Nuovo sequestro nel carcere napoletano di Poggioreale. Gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno trovato e sottratto ai detenuti nove telefoni cellulari — otto smartphone di ultima generazione e un microcellulare — insieme a un bilancino di precisione presumibilmente utilizzato per confezionare dosi di sostanze stupefacenti. A renderlo noto è l’Uspp, che parla di un’operazione confermativa dell’impegno quotidiano del personale dell’istituto.
I controlli hanno portato al recupero di nove dispositivi, un numero rilevante considerato il rischio che rappresentano per la sicurezza interna e per i collegamenti illeciti con l’esterno. Accanto ai cellulari, gli agenti hanno sequestrato anche un bilancino di precisione, strumento ricorrente nelle attività di dosaggio e confezionamento della droga all’interno degli istituti penitenziari.
Secondo i sindacalisti Uspp Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, ogni telefono sequestrato equivale a un canale di comunicazione illecito sottratto alla criminalità organizzata. Le dichiarazioni sottolineano inoltre la pressione operativa sugli agenti, chiamati a garantire ordine e sicurezza in un carcere con una popolazione detenuta indicata in circa 2.300 unità.
La richiesta del sindacato
L’Uspp accoglie il risultato dell’operazione ma insiste sulla necessità di investimenti e strumenti tecnologici avanzati per contrastare l’introduzione dei telefoni in carcere. «Solo l’abnegazione non basta», affermano Moretti e Auricchio, richiamando il deficit di organico e la necessità di misure strutturali oltre ai controlli manuali.
Il sindacato rivolge inoltre un plauso agli agenti di Poggioreale, definiti impegnati «lontano dai riflettori» nel mantenere quotidianamente l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto.
Una serie di sequestri
Il ritrovamento si inserisce in una sequenza di interventi negli ultimi mesi. A settembre, la Polizia Penitenziaria aveva sequestrato sei smartphone nel reparto di alta sicurezza “Avellino”. A luglio, invece, erano stati trovati undici cellulari — otto smartphone e tre microtelefoni — insieme a 200 grammi di hashish.
Ancora più consistente il bilancio di giugno: 76 telefoni, tra microtelefoni e smartphone, sei droni bloccati e circa 2,5 chili di hashish sequestrati. Agli inizi di agosto, venti cellulari di ultima generazione erano stati recuperati in tre diversi padiglioni dell’istituto.
Droni e traffico illecito
Il fenomeno non riguarda soltanto le perquisizioni nelle celle. Il 10 ottobre, un drone diretto verso Poggioreale è stato intercettato mentre trasportava circa 300 grammi di hashish e uno smartphone; il velivolo, dopo il recupero del carico, si è riattivato ed è fuggito. Nella stessa perquisizione nel reparto di alta sicurezza “Avellino” erano stati trovati altri quattro smartphone.
Pochi giorni prima, i sistemi di difesa avevano neutralizzato un drone di grandi dimensioni, dal valore stimato in circa 10 mila euro, con a bordo un chilo di droga, 15 smartphone, cavi, alimentatori e un bilancino di precisione. Un quadro che conferma come cellulari, stupefacenti e droni costituiscano ormai un fronte centrale nella sicurezza del carcere napoletano.



