La sconfitta per 3-0 contro il Napoli lascia amarezza in casa Frosinone. Massimiliano Alvini riconosce il valore della prestazione degli azzurri, ma ritiene il passivo eccessivo rispetto a quanto mostrato dalla sua squadra, soprattutto nei momenti in cui la partita era ancora aperta.
«Se il piede non era sulla riga, è stato giusto far ripetere il rigore. Feliciani ha fatto bene, è giusto così. La vittoria del Napoli è meritata, anche se il risultato è stato troppo ampio. Sulla prestazione siamo stati meno efficaci del solito e più sporchi», ha dichiarato l’allenatore ai microfoni di Sky Sport dopo il match del Maradona.
Il riferimento è al penalty inizialmente parato da Palmisani a Hojlund e poi ripetuto per la posizione irregolare del portiere. Dal dischetto, nella seconda esecuzione, Kevin De Bruyne ha portato in vantaggio il Napoli, indirizzando una gara che il Frosinone sperava di poter gestire diversamente.
«È un peccato perché quando avevamo ripreso la partita, abbiamo subìto un rigore che potevamo evitare. In quel momento ci siamo complicati la partita», ha aggiunto Alvini.
Il tecnico ha individuato nelle scelte offensive e nella scarsa concretezza alcuni dei principali limiti della prestazione. «Abbiamo fatto scelte sbagliate negli ultimi venti metri quando la partita era in pareggio e abbiamo avuto occasioni per poter far male. Quando abbiamo avuto occasioni per riaprirla, non siamo stati efficaci. Di solito lo siamo di più».
Nonostante il risultato, Alvini considera la sfida un’occasione utile per individuare gli aspetti da migliorare. Diversi giocatori del Frosinone erano alla prima esperienza allo stadio Maradona, un fattore che può aver inciso sulla gestione di alcuni momenti della partita.
«La partita dà tanti spunti per migliorare. C’erano tanti giocatori che giocavano per la prima volta al ‘Maradona’, la leggerezza c’è stata ma la considero uno status e un’identità precisa», ha spiegato l’allenatore.
La strada, secondo Alvini, passa ora dalla crescita del gruppo e da una maggiore esperienza nella gestione delle gare contro avversari di alto livello. «Abbiamo bisogno di migliorare alcune situazioni e avere un po’ più di esperienza con un percorso più efficace nell’approccio a questo tipo di partite».



