La Polizia Municipale di Arzano ha disposto il sequestro giudiziario di un impianto destinato alla torrefazione e al raffreddamento del caffè. Il provvedimento è stato eseguito lo scorso 12 ottobre, nell’ambito di controlli amministrativi e ambientali presso una nota attività produttiva sita lungo la dorsale Arzano-Grumo.
All’origine dell’intervento ci sarebbe la presunta assenza dell’Autorizzazione Unica Ambientale (A.U.A.) per le emissioni in atmosfera. La contestazione riguarda, in particolare, un macchinario installato nel 2014.
Due impianti, una contestazione
Durante il sopralluogo, gli agenti hanno ricostruito l’organizzazione degli spazi aziendali e rilevato la presenza di due distinti impianti di torrefazione.
Il primo risulterebbe coperto da titoli autorizzativi precedenti, richiamati nel verbale. Il secondo — quello oggetto del sequestro — sarebbe invece privo, secondo quanto emerso dagli accertamenti, dell’autorizzazione necessaria: l’iter amministrativo per il rilascio dei titoli risulterebbe tuttora in corso.
Tre sigilli sull’impianto
Per garantire lo stato dei luoghi, assicurare le fonti di prova e impedire un eventuale prosieguo delle attività, la Polizia Municipale ha apposto tre sigilli nei punti strategici della struttura.
Il sequestro ha interessato:
- il macchinario principale e le sue componenti meccaniche;
i sistemi di trasporto della materia prima e del caffè lavorato;
i camini destinati all’espulsione delle emissioni in atmosfera.
L’intero impianto è stato affidato in custodia giudiziaria al responsabile presente al momento dell’ispezione, con l’obbligo di conservare i beni e di non utilizzarli né manometterli.
Il nodo delle autorizzazioni
La vicenda riporta l’attenzione sulla regolarità delle autorizzazioni ambientali nel tessuto produttivo e commerciale del territorio. Saranno ora gli accertamenti tecnici e amministrativi a chiarire lo stato effettivo dell’iter autorizzativo e a verificare eventuali elementi di conformità o difformità.
Dalla Polizia Municipale si precisa che il provvedimento ha natura cautelare ed è stato adottato d’iniziativa dalla polizia giudiziaria. L’intervento si inserisce nel più ampio quadro dei controlli su emissioni, sicurezza e legalità ambientale nell’area, su cui negli ultimi mesi sono arrivati altri sequestri per attività prive delle autorizzazioni necessarie.
P.B.



