Lo scontro tra clan

Napoli, spari con colpi a salve al Rione Villa

Gli spari l'altra notte in via Sorrento nessun bossolo né danno rilevato. L’ipotesi è di un’azione intimidatoria nel territorio conteso tra i gruppi D’Amico-Mazzarella e Rinaldi-Reale.
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La tensione torna a salire a San Giovanni a Teduccio, dove nel fine settimana appena trascorso sono state segnalate tre sparatorie nel giro di circa mezz’ora. Gli episodi si sarebbero concentrati nel cuore del rione Villa, area storicamente segnata dalle contrapposizioni tra gruppi criminali.

Non risultano feriti né danni a veicoli, abitazioni o attività commerciali. Durante i rilievi, inoltre, le forze dell’ordine non avrebbero rinvenuto bossoli sul posto. Un elemento che orienta gli investigatori verso l’impiego di armi sceniche oppure caricate a salve: una dimostrazione di forza, dunque, più che un agguato finalizzato a colpire persone.

L’allarme prima dell’alba

Le telefonate al numero unico di emergenza sarebbero arrivate poco prima dell’alba di venerdì, tra le 4.30 e le 5. Alcuni residenti di via Sorrento hanno riferito di aver udito esplosioni, facendo scattare l’intervento dei carabinieri.

Secondo una prima ricostruzione, i raid sarebbero stati tre. I primi due si sarebbero verificati a breve distanza l’uno dall’altro, mentre il terzo sarebbe seguito poco dopo. Le verifiche balistiche non avrebbero tuttavia restituito tracce compatibili con l’utilizzo di armi da fuoco caricate con proiettili.

L’ipotesi dell’intimidazione

Per gli investigatori, la sequenza potrebbe rappresentare una “stesa” con finalità intimidatorie: un’azione studiata per ribadire una presenza sul territorio e inviare un segnale agli avversari, evitando al tempo stesso un’escalation immediata con feriti o vittime.
L’attenzione si concentra ora sull’identificazione degli autori e, soprattutto, sulla possibile matrice del raid. Carabinieri e inquirenti stanno esaminando le immagini delle telecamere presenti nell’area e raccogliendo informazioni sul territorio.

La faida mai sopita

Le prime indicazioni investigative, tutte al vaglio, farebbero ritenere che a sparare possano essere stati giovani ritenuti vicini al gruppo D’Amico-Mazzarella. Il messaggio sarebbe stato diretto, secondo questa ipotesi, alla contrapposta famiglia Rinaldi-Reale.
Entrambi gli schieramenti avrebbero riferimenti e interessi lungo via Sorrento. Il rione Villa, però, viene da tempo indicato dagli investigatori come una zona di storica influenza del gruppo Rinaldi-Reale.

Il timore è che la triplice incursione rappresenti un nuovo capitolo di una contrapposizione che dura da decenni e che, nonostante arresti e inchieste, continua a produrre segnali di instabilità nel quartiere.

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