Riprendersi strade e piazze, senza paura, e difendere il diritto dei più giovani a vivere liberamente la propria città. È l’obiettivo del presidio «Riprendiamoci la nostra città», promosso dalla Rete per la Sicurezza dei Minori e degli Adolescenti e in programma sabato 17 ottobre alle 16 in piazza Vanvitelli, a Napoli.
La mobilitazione arriva dopo i gravi episodi di violenza registrati nello scorso fine settimana e vuole esprimere solidarietà al padre aggredito, ma soprattutto accendere i riflettori su un problema che coinvolge l’intera comunità.
«Non possiamo e non dobbiamo abituarci alla violenza, né accettare che la paura condizioni la quotidianità delle famiglie e la libertà dei nostri ragazzi. Le strade e le piazze devono continuare a essere luoghi di incontro, socialità e condivisione, non spazi da evitare o da vivere con timore», dichiarano Nelide Milano e Barbara Tafuri, portavoce della Rete.
L’iniziativa punta a superare le divisioni politiche e a chiedere un impegno concreto alle istituzioni competenti. «La sicurezza non ha colore politico e non può diventare terreno di scontro o di strumentalizzazione. Non siamo in piazza contro qualcuno, ma per affermare un diritto che appartiene a tutti», sottolineano le promotrici.
La richiesta è quella di risposte condivise e di interventi capaci di affiancare il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine. La Rete chiede un presidio adeguato del territorio, maggiori attività di prevenzione e un’attenzione più incisiva agli spazi frequentati dai ragazzi.
Il presidio sarà anche un’occasione per raccogliere proposte concrete da presentare alle istituzioni, con l’obiettivo di trasformare la protesta in un contributo operativo per migliorare la sicurezza urbana.
L’appello alla partecipazione è rivolto a cittadini, genitori, giovani, associazioni, realtà civiche e rappresentanti delle istituzioni, senza distinzioni politiche o appartenenze.
«Chiediamo alla città di esserci. Perché la sicurezza non è una battaglia di pochi, ma una responsabilità collettiva», è il messaggio della Rete, che invita Napoli a reagire e a dimostrare di non voler accettare la violenza come parte della quotidianità.



