A Castellammare di Stabia la gestione dei rifiuti urbani non è soltanto una cronica emergenza di decoro urbano, ma un intricato groviglio giudiziario e burocratico. Il servizio, attualmente gestito dalla Velia Ambiente s.r.l. sulla base di un contratto quinquennale da circa 60 milioni di euro stipulato nel 2023 sotto la gestione commissariale, continua a mostrare crepe vistose. A certificarle non sono solo le segnalazioni quotidiane dei residenti, ma le carte ufficiali del Settore Ambiente del Comune.
Nella nota protocollata il 22 gennaio 2026 (risposta ad un’interrogazione del consigliere Maurizio Apuzzo), gli uffici comunali e l’assessorato tracciano un quadro dettagliato del contenzioso in corso. Il Comune ha infatti piantato i piedi su diversi punti vincolanti dell’appalto, comminando sanzioni pesantissime alla società affidataria:
- Raccolta Differenziata al palo: Nel secondo anno di contratto, la percentuale di raccolta differenziata non ha raggiunto la soglia stabilita del 56%. Risultato? Una sanzione da ben 350.641,93 euro contestata a luglio 2025 e poi dilazionata in 5 rate mensili per evitare di pregiudicare l’equilibrio finanziario della società e il pagamento degli stipendi ai lavoratori.
- La “fantasma” sede operativa: L’appalto imponeva la presenza di una sede operativa e legale in città. Velia Ambiente ha proposto di ristrutturare un capannone comunale inutilizzato presso il Centro Comunale di Raccolta, ma la Giunta non ha espresso alcuna volontà favorevole. Dal 29 luglio 2025 il Direttore dell’Esecuzione del Contratto (DEC) ha quindi fatto scattare una penale giornaliera di 500 euro, arrivando a un totale di 50.000 euro (a cui si aggiungono ulteriori 80.500 euro notificati a parte). La società ha replicato presentando una perizia giurata che attesta l’assenza di aree idonee e ha tentato la strada dell’autorizzazione presso la ZES Unica del Mezzogiorno per un lotto in via Annunziatella.
- Flotta automezzi ed erogazioni farraginose: Tra l’estate e l’autunno del 2025 sono fioccate sanzioni per automezzi mancanti (gli “Ekò E4”), mancata pulizia dell’arenile e mancato aggiornamento del portale Innovambiente. Solo da ottobre-dicembre 2025 i controlli a campione hanno registrato un riallineamento della flotta.
Tuttavia, queste sanzioni non si sono tradotte in un’automatica risoluzione dei problemi: la Velia Ambiente s.r.l. ha infatti impugnato tutte le penali principali dinanzi al Tribunale di Napoli – Sezione Specializzata Imprese, trasformando l’appalto in una partita aperta nelle aule di giustizia.
L’inerzia della Commissione Straordinaria e il “silenzio assenso” sul SAD
Se la gestione corrente appare travagliata, il vero nodo critico si sposta sul futuro e sulle scelte programmatiche. Ed è qui che la denuncia politica dei Democratici e Progressisti s’incrocia perfettamente con i riscontri tecnici resi dal RUP, dal Funzionario Amministrativo e dall’Assessore all’Ambiente.
Dalla documentazione emerge una storia di omissioni e “mancati riscontri” durante gli anni della gestione straordinaria (insediatasi a seguito dello scioglimento del Consiglio Comunale per condizionamento mafioso nel 2022):
- Il buco del 2023 e del 2024: Con la legge regionale n. 19/2023, la Campania riformava la governance dei rifiuti offrendo ai Comuni la possibilità di “autorganizzarsi”. Stipulando una convenzione (ex art. 30 TUEL) tra i Comuni dello stesso Sub Ambito Distrettuale (SAD), Castellammare avrebbe potuto decidere autonomamente il modello di gestione e guidare la gara d’appalto come comune capofila. Nonostante le note e le sollecitazioni dell’allora Dirigente dell’Ambiente (come la mail inviata alla Commissione Straordinaria il 27 febbraio 2024), l’amministrazione commissariale non ha mai fornito alcuna direttiva politica.
- L’accorpamento d’ufficio e il ricorso delle città vicine: L’Ente d’Ambito (EDA Napoli 3), di fronte all’inerzia degli enti, ha ridisegnato i confini collocando Castellammare di Stabia nel SAD 2 insieme a Torre Annunziata e Vico Equense. Una decisione che ha scatenato la reazione di Torre Annunziata e Vico Equense, le quali hanno impugnato la delibera dinanzi al TAR Campania lamentando la disomogeneità del distretto e il mancato coinvolgimento dell’Assemblea dei Sindaci. Sebbene il TAR abbia poi rigettato i ricorsi nel 2025 (affermando la legittimità dell’EDA di rimodulare i SAD), Castellammare è rimasta a guardare.
- L’adesione “tacita” al modello privato: Senza che la città abbia mai discusso la questione in un’aula consiliare o in un dibattito pubblico, la scadenza dei termini ha fatto scattare la tagliola. Come ammesso candidamente dagli stessi uffici comunali, “in mancanza di un diverso e contrario indirizzo politico espresso dalla Commissione Straordinaria allora in carica, si deduce che l’Ente abbia tacitamente aderito al modello di gestione determinato dall’EDA”.
Un maxi-appalto da 131 milioni: le richieste della politica
L’adesione tacita significa che sarà l’EDA Napoli 3 a gestire direttamente la gara d’appalto per l’affidamento ad un operatore privato del servizio di raccolta, spazzamento e trasporto nei prossimi anni per l’intero Sub Ambito. Il valore stimato della mega-gara è di circa 131 milioni di euro per una durata di otto anni.
Un’operazione finanziaria e gestionale d’impatto colossale su un territorio storicamente fragile, segnato nel passato da forti condizionamenti della criminalità organizzata nel settore dello smaltimento
. I Democratici e Progressisti sollevano quindi un grido d’allarme, definendo inaccettabile che una scelta di tale portata venga “calata dall’alto” e subita passivamente:
“Non aver aperto questo confronto in passato è stato un errore che Castellammare rischia oggi di pagare a caro prezzo. […] Su una questione che vale circa 131 milioni di euro e che riguarda un servizio essenziale, non possono esserci zone d’ombra.”
Il gruppo politico sottolinea come vi siano ancora i margini temporali per intervenire, dato che l’attuale contratto con Velia Ambiente scadrà nel 2028. Tra le richieste perentorie avanzate al Comune e alle autorità competenti figurano:
- L’immediata riapertura del dibattito pubblico e consiliare sul modello di gestione.
- La verifica della trasparenza dei costi di progettazione: sapere a chi sia stata affidata la redazione del nuovo Piano Industriale da parte dell’EDA, con quali procedure e a quali costi.
- Un’analisi rigorosa sulle alternative pubbliche o miste, consentite dalla normativa regionale ma di fatto accantonate senza una reale discussione politica.
La palla passa ora alle istituzioni cittadine. Castellammare di Stabia si trova davanti a un bivio decisivo: continuare a rincorrere l’emergenza tra sanzioni e aule di tribunale, o riprendere in mano il controllo democratico del servizio più costoso e delicato per i propri cittadini.
Punti chiave sulla gestione dei rifiuti a Castellammare di Stabia
Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dalla situazione attuale della gestione dei rifiuti a Castellammare di Stabia.
- Contratto attuale: Il servizio di gestione dei rifiuti è affidato alla Velia Ambiente s.r.l. tramite un contratto quinquennale da circa 60 milioni di euro.
- Sanzioni: Il Comune ha comminato sanzioni per mancata raccolta differenziata e per l'assenza di una sede operativa, ammontanti a oltre 400.000 euro.
- Contenzioso legale: Velia Ambiente ha impugnato le sanzioni, trasformando la gestione in una questione legale aperta.
- Futuro incerto: La gestione futura dei rifiuti potrebbe passare a un maxi-appalto da 131 milioni di euro, senza un dibattito pubblico.
- Richieste politiche: I Democratici e Progressisti chiedono una riapertura del dibattito pubblico e una verifica della trasparenza dei costi.



