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Grumo Nevano, il 18enne in lacrime: «Chiedo perdono, non fate come me»

Il gip di Napoli Nord conferma la custodia cautelare in carcere per Francesco iannucci accusato di aver ridotto in fin di vita un pensionato intervenuto per sedare una lite. Durante l'interrogatorio il giovane scoppia in lacrime e affida un messaggio ai
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Grumo Nevano Il 18enne In Lacrime Chiedo Perdono Non Fate Come Me 2026 07 31
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Per questo motivo ha voluto lanciare un messaggio diametralmente opposto.

«Non prendete esempio dalla mia scellerata condotta. Quello che ho fatto ha provocato conseguenze gravissime a un’altra persona e rischia di compromettere profondamente anche il mio futuro. Se vi trovate in una situazione di tensione, anche laddove riteneste di aver subito un torto o una provocazione, non reagite mai con violenza.

Rivolgetevi immediatamente alle forze dell’ordine oppure allontanatevi. Un solo istante di perdita del controllo può segnare per sempre la vita di tutti coloro che ne vengono coinvolti».

Un messaggio che la difesa presenta come una presa di coscienza delle conseguenze devastanti provocate da pochi secondi di violenza.

La posizione della famiglia del giovane

Anche i genitori del diciottenne hanno fatto sapere, attraverso il difensore, di condividere il dolore della famiglia dell’anziano.

Hanno espresso vicinanza alla vittima e ai suoi cari, ribadendo di non voler in alcun modo minimizzare la gravità dei fatti e sottolineando come saranno le sedi giudiziarie ad accertare tutte le responsabilità.
Contestualmente hanno chiesto che la vicenda non venga trasformata in un processo mediatico.

Le condizioni del pensionato restano gravissime

Sul fronte sanitario arrivano soltanto timidi segnali incoraggianti.Le condizioni cliniche del 67enne vengono definite in lieve miglioramento, ma il quadro resta estremamente delicato.

L’uomo continua ad essere sottoposto a continui controlli neurologici e a Tac ripetute per monitorare la vasta emorragia al cervelletto, la lesione che continua a preoccupare maggiormente i medici.

La figlia: «Vogliamo soltanto giustizia per nostro padre»

All’esterno dell’ospedale il dolore della famiglia si mescola alla rabbia. Maria, figlia dell’uomo ferito, non riesce a trattenere le lacrime.

«Vogliamo solo giustizia per nostro padre, che per un gesto di civiltà, quale quello di dividere due contendenti, si trova ora a lottare contro la morte. Non è giusto quello che è accaduto. Quel ragazzo ci ha scaraventato in un vortice di paura, angoscia e timore per il futuro di nostro padre».

Poi aggiunge: «Papà lotta contro la morte e ogni minuto in più che sopravvive è un miracolo. Ringrazio Dio per questo. Ma il problema della violenza giovanile non si fermerà qui. I giovani di oggi sono senza alcun valore e il carcere, invece di provocare vergogna, viene addirittura vissuto come un’esperienza formativa».
Parole durissime, pronunciate mentre la famiglia attende notizie dai medici.

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