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Grumo Nevano, il 18enne in lacrime: «Chiedo perdono, non fate come me»

Il gip di Napoli Nord conferma la custodia cautelare in carcere per Francesco iannucci accusato di aver ridotto in fin di vita un pensionato intervenuto per sedare una lite. Durante l'interrogatorio il giovane scoppia in lacrime e affida un messaggio ai
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Grumo Nevano Il 18enne In Lacrime Chiedo Perdono Non Fate Come Me 2026 07 31
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Grumo Nevano – Resta in carcere Francesco Iannucci, il 18enne accusato di aver massacrato di botte un uomo di 67 anni intervenuto per separare due giovani durante una lite, lasciandolo in fin di vita. Al termine dell’udienza di convalida, il gip del Tribunale di Napoli Nord, Stefania Amodeo, ha convalidato il fermo emesso dalla Procura e disposto una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio volontario.

Una decisione che arriva mentre il pensionato continua a lottare tra la vita e la morte nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Frattamaggiore, dove resta ricoverato con un gravissimo trauma cranico e una delicata emorragia cerebellare.

L’interrogatorio a Poggioreale: lacrime e richiesta di perdono

Davanti al giudice, nel carcere di Poggioreale, il diciottenne è apparso profondamente provato. Ha risposto alle domande del magistrato tra le lacrime, manifestando quello che definisce un sincero pentimento per quanto accaduto.
Ha chiesto scusa alla vittima, ai suoi familiari e all’intera comunità di Grumo Nevano, sconvolta dalla violenza dell’aggressione che ha trasformato un gesto di civiltà in una tragedia.

Attraverso il proprio difensore, il ragazzo ha anche rivolto un appello ai coetanei:

«Non fate come me. Non prendete esempio dal mio comportamento scellerato. Se vi trovate in una situazione simile, anche se ritenete di aver subito una provocazione, non reagite mai con la violenza».
Parole che, secondo la difesa, rappresentano il tentativo di impedire che un gesto così grave venga interpretato come un modello da seguire.

Il comunicato dell’avvocato: «È devastato dal rimorso»

Contestualmente all’udienza, il legale del giovane, l’avvocato Giovanni Giordano, che ha già annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere una misura cautelare meno afflittiva, ha diffuso un lungo comunicato nel quale descrive lo stato d’animo del proprio assistito.

«Francesco è profondamente sconvolto. Definirlo pentito sarebbe riduttivo», scrive il difensore.
Secondo l’avvocato, il ragazzo vive da giorni «uno stato di profonda prostrazione» e avrebbe pregato continuamente affinché il pensionato riuscisse a sopravvivere alle gravissime ferite riportate.

Nel comunicato si legge ancora: «Con il cuore colmo di dolore, Francesco chiede scusa alla persona ferita, ai suoi familiari e a tutta la comunità locale e nazionale, rimasta comprensibilmente scioccata dalle immagini dell’accaduto e dalla gravità delle conseguenze riportate dal ferito».

«Non imitate il mio gesto»: l’allarme sui social

Uno dei passaggi più significativi della nota riguarda quanto il giovane avrebbe appreso dal carcere.
Secondo il suo difensore, Francesco sarebbe rimasto sconvolto nell’apprendere che alcuni ragazzi, sui social network, avrebbero addirittura indicato la sua aggressione come un gesto da emulare.

Per questo motivo ha voluto lanciare un messaggio diametralmente opposto.

«Non prendete esempio dalla mia scellerata condotta. Quello che ho fatto ha provocato conseguenze gravissime a un’altra persona e rischia di compromettere profondamente anche il mio futuro. Se vi trovate in una situazione di tensione, anche laddove riteneste di aver subito un torto o una provocazione, non reagite mai con violenza.

Rivolgetevi immediatamente alle forze dell’ordine oppure allontanatevi. Un solo istante di perdita del controllo può segnare per sempre la vita di tutti coloro che ne vengono coinvolti».

Un messaggio che la difesa presenta come una presa di coscienza delle conseguenze devastanti provocate da pochi secondi di violenza.

La posizione della famiglia del giovane

Anche i genitori del diciottenne hanno fatto sapere, attraverso il difensore, di condividere il dolore della famiglia dell’anziano.

Hanno espresso vicinanza alla vittima e ai suoi cari, ribadendo di non voler in alcun modo minimizzare la gravità dei fatti e sottolineando come saranno le sedi giudiziarie ad accertare tutte le responsabilità.
Contestualmente hanno chiesto che la vicenda non venga trasformata in un processo mediatico.

Le condizioni del pensionato restano gravissime

Sul fronte sanitario arrivano soltanto timidi segnali incoraggianti.Le condizioni cliniche del 67enne vengono definite in lieve miglioramento, ma il quadro resta estremamente delicato.

L’uomo continua ad essere sottoposto a continui controlli neurologici e a Tac ripetute per monitorare la vasta emorragia al cervelletto, la lesione che continua a preoccupare maggiormente i medici.

La figlia: «Vogliamo soltanto giustizia per nostro padre»

All’esterno dell’ospedale il dolore della famiglia si mescola alla rabbia. Maria, figlia dell’uomo ferito, non riesce a trattenere le lacrime.

«Vogliamo solo giustizia per nostro padre, che per un gesto di civiltà, quale quello di dividere due contendenti, si trova ora a lottare contro la morte. Non è giusto quello che è accaduto. Quel ragazzo ci ha scaraventato in un vortice di paura, angoscia e timore per il futuro di nostro padre».

Poi aggiunge: «Papà lotta contro la morte e ogni minuto in più che sopravvive è un miracolo. Ringrazio Dio per questo. Ma il problema della violenza giovanile non si fermerà qui. I giovani di oggi sono senza alcun valore e il carcere, invece di provocare vergogna, viene addirittura vissuto come un’esperienza formativa».
Parole durissime, pronunciate mentre la famiglia attende notizie dai medici.

Il racconto del figlio: «È irriconoscibile»

Accanto alla sorella c’è Giuseppe, autista di ambulanze. È lui a descrivere con lucidità le devastanti conseguenze dell’aggressione. «Papà è praticamente irriconoscibile. Ha gli occhi tumefatti, come quelli di un pugile. Gli hanno suturato con decine di punti l’interno delle guance e della bocca. Il calcio gli ha fatto saltare alcuni denti e ha incrinato mandibola e mascella».

L’elenco delle lesioni continua.«Un’altra decina di punti gli sono stati applicati alla nuca. Ma quello che ci spaventa davvero è l’emorragia al cervelletto e i danni permanenti che potrebbe provocare. Preghiamo Dio di non farcelo portare via».

Sono ore scandite dall’attesa delle Tac di controllo, dall’angoscia e dalla speranza che il quadro neurologico possa stabilizzarsi.

La città sotto choc e la risposta delle istituzioni

L’aggressione ha profondamente colpito Grumo Nevano, dove il caso continua ad alimentare indignazione e preoccupazione per l’escalation della violenza giovanile.

Il sindaco ha preso parte al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato per affrontare la vicenda, mentre dal prefetto di Napoli è arrivata una ferma condanna dell’accaduto e la piena solidarietà alla vittima e alla sua famiglia.

Sul piano giudiziario, invece, il prossimo passaggio sarà il ricorso al Tribunale del Riesame annunciato dalla difesa del diciottenne, mentre gli investigatori continuano a ricostruire nei dettagli ogni fase dell’aggressione che, in pochi istanti, ha cambiato la vita di due famiglie e acceso nuovamente i riflettori sul fenomeno della violenza tra giovanissimi.

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