Napoli – In cambio del silenzio sull’agguato subito ha chiesto all’ex compagno la restituzione di 40mila euro.
Il prezzo da pagare per il silenzio e per appianare il contrasto sfociato nel tentato omicidio avvenuto scorso 6 marzo nel rione Luzzatti di Napoli che ha portato oggi la Polizia di Stato ad arrestare un 18enne, all’epoca dei fatti minorenne, ritenuto l’autore dell’agguato.
Dalle indagini, e secondo quanto emerso dalle intercettazioni, la vittima dell’agguato, legato da stretti vincoli di parentela con i componenti di una nota famiglia malavitosa partenopea, attraverso un altro giovane avrebbe contattato il ragazzo autore del gesto, con il quale era in rapporti da un paio di anni, offrendogli un accordo: i 40mila euro in cambio della promessa di non rivelare il suo nome agli investigatori.
Al ragazzo, che è stato chiuso nel carcere minorile di Airola, in provincia di Benevento, gli inquirenti contestano il tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose, compiuto pedinando la vittima che viaggiava a bordo di una Smart Four Four presa a noleggio, e nei pressi di un circolo ritenuto nella disponibilità del clan Mazzarella.
Poi ci sono le minacce, rivolte anche a tutta la famiglia dell’uomo preso di mira, e il possesso di una pistola calibro 45 utilizzata per l’agguato.



