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Ponte sullo Stretto, la Procura indaga per corruzione: tre indagati

Al centro dell'inchiesta l'ex presidente della Corte dei conti Miele con l'imprenditore Virgiglio e Saccomanno, ex componente del Cda della società Stretto di Messina
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Ponte Sullo Stretto La Procura Indaga Per Corruzione Tre Indagati 2026 06 09
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La carriera e le ombre di Miele uno dei magistrati contabili pù importanti d’Italia

Al centro dell’inchiesta della Procura di Roma il magistrato Tommaso Miele, per anni uno delle figure più rilevanti della magistratura contabile italiana, entrato alla Corte dei Conti oltre 30 anni fa ha rivestito numerosi incarichisia nelle funzioni giurisdizionali che in quelle di controllo. Nel 2022 è stato nominato presidente aggiunto della Corte dei Conti, incarico confermato dal Consiglio di Stato a seguito di un contenzioso.

Alcune ombre nel suo passato riguardano l’incarico di presidente del collegio dei revistori dei Conti dell’Università degli Studi di Cassino, ateneo presso il quale era professore a contratto. Nel 2016 fu coinvolto in un’indagine della Guardia di Finanza che riguardava i bilanci dell’ateneo.

Secondo l’accusa nei bilanci 2013-2015 erano state occultati gravi criticità tra cui un ammanco stimato tra i 40 e i 44 milioni di euro, oltre al mancato versamento dei contributi previdenziali. Miele, in qualità di presidente del collegio dei revisori, venne coinvolto nell’indagine per presunte falsità nei bilanci universitari. Il magistrato ha sempre respinto ogni addebito, sostenendo che i pareri del collegio fossero basati sulla documentazione contabile fornita dagli uffici dell’università.

La vicenda assunse particolare rilevanza pubblica perchè coinvolgeva un magistrato che, nel ruolo di presidente della Corte dei Conti del Lazio, era chiamato a giudicare casi di danno erariale e di cattiva gestione delle risorse pubbliche, mentre veniva a sua volta coinvolto nell’indagine relativa ai conti dell’ateneo.

Le intercettazioni ambientali tra l’imprenditore e il presidente aggiunto della Corte dei Conti

Dieci anni dopo Miele ricompare in un’altra inchiesta della magistratura romana. Nel corso delle indagini sono state disposte numerose intercettazioni ambientali nelle quali uno dei protagonisti è proprio Miele, il quale paventava difficoltà nell’approvazione del progetto e si prodogava con l’imprenditore Virgiglio per fars sì che il progetto passasse.

“Ehh… però è una situazione… critica!” diceva l’ex aggiunto della Corte dei Conti, Tommaso Miele in una intercettazione ambientale citata nelle carte della Procura di Roma. Per i pm la conversazione “lascia intendere all’interlocutore di avere visionato la documentazione della istruttoria relativa al progetto Ponte”.

Miele avrebbe definito la situazione “in salita”, pur non ritenendosi preoccupato dall’ultimo rigetto della Corte del 17 novembre, considerato “logica conseguenza del rigetto del 29 ottobre”, aggiungendo: “il problema da risolvere è sempre quello…cioè, non cambia una virgola, però se ci scriviamo, ci parliamo, ci vediamo”.

Gli inquirenti riportano anche il riferimento a un report riservato predisposto sulla vicenda da consegnare ai privati coinvolti: “l’importante che tu dai comunque il report…. che io sto sul pezzo… noi stiamo sul pezzo”. Dagli atti emerge il rapporto tra Miele e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio.

Secondo l’accusa, il magistrato si sarebbe rivolto all’imprenditore anche per individuare architetti di fiducia per lavori nelle abitazioni dei figli. Sempre secondo l’accusa Miele, prossimo al pensionamento avvenuto nel febbraio 2026, era interessato a ottenere “cariche apicali in organismi di diritto pubblico successivamente al pensionamento”.

In un’altra conversazione Miele avrebbe parlato delle proprie prospettive future: “quando andrò in pensione ora l’anno nuovo, io dovrei fare il Presidente di non so che ancora… però mi hanno chiesto la disponibilità… io ho sparato alto…c’ho l’imbarazzo della scelta e ti dico la verità… se gli arriva un bell’endorsment… certo che va bene”.

 

 

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Commenti (1)

L’articolo dà informazion sul caso del Ponte sulloStretto ma il testo pare confusio e frammentato, i nomi son citati con errore,la cronologia è messa insiem e molti passaggi non fan chiarezza. Bisogna aspettar le prove e le decisione giudiziari;intanto non va fatto processi mediatico sen’altro,ma serve trasparenza e documenti verificabil. Inoltre i magistrati ha mostrato discrepanze nelle note e la CortedeiConti par esser poco chiara.

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