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Castellammare, la «porta aperta» della camorra: il retroscena del geometra arrestato che firmava atti in Comune

Il geometra Angelo Schettino ritenuto a disposizione del clan D'Alessandro continuò a varcare gli uffici comunali, firmare SCIA e pilotare informazioni riservate
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Castellammare La Porta Aperta Della Camorra Il Retroscena Del Geometra Arrestato Che Firmava Atti In Comune 2026 07 29
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Il verdetto degli ispettori: la paralisi disciplinare di Palazzo Farnese

Nell’analisi conclusiva del Capitolo 4.4, la Commissione d’Accesso picchia duro sull’assenza di anticorpi e sulla paralisi degli organi di controllo interno di Palazzo Farnese. Interrogati sulla mancata lavorazione della nota di sospensione giaciuta per 14 mesi, i dirigenti si sono giustificati adducendo il gran mole di flussi protocollari in entrata, l’assenza di un modulo automatico di allerta nel software “Civilia” e la consuetudine di cedere le password di accesso al personale di segreteria per velocizzare le operazioni.

Nessun procedimento disciplinare o sanzionatorio è stato tuttavia promosso dal Segretario Generale o dal Nucleo di Valutazione nei confronti dei dipendenti responsabili dell’omessa trasmissione del documento. L’unica misura adottata dall’Ente si è limitata ad un silente spostamento ad altro servizio dell’addetto al protocollo.

Per gli 007 della Prefettura e per il Ministero dell’Interno, la vicenda Schettino ha rappresentato la prova regina: dimostra come l’Ufficio Tecnico di Castellammare di Stabia fosse ridotto ad un guscio burocratico permeabile, esposto al condizionamento della camorra ed incapace di proteggere i propri atti ed i propri processi decisionali dalle ingerenze dei professionisti legati ai clan.

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