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Lo scioglimento per camorra

Castellammare, gli appalti d’urgenza: dalle verifiche a sorteggio alla scorta del consigliere. Ecco come funzionava la «Squadra Gargiulo»

a legalità affidata a un sorteggio del 10%, i debiti col Fisco ignorati e la disinvoltura del consigliere Ciro Cascone: così nel Settore IV guidato da Gargiulo le regole si sciolgono tra autocertificazioni, "scorte" ai privati e ombre della criminalità or
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C’è un paradosso amaro, quasi beffardo, che si consuma tra le stanze del potere di Castellammare di Stabia. In una città che ha conosciuto l’urto devastante di un’amministrazione sciolta per infiltrazioni camorristiche e che sta tentando faticosamente di ricostruire la propria credibilità civica, ci si aspetterebbe che i presidi di controllo siano fortezze inespugnabili. Ci si aspetterebbe che ogni euro pubblico speso, ogni appalto assegnato e ogni porta degli uffici tecnici siano protetti dal massimo rigore della trasparenza.

E invece, basta sfogliare i verbali dell’istruttoria condotta sulla gestione dei Lavori Pubblici — in particolare sul Settore IV guidato dall’ingegnere Catello Gargiulo — per scoprire un microcosmo che funziona secondo regole del tutto capovolte. Un mondo dove le verifiche sui requisiti morali e fiscali di chi vince gli appalti si giocano alla roulette del sorteggio, e dove il confine tra politica, burocrazia e interessi privati si scioglie in un continuo passamano di strette di mano, saluti di cortesia e frequentazioni informali che sembrano ignorare qualsiasi lezione del passato.

La “Lotteria” della sicurezza e il fisco ignorato

Al centro della scena c’è un nome che ricorre con impressionante puntualità ogni qualvolta il Comune deve organizzare un evento pubblico o certificare l’agibilità di uno spazio: quello del geometra e ingegnere Luigi Cascone. Che si tratti del piano di sicurezza per il concerto natalizio del Maestro Ramin Bahrami, delle agibilità per le iniziative a Villa Gabola o, da ultimo, di un ricco accordo quadro quadriennale da 20mila euro per blindare la gestione futura degli eventi, la scelta degli uffici cade sistematicamente su di lui. Un monopolio di fatto, giustificato sulla carta con la consueta litania della «mancanza di personale interno» e con la fretta delle procedure d’urgenza.

Ma è scavando sotto la superficie delle carte che l’inchiesta sbatte contro l’ostacolo più clamoroso. Quando gli investigatori incrociano il nome del tecnico prestatore d’opera con le banche dati del Fisco, emerge una realtà incompatibile con la gestione del denaro pubblico: all’epoca dell’affidamento per il concerto natalizio, Cascone era gravato da un debito cartellato con l’Erario di ben 69.110 euro per IVA non versata risalente al 2020.

Per la legge italiana, chi ha pendenze tributarie definitive e pesanti ha la porta sbarrata: scatta l’esclusione automatica da qualsiasi appalto. Solo settimane dopo l’evento, a fine gennaio 2025, il professionista otterrà la rateizzazione di quella cifra.

Come è stato possibile, dunque, affidare la sicurezza della città a chi si trovava in una simile posizione di irregolarità fiscale, senza che nessuno a Palazzo di Città sollevasse un dito o mettesse nero su bianco una valutazione di opportunità?

«Facciamo verifiche a campione e con sorteggio»

«Sotto i 40.000 euro non facciamo verifiche a tutti, ma solo a campione tramite estrazione. Resta l’autodichiarazione del professionista. La determina del dottor Cascone non è stata sorteggiata». La giustificazione del Dirigente Tecnico, Ing. Catello Gargiulo, innanzi alla Commissione d’indagine

La risposta fornita dal dirigente Catello Gargiulo ai commissari d’indagine è di quelle che lasciano sgomenti: «La determina non è stata sorteggiata». Nel Settore IV del Comune di Castellammare di Stabia, infatti, la legalità è regolata da una lotteria burocratica. Per gli affidamenti diretti sotto soglia, l’ufficio si affida a un sorteggio del 10%. Chi finisce nel cestino viene controllato; il restante 90% degli affidamenti naviga nel mare della fiducia cieca, coperto dalle sole autocertificazioni di chi vince la commessa. In un settore che movimenta decine di milioni di euro, rimettere il controllo al caso significa, nei fatti, abdicare al dovere di vigilare.

Il “Porte Aperte”: quando il consigliere si fa scorta

Ma la lotteria dei controlli è solo l’effetto di un clima organizzativo ben più profondo e inquietante, svelato senza reticenze dallo stesso dirigente tecnico durante un’audizione che ha il sapore di una confessione a cuore aperto. Mentre la sede centrale del Comune monitora gli accessi e l’Urbanistica si è dotata di software digitali per tracciare chi entra e chi esce, la sede staccata dei Lavori Pubblici è una sorta di porto di mare. Non c’è guardiania, non ci sono registri, non ci sono filtri.

«I consiglieri comunali, i professionisti e i rappresentanti di imprese vengono regolarmente nel mio ufficio», ha ammesso Gargiulo, normalizzando una promiscuità che in un Comune ex-sciolto per mafia suona come un campanello d’allarme rosso fuoco. E in un traffico di corridoio dove i politici si rivolgono direttamente ai responsabili dei singoli procedimenti (i RUP) quando il dirigente non è alla scrivania, svetta su tutti una figura: quella di Ciro Cascone.

Eletto nell’attuale maggioranza con oltre cinquecento preferenze nella lista civica La nostra Castellammare, Ciro Cascone viene descritto come un frequentatore assiduo degli uffici tecnici, un consigliere «molto attento al territorio» che si muove tra le stanze del Settore IV con assoluta padronanza. Ma la disinvoltura relazionale supera la soglia di guardia quando Gargiulo mette a verbale un dettaglio che fotografa il cortocircuito tra potere e affari: Ciro Cascone si è presentato negli uffici tecnici accompagnando fisicamente professionisti privati titolari di spinose pratiche edilizie e contenziosi in corso con il Comune. Il motivo di questa scorta politica a un privato in uffici istruenti? «Solo per un saluto», ha minimizzato il dirigente. Un saluto di troppo per chi dovrebbe garantire l’assoluta imparzialità della macchina amministrativa.

Il triangolo relazionale: appalti, politica e vecchie conoscenze

L’appaltatore della sicurezza (Luigi Cascone): Beneficiario di affidamenti diretti e di un accordo quadro quadriennale da 20.000 euro per la safety degli eventi, scelto fiduciariamente dagli uffici nonostante un debito IVA di 69.110 euro per l’anno 2020 non rateizzato all’atto delle prime aggiudicazioni.

Il consigliere di maggioranza (Ciro Cascone): Frequentatore abituale degli uffici tecnici privi di guardiania, abituato a relazionarsi direttamente con i funzionari e a introdurre professionisti privati con pratiche pendenti. Legato a Luigi Cascone da un’amicizia monitorata dalle forze dell’ordine dal 2005 al 2025.

L’ombra di Scanzano (Luigi Staiano): Nipote diretto del defunto boss storico e fondatore del clan D’Alessandro (“Gigginiello”), tratto in arresto nel novembre 2025 per estorsione mafiosa. Con lui il consigliere Ciro Cascone è stato controllato sul territorio nel settembre 2014.

Cosa sapere

Punti chiave sulla gestione degli appalti a Castellammare di Stabia

Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi riguardo alla gestione degli appalti pubblici a Castellammare di Stabia.

  • Infiltrazioni camorristiche: La città ha vissuto un'amministrazione sciolta per infiltrazioni camorristiche, creando un contesto di sfiducia.
  • Verifiche a sorteggio: Le verifiche sui requisiti degli appaltatori avvengono solo su una piccola percentuale, lasciando gran parte degli affidamenti privi di controlli adeguati.
  • Debiti fiscali: Il geometra Luigi Cascone, affidatario di importanti appalti, aveva un debito IVA di oltre 69.000 euro, che avrebbe dovuto escluderlo dagli appalti.
  • Promiscuità negli uffici: Il dirigente Catello Gargiulo ha ammesso la presenza frequente di consiglieri e professionisti privati negli uffici, creando un clima di confusione tra pubblico e privato.
  • Relazioni problematiche: Il consigliere Ciro Cascone è legato da amicizie con appaltatori, sollevando preoccupazioni sulla trasparenza e l'imparzialità delle procedure.
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