IL BOLLETTINO SETTIMANALE

Campi Flegrei,la caldera sale ancora ma il quadro vulcanico resta stabile

Il sollevamento al Rione Terra raggiunge i 167,5 cm dal 2005, superando di oltre 75 cm il picco della crisi degli anni '80. L'INGV rassicura: «Nessun elemento suggerisce evoluzioni a breve termine».
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Campi Flegreila Caldera Sale Ancora Ma Il Quadro Vulcanico Resta Stabile 2026 08 05
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Pozzuoli – Un’energia mai registrata con strumenti digitali e un’accelerazione sismica improvvisa hanno riacceso l’attenzione sulla caldera dei Campi Flegrei. Il 31 luglio 2026, alle ore 19:46 italiane (17:46 UTC), la terra ha tremato con una magnitudo durata Md 4.7 (Mw 4.4), segnando il punto più alto di rilascio energetico dall’inizio dell’attuale fase bradisisimica nel 2005 e superando ogni evento sismico rilevato nell’area da quando si dispone di misurazioni strumentali.

Nonostante la gravità della scossa e il vertiginoso aumento degli eventi tellurici — ben 456 complessivi nella settimana dal 27 luglio al 2 agosto —, l’Osservatorio Vesuviano (INGV) mantiene una linea di rigorosa cautela scientifica: l’attuale quadro dell’attività vulcanica non evidenzia elementi tali da suggerire evoluzioni significative a breve termine.

Sismologia: lo sciame del 31 luglio e l’evento di massima energia

L’andamento della sismicità ha subito una forte impennata rispetto alla settimana precedente, quando i terremoti con magnitudo pari o superiore a zero si erano attestati a soli 34 eventi. Nel periodo oggetto dell’ultimo bollettino, le stazioni dell’INGV hanno localizzato in via preliminare 245 terremoti con Md ≥ 0.0, portando il conteggio totale (inclusi i micro-sismi a magnitudo negativa) a 456 eventi.

A fare da spartiacque è stato lo sciame sismico iniziato nel tardo pomeriggio del 31 luglio. A partire dalle 17:46 UTC si sono succedute 217 scosse concentrate nel quadrante compreso tra la Solfatara, Pisciarelli, Agnano-Olibano, l’Accademia Aeronautica e il Golfo di Pozzuoli. L’evento delle 19:46 costituisce a oggi il sisma di maggiore energia mai registrato ai Campi Flegrei.

Bradisismo: il suolo sale di 10 mm al mese, superata di 75 cm la crisi anni ’80

Sul fronte delle deformazioni del suolo, la rete GNSS permanente — composta da 39 stazioni (dopo la dismissione del sito della Solfatara sul demolito plesso “A. Trincone”) — continua a registrare la spinta del suolo verso l’alto.

Dagli inizi di febbraio 2026 la velocità media mensile di sollevamento nella zona di massima deformazione si è stabilizzata a circa 10 ± 3 mm/mese (dopo il picco di 15 mm/mese registrato tra metà dicembre 2025 e gennaio 2026).

I dati accumulati presso la stazione chiave di Rione Terra (RITE) tracciano un quadro impressionante:

Da gennaio 2025: +30 cm di sollevamento cumulato (in leggero aumento rispetto ai 29,5 cm dei due bollettini precedenti).

Da gennaio 2024: +48,5 cm.

Da novembre 2005 ad oggi: il sollevamento totale raggiunge circa 167,5 cm.

Questo valore supera di ben 75,5 cm il livello massimo toccato durante la precedente crisi bradisisimica degli anni 1982-1984. L’INGV segnala inoltre che in concomitanza con la scossa di Md 4.7 del 31 luglio, alcune stazioni GNSS nell’area centrale hanno mostrato piccole discontinuità nelle serie temporali, su cui sono in corso verifiche di dettaglio.

Geochimica: temperature e flussi confermano il trend pluriennale

I dati forniti dalla rete di monitoraggio geochimico si mantengono coerenti con il trend di lungo periodo caratterizzato dal riscaldamento e dalla pressurizzazione del sistema idrotermale:

Cratere della Solfatara: La temperatura della fumarola BG (misurata dalle stazioni V11 e FLXOV5) si attesta su un valore medio stabile di circa 172-173 °C, confermando il marcato aumento registrato negli ultimi anni in correlazione con l’incremento dei flussi gassosi diffusi.

Area di Pisciarelli: La temperatura media delle emissioni fumaroliche si è attestata a ~95 °C (prossima alla condensazione del fluido), mentre i flussi di CO₂ dal suolo non mostrano strappi anomali, pur rimanendo nell’alveo del trend pluriennale di crescita. Le variazioni nella polla mostrano un sempre maggiore condizionamento da parte dei fattori meteorici stagionali.

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