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Afragola

‘I ristoranti di Roma? Sono tutti di Angelo Moccia’: le intercettazioni

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“I ristoranti sono di Angelo Moccia! Tu lo sai chi è Angelo Moccia? Qua l’hai conosciuto! No? Vedi che c ‘hanno un ‘organizzazione… che per spaventarmi io che l’ho conosciuto ultimamente… ti dico…spaventosa! Spaventosa! Non ti dico quanto! Capisci a me, nonostante li conosco da anni…”, “Sono un clan?…”, “Spaventosa! Stanno nei Tribunali! Comunque… I ristoranti di Roma sono tutti loro! Tutti! Non riconducibili!”.

 

Così in un’intercettazione telefonica uno degli indagati parla con un conoscente dei ristoranti e dei locali nella disponibilità del clan finiti nell’inchiesta che ha portato oggi all’arresto di 13 persone. La conversazione è riportata nell’ordinanza di custodia cautelare.

“eh… ti dico solo una cosa, tu lo sai che Fra… che Angelo c’ha un esercito a disposizione?”. Così si legge in una delle intercettazioni riportate in un passo dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita oggi dai carabinieri nei confronti del cosiddetto clan Moccia. “Ho detto sì, ok ciao!. Quelli c’hanno veramente un esercito eh! il problema è che Vittorio non ha capito con chi c’ha a chefa!… [omissis]…Pensa di giocà, ma questi, QUESTI TIAM M AZZANO!… [omissis]… ti ammazzano, dicono ‘oh, ti do’ comunque la possibilità di guadagnare cinque milioni di euro l’anno…”. “…[omissis]…I quattro locali che adesso abbiamo preso fruttano cinque anni a cinque milioni di euro l’anno! Quest’ultimo anno quattro, perché [inc.] il Tribunale… fatturi lordi., per carità…Dieci milioni di euro ogni anno. …[omissis] …Bravo! E poi, soprattutto, per alcune cosec’è dietro Angelo Moccia…Angelo Moccia non so se tu hai mai visto chi è su internet…”.

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Tra gli arrestati figurano oltre ad Angelo Moccia anche il fratello Luigi Moccia, poi Gennaro Moccia (classe 1987) e Gennaro Moccia (classe 1992), rispettivamente figli di Angelo e Luigi; Carminantonio Capasso, Francesco Varsi, Guido Gargiulo; ai domiciliari invece Andrea Varsi, Carmela De Luca, Eleonora Moccia (figlia di Angelo), Eugenio Cappellaro, Antonio Cosmini.

Quattordici locali, alcuni noti, altri meno, ma tutti centralissimi a Roma, erano gestiti indirettamente dal Clan Moccia. Si tratta de “La Fraschetta” a Piazza Navona, “Panico” a Castel Sant’Angelo, “Antico Caffe’ di Marte” e “Da Giovanni” in via Banco di Santo Spirito, “Bombolone”, “Al Presidente”, “La Torre” e “Ice Cream” in via Tor Millina, “La piazzetta del Quirinale” e “La Scuderia” in via in Arcione vicino a Fontana di Trevi, “Augustea” a Trastevere, “Varsi Bistro” in via della Circonvallazione, “5th Avenue” in via Marsala, “Frankie’ Grill” in via Vittorio Veneto. Alcuni di questi locali erano riconducibili direttamente ad Angelo Moccia e lo si evincerebbe anche da alcune intercettazioni tra gli indagati “I ristoranti di Franco Varsi! I ristoranti sono di Angelo Moccia Tu lo sai chi e’ Angelo Moccia? Qua lo hai conosciuto no? Vedi che c’hanno una organizzazione che per spaventarmi io che l’ho conosciuto ultimamente, ti dico, spaventosa! Spaventosa! Non ti dico quanto. Stanno nei tribunali! Comunque i ristoranti di Roma sono tutti loro! Tutti non riconducibili”.

Tutti erano gia’ stati oggetto di sequestro cautelare per evasione fiscale, ma nonostante non fosse intestato ad Angelo Moccia e nonostante fosse in custodia al tribunale, chi voleva prendere in affitto i “suoi” locali presentando una offerta al tribunale doveva pagare. E’ il caso della famiglia Dominici che per assumere la gestione di quattro ristoranti ha dovuto sborsare 300 mila euro. “Te li danno a te – dice Gargiulo, uno dei 13 indagati, riferendosi ai ristoranti sequestrati – anche perche’ se sono del tribunale e comunque controllano tutto loro te li danno a te pero’ ci devi dare duecento e rotti mila euro, 300 mila euro quasi” ma poi puntualizza “Poi li gestisci con attenzione perche’ e’ sempre roba nostra”. Quando le rate mensili da 30mila euro che i Dominici avevano accordato al clan cominciano a non arrivare, la tensione monta e le preoccupazioni dell’intermediario Guido Gargiulo comincia a farsi sentire e ad un amico, durante una conversazione intercettata dice: “Il problema e’ che Vittorio non ha capito con chi c’ha a che fare. Pensa di giocare. Questi ti ammazzano”.

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Afragola

Matrattava le figlie da 12 anni: arrestato papà ‘orco’ ad Afragola

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Afragola. Carabinieri arrestano 43enne. Ha maltrattato le figlie per quasi 12 anni, anche quando erano minorenni.

I carabinieri della stazione di Afragola hanno arrestato un 43enne del posto già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale procura. L’uomo è fortemente indiziato di maltrattamenti posti in essere nei confronti delle figlie dal 2008, quando erano minorenni, fino ad oggi.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, inoltre, il 43enne, il mese scorso, avrebbe tentato di estorcere sotto minaccia circa 2mila euro al compagno di una delle figlie. Una somma pretesa per coprire le spese legali connesse al procedimento inaugurato dalle denunce da loro sporte.

Contestato anche l’illecito possesso di una pistola revolver ruger SP101 calibro 357 magnum con matricola abrasa, completa di munizioni. L’arma fu rinvenuta in un box dell’arrestato durante una perquisizione domiciliare. In manette, l’uomo è stato tradotto al carcere di Poggioreale.

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Afragola

19enne arrestato per furto in appartamento ad Afragola: aveva rubato anche un paio di scarpe da ginnastica

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I carabinieri della stazione di Crispano hanno arrestato un 19enne di Afragola in esecuzione di un provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, emesso dal Gip del tribunale di Napoli Nord su richiesta della locale procura.

Il 19enne è ritenuto gravemente indiziato di un furto in appartamento commesso a Crispano il 6 ottobre scorso.
Grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza i carabinieri hanno individuato il presunto responsabile e perquisito la sua abitazione. Hanno così rinvenuto i capi di abbigliamento utilizzati durante il furto e un paio di sneakers di marca rubate nell’appartamento di Crispano.
Il 19enne è ora ai domiciliari.

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