L'INCHIESTA:I 29 INDAGATI

Il «Bordello» dei Panzaruttari: ascesa e caduta dei ribelli di Afragola

Estorsioni a tappeto, "cavalli di ritorno" e una condanna a morte emessa dai vertici della camorra e mai eseguita. Dalle confessioni dei pentiti emerge il ritratto spietato della famiglia Nobile: una cellula impazzita all'interno della galassia Moccia
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C’è un soprannome ad Afragola che, da solo, è in grado di evocare un pezzo di storia criminale del territorio: i Panzaruttari. Un nomignolo dal sapore antico, ereditato dall’umile attività di venditore ambulante del capostipite, Antonio Nobile, ma che oggi è impresso a fuoco nelle carte dell’ultima ordinanza cautelare che ha decapitato l’omonimo clan.

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Stamane infatti i carabinieri hanno eseguito 26 misure cautelari su disposizione del gip Federica Colucci che ha disposto il carcere per 23 mentre per altri tre il divieto di dimora in Campania e infine altri tre restano indagati a piede libero.

I Nobile non sono un’entità isolata. Le inchieste e le sentenze passate in giudicato li collocano saldamente all’interno della vasta confederazione del Clan Moccia. Tuttavia, la loro è la storia di un’articolazione turbolenta, aggressiva, spesso in rotta di collisione con i vertici stessi della camorra locale. Una dinastia criminale composta dal patriarca Antonio, dai figli Raffaele e Giuseppe, fino ad arrivare alla nuova generazione dei cugini Antonio (classe 2000, detto Spiedino) e Antonio (classe 2004, detto Topolone), oltre a Pasquale Nobile.

Dalle estorsioni ai “cavalli di ritorno”: un affare di famiglia

La scalata dei Panzaruttari è scritta nero su bianco nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Un coro a più voci che racconta di un controllo asfissiante del territorio, dove il crimine si fa “al dettaglio”. È il collaboratore Domenico Esposito a svelare le dinamiche interne alla famiglia e il business dei furti d’auto.

“Conosco i Panzaruttari fin da quando ero piccolo e sono sempre stati a disposizione del gruppo camorristico di Afragola”, racconta Esposito ai magistrati. “Il padre di Peppe Panzaruttaro era attivo nel settore dei cavalli di ritorno. Non percepiva uno stipendio mensile, ma Peppe gli dava 350 euro a settimana per i cavalli di ritorno. Inoltre, guadagnava una percentuale su ogni estorsione portata a compimento.”

Un’attività frenetica, portata avanti in alleanza con figure di spicco come Giovanni Castiello e Nicola Luongo, e che non risparmiava nessuno. Ma è proprio questa voracità a creare i primi attriti con i vertici del clan.

“Facevano un casino”: il terrore al Mercato Ortofrutticolo

Se i Moccia hanno storicamente fatto della “diplomazia” criminale il loro marchio di fabbrica, preferendo accordi di alto livello a spargimenti di sangue, i Nobile rappresentavano l’esatto opposto. A raccontare il divario di stile è Michele Puzio, figura di spicco della criminalità afragolese e oggi collaboratore di giustizia fondamentale per l’inchiesta.

Il terreno di scontro principale è il Mercato Ortofrutticolo di Afragola. Prima dell’avvento dei Nobile, Puzio riscuoteva una tangente fissa dal direttore del consorzio, senza infastidire i singoli commercianti: 30.000 euro all’anno, puliti e senza clamore. Con l’arrivo dei Panzaruttari, le regole saltano.

“Raffaele ‘o panzaruttaro aveva in testa la malavita e la cocaina”, dichiara Puzio con gelida precisione. “Era lui con il papà Tonino, il nipote Santuccio ed altre persone a fare estorsioni a tappeto ad Afragola, anche ai poveracci. Facevano un casino. Noi eravamo più delicati: se qualcuno aveva problemi eravamo comprensivi. I panzaruttari invece erano arroganti e non si facevano scrupolo di picchiare le persone.”

L’aggressività dei Nobile aliena le simpatie (e i pagamenti) di molti commercianti. Ma il vero punto di non ritorno viene superato quando la famiglia inizia a intascare i soldi del pizzo all’insaputa della cassa comune.

“Su dieci estorsioni, i Nobile una volta consegnavano i soldi a me e altre nove volte trattenevano per loro le relative somme”, spiega Puzio.

La sentenza di morte (mai eseguita)

La cresta sulle estorsioni è un affronto che la camorra non perdona. Quando i vertici dei Moccia scoprono l’ammanco, la reazione è drastica. È lo stesso Filippo Iazzetta a decretare la fine del ras ribelle.

“Iniziarono a riscuotere altre estorsioni all’insaputa del clan”, confessa Puzio a verbale. “Quando seppi questa cosa, la riferii immediatamente a Filippo Iazzetta, il quale mi diede mandato per uccidere Nobile Raffaele. Il piano omicidiario, tuttavia, non fu portato a compimento perché non riuscimmo a trovare il momento giusto per ammazzarlo. Nobile Raffaele era un soggetto che si spostava continuamente e si mascherava pure quando usciva.”

Un fantasma braccato dai suoi stessi capi. L’omicidio non si compie, e nel 2015 Puzio, sapendo di doverlo eliminare in futuro, gli concede temporaneamente di trattenere i proventi. Nel frattempo, i Nobile stringono alleanze strategiche, avvicinandosi al gruppo dei Barbato e a giovani boss emergenti come Giuseppe Sasso, in un continuo risiko criminale fatto di patti, tradimenti e proiettili.

Oggi, quell’epoca di “bordello” e terrore sembra essersi chiusa dietro le sbarre di un carcere, sigillata dalle firme dei magistrati e dalle parole di chi, quel terrore, lo aveva alimentato.

 

L’elenco dei ventinove indagati

 

AHMETOVIC Milenko detto “Roberto lo zingaro”, nato a Maddaloni il 06.10.1993 INDAGATO

BOTTONE Bruno, nato ad Acerra il 08.01.1996 CARCERE

CAPASSO Antonio, nato a Napoli il 13.07.1981 CARCERE

CAPONE Rosario, nato a Napoli il 16.06.1978 CARCERE

CAPONE Salvatore, nato a Napoli il 12.05.1975 DIVIETO DI SOGGIORNO

CERBONE Francesca, nata a Casoria il 14.01.1978 CARCERE

D’ANTO’ Marika, nata a Caserta il 22.02.1997 CARCERE

DE LUCA Gennaro, nato ad Acerra il 11.06.1992 CARCERE

DE LUCA Raffaele alias “o russ”, nato a Napoli il 30.05.1991 CARCERE

DI MICCO Domenico, nato a Napoli il 18.04.1991 CARCERE

FORTE Giovanni, nato a Napoli il 09.05.1977 INDAGATO

FORTE Luigi, nato ad Acerra il 31.08.2000 CARCERE

GIORDANO Oreste, nato ad Acerra il 19.07.1985 CARCERE

IORIO Raffaele alias “Mazzetto”, nato a Napoli il 26.09.1982 CARCERE

IORIO Antonio, nato a Napoli il 7.03.2001 CARCERE

IORIO Ciro, nato ad Afragola il 06.06.1976 CARCERE

LAMI Salvatore, nato ad Acerra il 18.03.2003 DIVIETO DI SOGGIORNO

MAIELLO Gennaro Antonio, detto “Giordano”, nato ad Afragola il 13.06.1974 CARCERE

MARINO Pietro detto “Pierino”, nato a Napoli il 4.01.1988 INDAGATO

MARRONE Giuseppina, nata a Napoli il 07.11.1977 DIVIETO DI SOGGIORNO

MARRONE Mauro, nato ad Acerra il 23.02.1985 CARCERE

NOBILE Antonio alias “Spiedino” o “musso e vecchia”, nato a Carpi il 27.09.2000 CARCERE

NOBILE Antonio alias “Topolone”, nato ad Acerra il 22.01.2004 CARCERE

NOBILE Giuseppe, nato ad Acerra il 24.08.1982 CARCERE

NOBILE Pasquale, nato ad Acerra il 01.03.2001 CARCERE

NOBILE Raffaele, nato a Napoli il 04.08.1978 CARCERE

NOBILE Stefania, nata ad Acerra il 26.12.1986 CARCERE

POLLARO Alex, nato ad Acerra il 06.08.1998 CARCERE

SANTORO Luciano, nato a Napoli il 25.07.1993 CARCERE

 

(nella foto da sinistra Giuseppe Nobile, Antonio Nobile “topolone”, Antonio Nobile “Spiedino, Raffaele De Luca o’ russ e Alex Pollaro )

In breve

C’è un soprannome ad Afragola che, da solo, è in grado di evocare un pezzo di storia criminale del territorio: i Panzaruttari.

  • Un nomignolo dal sapore antico, ereditato dall'umile attività di venditore ambulante del capostipite, Antonio Nobile, ma che oggi è impresso…
  • Stamane infatti i carabinieri hanno eseguito 26 misure cautelari su disposizione del gip Federica Colucci che ha disposto il carcere…
  • Le inchieste e le sentenze passate in giudicato li collocano saldamente all'interno della vasta confederazione del Clan Moccia.

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