LA SENTENZA

Cocaina dalla Spagna nascosta tra le zucche: 10 condanne

La giudice Donatella Bove infligge oltre 86 anni complessivi di carcere. Pena più alta a Giacomo Visconti (14 anni). Esclusa la transnazionalità dei reati
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Napoli – Si è chiuso con una sequenza di pesanti condanne il primo capitolo giudiziario sul grande asse del narcotraffico che legava l’Andalusia al cuore commerciale della provincia partenopea. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Donatella Bove, ha emesso il verdetto al termine del processo celebrato con la formula del rito abbreviato, infliggendo dieci condanne — per un totale complessivo che sfiora gli 86 anni e due mesi di reclusione — a carico dei componenti di un’organizzazione capace di inondare il mercato locale con ingenti quantitativi di hashish e marijuana.

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La centrale dello stoccaggio al mercato ortofrutticolo

Le indagini, culminate nel maxiblitz della Squadra Mobile di Napoli nel luglio del 2025 con l’arresto di 17 persone, avevano svelato una logistica sofisticata e insospettabile. La base operativa dello stoccaggio era stata individuata all’interno del Centro Agroalimentare di Napoli (CAAN) a Volla.

Qui, uno dei ventuno indagati complessivi aveva preso in affitto un box refrigerato: un paravento perfetto dietro cui nascondere i carichi di stupefacenti in attesa dello smistamento sul territorio campano.

Zucche e localizzatori satellitari: il viaggio monitorato via SMS

L’inchiesta aveva preso il via grazie a un primo decisivo sequestro effettuato dai finanzieri di Fiumicino, che avevano intercettato una delle spedizioni dirette in Italia. Da quel momento, gli investigatori della Polizia di Stato hanno ricostruito la filiera dei viaggi. Il modus operandi era consolidato: la droga viaggiava nascosta all’interno di grossi autoarticolati carichi di merci di copertura. In un’occasione, un imponente carico di hashish è stato scoperto occultato sotto quintali di zucche, a bordo di un tir guidato da un autista spagnolo.

Per assicurarsi che il prezioso carico arrivasse a destinazione senza intoppi, i trafficanti utilizzavano sistemi di rilevamento satellitare GPS occultati tra la merce. Questi dispositivi inviavano costantemente aggiornamenti e messaggi SMS sul cellulare dei referenti logistici in Italia, permettendo un monitoraggio in tempo reale del tragitto transfrontaliero.

La regia andalusa e le decisioni del Gup

Secondo l’impianto accusatorio, la cabina di regia delle spedizioni era affidata a una donna spagnola di 44 anni, Sonia Perez Alcaraz, ritenuta la mente organizzativa in Andalusia e condannata in primo grado a 6 anni e 8 mesi di reclusione. La pena più severa è stata comminata a Giacomo Visconti, che ha incassato 14 anni di reclusione, seguito a ruota da Francesco Di Fiore e Sabatino Gallo, entrambi condannati a 13 anni e 5 mesi.

Nonostante la severità delle pene, in sede di sentenza la giudice ha escluso l’aggravante della transnazionalità dei reati contestati, ridisegnando in parte il perimetro giuridico dell’associazione smantellata nel blitz.

Elenco delle condanne

Giacomo Visconti: 14 anni di reclusione
Francesco Di Fiore: 13 anni e 5 mesi di reclusione
Sabatino Gallo: 13 anni e 5 mesi di reclusione
Renato Montefusco: 8 anni e 4 mesi di reclusione
Angelo Pugliese: 6 anni e 10 mesi di reclusione
Foued Boulkham: 6 anni, 9 mesi e 20 giorni di reclusione
Ciro Cirino: 6 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione
Sonia Perez Alcaraz: 6 anni e 8 mesi di reclusione
Massimo Astuto: 6 anni di reclusione
Luigi Pagano: 4 anni di reclusione

  • (nella foto Salvatore Astuto, Giacomo Visconti e Renato Montefusco)
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