Napoli – Venti richieste di consulenza in due giorni per ingestione di idrocarburi, con cittadini che hanno riferito di aver ingoiato piccole quantità di benzina. Sono le segnalazioni gestite dal Centro Antiveleni dell’ospedale Cardarelli di Napoli tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, nelle ore segnate dalle difficoltà di rifornimento presso i distributori della Campania.
La carenza di carburante potrebbe aver contribuito agli episodi segnalati, ma il collegamento viene indicato come possibile, non accertato. Il dato riguarda le consulenze effettuate dal centro e non corrisponde, dunque, a venti ricoveri.
Cinque casi con valutazione medica
Secondo quanto riferito dal Cardarelli, le richieste hanno riguardato prevalentemente ingestioni lievi, con persone senza sintomi e senza conseguenze importanti per la salute. Nella maggior parte delle situazioni seguite, spiegano dall’ospedale, non si è reso necessario l’accesso al Pronto soccorso.
Per cinque pazienti, invece, il Centro Antiveleni ha consigliato una valutazione medica oppure ha fornito consulenza ai sanitari che stavano già assistendo persone arrivate autonomamente in ospedale. Non viene precisato quanti appartenessero all’una o all’altra categoria.
Dal Cardarelli richiamano in particolare l’attenzione sulla comparsa di vomito, mal di testa e vertigini, sintomi per i quali indicano la necessità di rivolgersi a uno specialista.
Il ruolo del Centro Antiveleni
Diretto da Romolo Villani, il Centro Antiveleni del Cardarelli è un riferimento per la gestione delle intossicazioni nel Sud Italia. La struttura offre consulenza telefonica e assistenza medica nelle emergenze, fornisce indicazioni sui primi interventi e orienta i pazienti verso il presidio sanitario più adeguato.
Il centro gestisce anche una scorta di antidoti e antagonisti per le intossicazioni acute e croniche. Contribuisce inoltre alla loro distribuzione in Campania e sul territorio nazionale, compresi prodotti difficili da reperire o non registrati in Italia.



