.Il Comicon di Napoli, uno degli appuntamenti più attesi del settore a livello internazionale, è stato quest’anno teatro di una vicenda che, partita da un episodio di cronaca, si è trasformata in una testimonianza di grande correttezza professionale. Al centro della storia un’ambita carta Pokémon, un Umbreon VMAX in lingua cinese dal valore stimato di circa 1.300 euro, oggetto di un furto e successivamente restituita grazie al legame di fiducia tra gli addetti ai lavori.
L’episodio al settore collezionismo
Il furto è avvenuto presso lo stand di Alessandro Migliore, titolare dell’e-commerce partenopeo San Gennaro Cards, attivo nel settore da circa un anno. Sfruttando un momento di distrazione durante le concitate fasi della fiera, alcuni individui sono riusciti ad aprire una vetrina espositiva e a sottrarre il prezioso pezzo da collezione.
«È stata la nostra prima esperienza in fiera — ha spiegato Alessandro — e purtroppo un’ingenuità nella chiusura della vetrina ha facilitato l’azione. Nonostante l’amarezza, abbiamo immediatamente attivato la rete di contatti segnalando il codice seriale della carta agli altri stand e sui canali social».
La dinamica della compravendita
A pochi metri di distanza, Luis (Umberto Perfetto), titolare di Loop Games a L’Aquila e veterano della manifestazione, si è ritrovato inconsapevolmente coinvolto nella vicenda. Due giovani si sono presentati al suo stand proponendo la vendita della medesima carta. Seguendo le procedure standard, Luis ha verificato il valore di mercato del pezzo e, dopo una trattativa, ha acquistato la card per 800 euro, facendo compilare ai venditori il modulo di cessione obbligatorio.
«Svolgiamo regolarmente attività di compravendita con privati — racconta Luis — e i ragazzi sembravano conoscere le dinamiche. Solo dopo aver concluso l’operazione e aver consultato i social, ci siamo resi conto che quel pezzo era esattamente quello sottratto poco prima al collega Alessandro».
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L’importanza della rete di sicurezza
La vicenda ha preso una piega spiacevole quando Alessandro, individuati i presunti autori del furto all’interno del polo fieristico, ha tentato un confronto verbale, ricevendo in cambio minacce e un’aggressione. Il rivenditore ha prontamente scelto di non alimentare ulteriormente il conflitto, affidandosi alle autorità competenti e sporgendo denuncia ai Carabinieri, consegnando i dati (rivelatisi poi falsi) forniti dai soggetti durante la vendita.
Un gesto di integrità professionale
Nonostante l’esborso economico sostenuto per l’acquisto, Luis non ha esitato: una volta accertata la provenienza illecita della carta, ha contattato Alessandro per restituirgliela a titolo completamente gratuito.
«Abbiamo deciso di restituire la card perché crediamo fermamente nella solidarietà tra colleghi — ha concluso il titolare di Loop Games — Recupereremo la perdita economica con il nostro lavoro quotidiano. Purtroppo, la professionalità di chi opera onestamente deve talvolta scontrarsi con questi episodi, ma la risposta migliore resta sempre la collaborazione e il senso di comunità».
La storia si chiude con un lieto fine che sottolinea quanto, in un mercato in forte espansione come quello delle carte collezionabili, la trasparenza e l’etica tra i rivenditori rappresentino la miglior tutela per l’intero comparto






Mi pare una storia interessante e abbastanza neutra, pero ci son tante cose da rivedere: i venditor dovrebber forse controllare megl io i documenti, la vetrina era mal chiusa e si capisce l’errrore. Luis ha reagito in modo professionale restituendola, ma la sicurezza in fiera sembra insufficente e la giustizzia deve fà il suo dovere. Speriamo che non succeda ancóra.