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L'impero del boss napoletano

Il Padrino della Capitale: l’ascesa di Michele Senese, dalla caccia ai cutoliani alla pax mafiosa

Narcotraffico, truffe, tangenti sui locali notturni: l'ascesa criminale di Michele Senese. I legami con 'Ndrangheta, Camorra e Cosa Nostra e l'imposizione della pax mafiosa
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Il Padrino Della Capitale Lascesa Di Michele Senese Dalla Caccia Ai Cutoliani Alla Pax Mafiosa 2026 09 12
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La ‘famiglia’, il carcere e i pizzini: così gestiva la cosca dietro le sbarre

Un’organizzazione di tipo mafioso quella di Senese a struttura ‘familiare’, nella quale i ruoli strategici – mentre è detenuto – vengono affidate ai parenti. Il figlio Vincenzo e la moglie Raffaella Gaglione, mantengono i rapporti con il gruppo quando Michele ‘o pazzo è in carcere. E nonostante sia detenuto, nulla si muove senza il suo placet. Due telefoni cellulari lo tengono in contatto con il clan, insieme ai pizzini con i quali impartisce gli ordini.

Padrino incontrastato dell’area sud-est e nord-ovest di Roma, Michele Senese con gli anni ha imparato a diversificare i suoi affari. Partito con il narcotraffico ha allungato le mani su noti locali della movida romana costretti a pagare ai Senese tangenti in cambio della ‘tranquillità’.

Quella pax mafiosa che il Padrino ha imposto non solo ai gruppi criminali alle sue dipendenze, ma anche nei legami con clan di ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa nostra che sono transitati nella sua orbita, lo ha fatto diventare il ‘Re’ di Roma. Da Padrino a Padrini l’egemonia si conquista così.

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