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VIOLENZA DI GENERE

Napoli, minacce, aggressioni all’ex moglie e la scritta «Il tempo è scaduto, vi uccido»: arrestato 44enne

La donna, 37 anni, avrebbe subito telefonate, appostamenti, minacce e aggressioni. Il 28 agosto l’uomo l’avrebbe picchiata trascinandola per i capelli e colpendola al volto e alla testa. Poi le incursioni sotto casa, la scritta minacciosa sul pianerottolo
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Napoli Minacce Aggressioni Allex Molgie E La Scritta Il Tempo E Scaduto Vi Uccido Arrestato 44enne 2026 09 25
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Napoli – Una scritta minacciosa comparsa sul pianerottolo di casa, proprio davanti alla porta dell’appartamento dove vive con i suoi due figli, di 13 e 10 anni. «Il tempo è scaduto, il mio essere a detto è la vostra fine, vi uccido». Un messaggio che, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, rappresenterebbe l’ultimo e più inquietante episodio di una sequenza di minacce, aggressioni e comportamenti persecutori andata avanti per mesi.

La vicenda riguarda una donna di 37 anni e il suo ex marito, un napoletano di 44 anni, arrestato dai carabinieri della Stazione di San Giovanni a Teduccio. Nei suoi confronti sono contestati i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. L’uomo è stato arrestato in flagranza differita e, contestualmente, raggiunto da un’ordinanza di applicazione di una misura coercitiva emessa dal Gip del Tribunale di Napoli.

Ora si trova nel carcere di Poggioreale.

Al centro dell’indagine c’è la fine di un matrimonio dal quale sono nati i due bambini. Un rapporto che, secondo quanto riferito dalla donna, si sarebbe progressivamente deteriorato anche a causa dell’abuso di alcol da parte dell’ex marito, fino alla separazione consensuale sancita dal Tribunale civile di Napoli nel luglio scorso.

Telefonate, appostamenti e una gelosia ossessiva

La separazione, però, non avrebbe segnato la fine dei rapporti conflittuali. Al contrario, secondo la denuncia della donna, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione e avrebbe iniziato a rivolgerle una serie sempre più insistente di attenzioni indesiderate.

Telefonate e messaggi continui, appostamenti nei luoghi abitualmente frequentati dalla 37enne, scenate e aggressioni verbali. Un comportamento che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato alimentato da una gelosia ritenuta dalla donna del tutto infondata.

Nella prima decade di agosto la donna avrebbe anche tentato un riavvicinamento, nella speranza che la situazione potesse migliorare. Una scelta maturata, avrebbe raccontato agli investigatori, soprattutto per tutelare i figli. «L’ho fatto per i bambini», avrebbe spiegato.Il tentativo, però, non avrebbe prodotto alcun cambiamento.

L’aggressione del 28 agosto

Il 28 agosto la situazione sarebbe precipitata. Rientrata dal lavoro, la donna avrebbe trovato l’ex marito in evidente stato di ebbrezza. Sarebbero iniziate offese e insulti, seguiti da un’aggressione fisica.
Secondo quanto denunciato dalla 37enne, l’uomo l’avrebbe afferrata e tirata ripetutamente per i capelli, colpendola poi con schiaffi al volto e pugni alla testa. La donna sarebbe stata costretta a fuggire dall’abitazione per mettersi in salvo.

In serata, rientrata a casa insieme ai figli nella speranza che la situazione si fosse nel frattempo calmata, avrebbe assistito a una nuova escalation. L’uomo avrebbe iniziato a distruggere gli arredi dell’abitazione, rompendo le ante degli armadi e scagliandole contro di lei. Poi avrebbe nuovamente aggredito la donna, tirandole i capelli e colpendola alla testa.

L’intervento delle forze dell’ordine avrebbe consentito di interrompere l’aggressione. L’uomo, però, si sarebbe allontanato prima dell’arrivo delle pattuglie.

La donna era stata successivamente accompagnata all’Ospedale Evangelico Betania, dove le erano state diagnosticate «contusioni multiple per aggressione da parte di persona nota», con una prognosi di due giorni.

La denuncia e l’attivazione del Codice Rosso

Quell’episodio avrebbe rappresentato una svolta. La donna ha riferito di non aver mai denunciato in precedenza l’ex marito, nonostante le offese e le minacce che, secondo il suo racconto, si sarebbero già susseguite nel tempo.
La prima aggressione fisica, però, l’avrebbe spinta a rompere il silenzio. Il 29 agosto è stata formalizzata la denuncia, facendo scattare la procedura d’urgenza prevista dal cosiddetto Codice Rosso.

Ma la denuncia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, non avrebbe fermato l’uomo.

Dal portone sfondato alle minacce nella notte

Il 31 agosto, a tarda sera, il 44enne si sarebbe presentato sotto l’abitazione del padre della donna, dove la 37enne si trovava insieme ai figli. Avrebbe preteso di riprendere i bambini e, di fronte al rifiuto, avrebbe iniziato a colpire con calci e pugni il portone del palazzo, fino a danneggiarlo e romperne il vetro.
Poche ore dopo, intorno alle 3.30, un nuovo episodio. L’uomo si sarebbe presentato sotto la nuova abitazione della donna, svegliandola colpendo ripetutamente la porta e rivolgendole pesanti insulti e minacce. Tra le frasi che la donna avrebbe riferito agli investigatori anche «ti devo sfondare tutto».

Il 14 settembre, infine, l’uomo avrebbe nuovamente incrociato l’ex moglie mentre rientrava a casa. L’avrebbe insultata e seguita per un tratto di strada, nonostante i tentativi della donna di allontanarsi. A quel punto la 37enne avrebbe chiesto l’intervento del padre, facendosi accompagnare fino a casa.

La scritta sul pianerottolo: «Vi uccido»

Il 23 settembre un altro episodio, ancora più inquietante. La donna avrebbe trovato sul pianerottolo, davanti alla porta della propria abitazione, la scritta minacciosa: «Il tempo è scaduto, il mio essere a detto è la vostra fine, vi uccido».

Un messaggio che, inserito nella sequenza degli episodi già denunciati, avrebbe ulteriormente aggravato il quadro investigativo. Il giorno successivo, la situazione sarebbe arrivata a un nuovo punto di rottura.

L’appartamento devastato e l’arresto

La mattina, intorno alle 7.15, la donna era uscita di casa per andare al lavoro. Quando è rientrata, alle 10.30 circa, si sarebbe trovata davanti a uno scenario di devastazione.

Secondo quanto accertato dai carabinieri, l’appartamento era stato messo completamente a soqquadro: mobili distrutti, il frigorifero rovesciato con il contenuto riverso sul pavimento, tavolo e sedie capovolti. Anche una statuetta di Padre Pio sarebbe stata distrutta.

Sconvolta, la donna ha immediatamente chiesto aiuto. Sul posto è arrivata una pattuglia dei carabinieri della Stazione di San Giovanni a Teduccio, che ha constatato i danni e accompagnato la 37enne in caserma per formalizzare una nuova denuncia.

Nel frattempo i militari si sono messi alla ricerca dell’ex marito. Proprio nella stessa giornata, inoltre, il Gip del Tribunale di Napoli aveva emesso un’ordinanza di applicazione di una misura coercitiva nei confronti del 44enne.
Nel pomeriggio l’uomo si è presentato spontaneamente negli uffici della Stazione dei carabinieri, dove avrebbe dovuto ricevere la notifica del provvedimento.

A quel punto è scattato l’arresto. Il 44enne è stato fermato sia in flagranza differita per maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, sia in esecuzione del provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria partenopea. È stato trasferito nel carcere di Poggioreale, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La vicenda ricostruita dagli investigatori segue dunque una progressione precisa: la fine della relazione, le continue telefonate e gli appostamenti, le minacce, la prima aggressione fisica del 28 agosto, la denuncia e l’attivazione del Codice Rosso, le successive incursioni sotto le abitazioni della donna, l’inseguimento per strada, la scritta sul pianerottolo e infine la devastazione dell’appartamento.

Un’escalation che, secondo l’impostazione investigativa, avrebbe determinato il quadro indiziario alla base dell’arresto e della misura cautelare. Le contestazioni dovranno ora essere sottoposte alle verifiche dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento.

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