Operaio morto a Caivano, la famiglia: ‘Pronti a incontrare la Regione’

L'avvocato Francesco Petruzzi accoglie la disponibilità del presidente del Consiglio regionale a costituirsi parte civile, ma precisa: «È prematuro parlare di una costituzione che potrà avvenire soltanto in un eventuale processo».
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La famiglia di Salvatore Calignano è pronta a incontrare il  presidente del Consiglio regionale  Manfredi. È a lui che l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei familiari dell’operaio morto dopo una caduta da un capannone a Caivano, rivolge un invito affinché la disponibilità manifestata possa tradursi in un confronto diretto con i parenti della vittima.

«Apprezziamo l’inattesa disponibilità del presidente del Consiglio regionale della Campania di volersi costituire parte civile nell’eventuale processo sulla morte di Salvatore, una disponibilità che a questo punto non ci aspettavamo», afferma Petruzzi.

L’avvocato, tuttavia, invita a distinguere l’intenzione manifestata sul piano istituzionale dagli atti che potranno essere formalizzati nelle sedi giudiziarie. «La costituzione di parte civile può essere presentata nelle fasi iniziali del processo e, al momento, ci troviamo ancora nella fase preliminare delle indagini», sottolinea.

«La Regione era assente al funerale e alla fiaccolata»

Il legale auspica che l’apertura del presidente del Consiglio regionale non rimanga soltanto una dichiarazione d’intenti, ma trovi concreta attuazione nel momento opportuno.

«La famiglia di Salvatore auspica che l’intervento del presidente Manfredi trovi attuazione al momento giusto, visto che sia al funerale sia alla fiaccolata la Regione Campania era assente», dichiara Petruzzi.

Parole che restituiscono anche il senso di amarezza dei familiari, impegnati a ottenere chiarezza su quanto accaduto al loro congiunto. L’eventuale partecipazione della Regione al procedimento giudiziario, qualora si arrivasse a processo e ne ricorressero i presupposti, rappresenterebbe un passaggio distinto rispetto alla vicinanza istituzionale chiesta oggi dalla famiglia.

L’invito a incontrare i familiari

L’avvocato conclude confermando la disponibilità dei parenti a un confronto diretto con il rappresentante dell’assemblea regionale.
«Siamo a disposizione del presidente del Consiglio regionale qualora volesse incontrare la famiglia Calignano, a lutto per una morte assurda», afferma il legale.

Resta ora da capire se alla disponibilità espressa sul piano istituzionale seguirà un incontro con i familiari e quali saranno i successivi sviluppi dell’inchiesta sulla morte dell’operaio.

La vicenda di Salvatore Calignano: che cosa è successo

La caduta dal capannone
Salvatore Calignano, 61 anni, è precipitato da un capannone a Caivano, nell’area metropolitana di Napoli. La caduta, secondo le ricostruzioni emerse nei giorni successivi, sarebbe avvenuta da un’altezza di circa otto metri.

Il decesso il 3 ottobre
L’uomo è morto il 3 ottobre 2026 in ospedale a Giugliano, dopo il ricovero. Le circostanze dell’incidente, le modalità dei soccorsi e il comportamento delle persone presenti sono entrati negli accertamenti investigativi.

L’inchiesta e gli indagati
La Procura di Napoli Nord ha avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità. Nelle informazioni emerse nei primi giorni erano indicati tre indagati per omicidio colposo in cooperazione: il datore di lavoro e due titolari del capannone.

Le contestazioni sulle condizioni di lavoro
Tra gli aspetti da chiarire figurano le condizioni in cui Calignano stava lavorando, la disponibilità di protezioni e la regolarità del rapporto di lavoro. Secondo le ricostruzioni investigative riportate in precedenza, sarebbero emersi anche elementi relativi alla registrazione del contratto dopo l’incidente. Si tratta di circostanze da verificare nell’ambito dell’inchiesta.

 

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