Arzano – Gli agenti della Sezione Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli avevano dato esecuzione al decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, ai sensi della normativa di prevenzione antimafia, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del tribunale di Napoli nei confronti di Girolamo Scafuro.
La confisca di prevenzione di beni immobili era avvenuta, l’anno scorso, a carico di Luigi Scafuro, Maria Scafuro e Teresa Credendino, quali terzi intestatari e ricorrenti presso la Cassazione, in quanto ritenuti nella disponibilità di Girolamo Scafuro, già sottoposto nel 2020 alla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di tre anni, in forza dei suoi rapporti consolidati con il clan camorristico “Moccia”, in relazione ai quali egli è stato condannato per il delitto di illecita concorrenza aggravato dal metodo mafioso.
Girolamo Scafuro e il controllo sulle onoranze funebri
Girolamo Scafuro, tra Arzano e Casavatore è stato per decenni imprenditore indiscusso, grazie anche ai rapporti di parentela con il clan Ferone, nel ramo delle onoranze funebri oltre ad essere ritenuto dagli inquirenti capozona per conto del clan Moccia nel territorio di Arzano fino al 2015 e motivo di scioglimento dell’ente.
La pericolosità sociale di Scafuro è attestata da varie condanne definitive per concorso in estorsioni aggravate dal metodo mafioso, illecita concorrenza aggravata dal metodo mafioso, tentato furto aggravato e furto militare. Vicende giudiziarie per le quali Scafuro era stato sottoposto, anche alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza della durata di tre anni.
Oltre a diverse abitazioni, erano stati sottoposti a sequestro rapporti finanziari e 2 società operative nel settore delle onoranze funebri, attive nel comune di Arzano e già destinatarie di provvedimenti interdittivi antimafia emessi nel corso del 2022 dal Prefetto di Napoli. Il valore complessivo del patrimonio sottoposto a sequestro ammonta a circa due milioni di euro.
La storia criminale di Girolamo Scafuro è stata certificata dalla mole di indagini portate avanti negli anni a cavallo dal 2012 al 2014 dai carabinieri della locale tenenza che debellarono il gruppo di fuoco del locale clan Moccia. Rapporti poi confluiti negli atti dello scioglimento del comune di Arzano nel 2015 per infiltrazioni camorristiche.
Suo padre, Antonio, fu ucciso in un agguato nel 2007
Girolamo è il figlio di Antonio, ucciso in un agguato nel 2007 ad Arzano nella propria agenzia funebre in cui rimase ferito anche Girolamo. Mente l’ex moglie del boss, sarebbe convolata a nozze con l’attuale reggente del clan della 167 Giuseppe Monfregolo in carcere. Proprio le pompe funebri ad Arzano rappresentano uno dei vulnus costanti con parenti e soggetti contigui che gestirebbero ancora quali intermediari tutte le attività mortuarie sul territorio.
A riprova che la longa manus della camorra non si sarebbe mai interrotta sulla gestione della lucrosa attività, il processo a carico di sette persone tra ex dirigenti comunali, dipendenti e gestori del servizio funebre tra cui proprio Luigi Scafuro. Secondo l’accusa, gli imputati, da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva, sono accusati a vario titolo dei reati di falso ideologico e in atto pubblico in concorso, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, abuso e omissione in atti d’ufficio.
Gli uffici coinvolti sono quello del Suap, Polizia locale, Anagrafe e Stato Civile. Per questo secondo filone, le indagini partite nel 2017 ad opera dei carabinieri della locale tenenza e del Gruppo Investigativo di Castello di Cisterna, avrebbero costituito anche gli atti a corollario del terzo scioglimento del comune.
Secondo quanto accertato dai militari, formando nell’esercizio delle rispettive funzioni, il provvedimento conclusivo del procedimento amministrativo volto all’annullamento di una Scia, presentato nell’interesse della medesima impresa funebre, avrebbero attestato falsamente i requisiti morali e Antimafia della stessa.
Gli episodi di falsi si sarebbero verificati in più occasioni nel corso del tempo tanto che in alcune occasioni titolari e dipendente dell’impresa, formavano addirittura atti falsi apponendo fasullo protocollo comunale in modo da comprovare la comunicazione al comune di cambio di amministratore ed elenco aggiornato dei dipendenti. Ad alcuni degli imputati, viene anche contestato l’aver falsamente conformato una autorizzazione comunale per lo svolgimento dell’attività, asseritamente rilasciata dal comune di Arzano.
P.B.





L’articolo descrive un sequestro milionario e diversi procedimenti, ma resta complesso e parecchio confuso,perchè troppi nomi,sigle e riferimenti storici mesciati; sembra che GirolamoScafur0 e la sua rete,ancora abbian ramificazion,i e legami con le onoranz e funebri,con documenti falsificati e pr0cedimenti amministrativi lunghi. Peró non è facile capir bene tutti i ppassi e le responsabilitá.