale torna a insanguinare le arterie del centro di Napoli, riaccendendo i riflettori su un'emergenza ormai quotidiana: la sicurezza…
Poggioreale, blitz nella baraccopoli: sequestri, armi e 23 denunciati per furto di energia
Napoli - Una maxi-operazione ad «alto impatto» ha setacciato nelle prime ore di ieri il quartiere di Poggioreale. Circa 100 operatori della Polizia di…
Maxi operazione di polizia a Casoria: 100 agenti contro il furto di energia e il degrado
Un imponente dispiegamento di forze dell’ordine ha portato a numerosi arresti e denunce nella baraccopoli di Casoria, con sequestri di veicoli e interventi coordinati tra Polizia, Vigili del Fuoco e tecnici Enel.
Campi Flegrei: cane salvato da un edificio pericolante
A Pozzuoli, un cane è stato recuperato dai carabinieri in un edificio dichiarato inagibile. Nel frattempo, numerosi residenti affrontano disagi e rischi per rientrare nelle loro case danneggiate dal sisma.
Articolo interessante ma unpo’ confusso, trovo che la ricostruzzione sia piena di detalji,e mancano alcuni riferimenti cronologici, i nomi viene ripetutti e scomposti; sembra ke i pentiti dicano cose simili ma non si capisce il nesso, manca una linea tempale chiara e molte date son sbagliateo confuse.
Roma - E' un'estate infuocata quella di Sigfrido Ranucci che deve 'parare' i colpi dell'inchiesta per il suo attentato, ma anche le polemiche sulle rivelazioni…
• leggi l’articolo
La tragedia della bambina di quattro anni morta nel quartiere Zen di Palermo riaccende il dibattito sulla prevenzione e sulla fiducia nella scienza. Un confront…
• leggi l’articolo
Il polo scientifico di Napoli propone un’estate ricca di esperienze coinvolgenti, con esposizioni, spettacoli e laboratori dedicati a famiglie e appassionati.
• leggi l’articolo
La Polizia di Stato ha fermato un uomo ai domiciliari che ha fornito false identità e denunciato altri due per possesso di strumenti da scasso.
• leggi l’articolo
Napoli - «A Genova ci aspetta una vera battaglia. Il Genoa ha uno stadio caloroso, ma ci stiamo preparando al meglio per fari trovare pronti. A Daniele De Rossi…
• leggi l’articolo
Un uomo di 31 anni è stato fermato dai Carabinieri di San Prisco con l'accusa di rapina ai danni di una donna che aveva accolto in auto. Dopo averla minacciata…
• leggi l’articolo
Fabio Caiazzo, bagnino al Lido Aurora di Mondragone, ha rischiato la propria vita per trarre in salvo due bambini in difficoltà tra forti correnti. Un gesto di…
• leggi l’articolo
Durante un controllo di routine in corso Vittorio Emanuele II, la Polizia di Stato ha fermato un uomo trovato in possesso di hashish e cocaina. La perquisizione…
• leggi l’articolo
Napoli - Il mercato del Napoli manda segnali forti e la difesa azzurra trova un nuovo pilastro. Benoit Badiashile ha superato a Roma, presso la clinica Villa St…
• leggi l’articolo
Volla- Oltre mezza tonnellata di prodotti ittici privi di etichettatura e documentazione idonea è stata sequestrata dalla Guardia Costiera di Napoli nel mercato…
• leggi l’articolo
Il tecnico del Genoa, Daniele De Rossi, presenta l’esordio in campionato contro il Napoli di Allegri, sottolineando la motivazione della sua squadra e l’imposta…
• leggi l’articolo
Il deputato Francesco Emilio Borrelli sollecita il Governo a introdurre una tariffa Rc auto uniforme per automobilisti virtuosi, evidenziando le ingiustizie tar…
• leggi l’articolo
Napoli - Sono in corso gli accertamenti per fare luce sulla morte di una donna di 57 anni, trovata senza vita lo scorso 17 agosto nella sua abitazione di via Lo…
• leggi l’articolo
Con l’avvio della nuova stagione calcistica, cresce il costo degli abbonamenti per seguire Serie A e competizioni europee in TV. Facile.it analizza l'aumento de…
• leggi l’articolo
Il nuovo anno scolastico prenderà il via il 7 settembre nella provincia autonoma di Bolzano e si concluderà in date diverse tra giugno e luglio 2027, con chiusu…
• leggi l’articolo
Napoli — La vicenda che ha travolto l'assessore regionale al Governo del territorio ed al Patrimonio, Enzo Cuomo, ex sindaco di Portici, riaccende i riflettori…
• leggi l’articolo
È morto all’età di 95 anni Michele Pinto, esponente politico originario di Teggiano e protagonista della vita istituzionale italiana. L’ex senatore e ministro s…
• leggi l’articolo
Cetara – Il sipario estivo di Cetara non cala, si accende. Fino al 4 settembre, il borgo della Costiera Amalfitana si conferma un palcoscenico a cielo aperto co…
• leggi l’articolo
Napoli – “La comunicazione sanitaria è ormai parte integrante della professione. Non possiamo lasciare i lavoratori soli davanti a una trasformazione che coinvo…
• leggi l’articolo
Napoli— Nuovi colpi di scena ruotano attorno al caso dello scambio di embrioni avvenuto all'ospedale San Paolo di Napoli, dove una coppia ha dato alla luce una…
• leggi l’articolo
Saint Miguel Cartel ha lanciato “Delinquenza”, il nuovo singolo realizzato insieme a Lucariello, già disponibile su tutte le piattaforme digitali e accompagnato…
• leggi l’articolo
Portici — Un banco di scuola, un ragazzo che scrive con carta e penna, il silenzio rotto solo dal fruscio della brezza marina. Intorno, pescatori, panni stesi a…
• leggi l’articolo
Benevento - Il noto pregiudicato di Arpaia è di nuovo un uomo completamente libero.Vincenzo D’Onofrio, noto alle cronache come “O’ Mangiavatt”, 58 anni, residen…
• leggi l’articolo
Pozzuoli – Droga nelle tasche di un minore, un arresto e quattro denunce per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. È il bilancio dei controlli effettuat…
• leggi l’articolo
Il caldo non allenta la presa sul Centro-Sud. Le temperature elevate continueranno a caratterizzare le prossime giornate, con un peggioramento delle condizioni…
• leggi l’articolo
Ad Anacapri l’arte contemporanea incontra la memoria, l’ambiente e la responsabilità collettiva. Negli spazi di Villa Rosa, in viale Axel Munthe, è in corso “R…
• leggi l’articolo
Battipaglia - Aveva detto no prima allo spaccio, poi al racket. Un rifiuto pagato a caro prezzo, trasformato in un incubo di fuoco e minacce di morte. I Carabin…
• leggi l’articolo
Arriva una nuova stretta sulle auto con targa straniera che circolano stabilmente sulle strade italiane. Il governo interviene sul fenomeno della cosiddetta “es…
• leggi l’articolo
DAZN amplia la propria offerta in Italia e introduce DAZN Full Mobile, un nuovo abbonamento destinato soprattutto agli utenti che seguono lo sport attraverso lo…
• leggi l’articolo
Per chi convive con dislessia, ADHD o altre difficoltà di lettura, trasformare un testo in audio non è soltanto una comodità: può diventare un modo concreto per…
• leggi l’articolo
Articolo interessante ma unpo’ confusso, trovo che la ricostruzzione sia piena di detalji,e mancano alcuni riferimenti cronologici, i nomi viene ripetutti e scomposti; sembra ke i pentiti dicano cose simili ma non si capisce il nesso, manca una linea tempale chiara e molte date son sbagliateo confuse.