Sorrento, chat segrete, vocali d’odio e messaggi notturni: 26enne arrestato per stalking

L'uomo non accettava la fine della relazione. Usava chat con cancellazione automatica per terrorizzare la donna, il nuovo partner e i familiari, costringendola a non uscire più di casa da sola.
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Sorrento Chat Segrete Vocali Dodio E Messaggi Notturni 26enne Arrestato Per Stalking 2026 08 11
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I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno arrestato un ragazzo di 26 anni con l’accusa di atti persecutori aggravati ai danni dell’ex fidanzata. L’operazione è scattata in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica.

La denuncia e il clima di terrore

La vicenda è emersa nel luglio scorso, quando la vittima si è presentata in forte stato di agitazione e terrore presso la Stazione dei Carabinieri di Massa Lubrense. La donna ha raccontato ai militari di essere finita nel mirino dell’ex compagno, incapace di rassegnarsi alla conclusione della loro storia sentimentale, e di temere costantemente per la propria incolumità e per quella del suo nuovo partner.

Messaggi vocali e chat fantasma

Le indagini, condotte dai Carabinieri di Massa Lubrense e coordinate dalla Procura, hanno svelato un lungo quadro di violenze fisiche, psicologiche e persecuzioni, iniziate già durante la convivenza e degenerate dopo la rottura.

Il 26enne sottoponeva la donna a un controllo asfissiante, tempestandola di telefonate ed SMS, soprattutto in piena notte. Per evitare di lasciare tracce e sfuggire alle forze dell’ordine, l’uomo utilizzava applicazioni di messaggistica con cancellazione automatica, inviando vocali conditi da esplicite minacce di morte rivolte non solo alla ex, ma anche ai suoi familiari e al nuovo compagno.

Una vita stravolta dalla paura

I continui comportamenti persecutori hanno fatto sprofondare la vittima in un grave e prolungato stato di ansia. Per la paura di ritorsioni, la donna è stata costretta a stravolgere del tutto le proprie abitudini quotidiane, arrivando a rimanere chiusa in casa e uscendo unicamente se scortata da persone di fiducia.

La misura cautelare

Di fronte al grave quadro indiziario — confermato dalle testimonianze e dai riscontri tecnici eseguiti sullo smartphone della persona offesa — il Giudice ha ritenuto la custodia cautelare in carcere come l’unica misura idonea a tutelare la vittima ed evitare la reiterazione dei reati. Espletate le formalità di rito, il 26enne è stato trasferito in istituto penitenziario a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Il provvedimento cautelare resta comunque impugnabile dinanzi al Tribunale del Riesame. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, in forza della presunzione di non colpevolezza, l’indagato è da considerarsi non colpevole fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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